I mugugni per il monumento a Nino Bixio

Correva l’anno 1890 e a Genova ci si apprestava a celebrare un importante figlio di questa città: il Generale Nino Bixio, protagonista dell’Impresa dei Mille accanto a Garibaldi.
Immaginate il fermento delle grandi occasioni, per rendere onore alla grandezza di questo personaggio si inaugura in sua memoria il monumento a lui dedicato, la statua viene posta in Via Corsica nel quartiere dove abitava il patriota.
Accorre una folla di genovesi, tutti sono curiosi e tutti vogliono vedere il grande Bixio immortalato nel bronzo dall’artista Enrico Pazzi.
C’è grande emozione, la gente si accalca nell’elegante Via Corsica, la strada è adornata con il giusto fasto per rendere omaggio al celebre condottiero.
Ci sono le autorità e i rappresentanti dei vari corpi militari sono pronti alla sfilata, non mancano gli scolaretti delle scuole elementari.
Tutto è pronto, la figura di Bixio sta per essere svelata ai suoi trepidanti concittadini, nel momento cruciale la banda suona una musica solenne, viene calato il telo che copre la statua e un mugugnante brusio si diffonde tra la folla.
E chi è quello sul piedistallo? Bixio? Ma non scherziamo, non gli assomiglia per niente!
E giù mugugni a non finire!

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Leggendo le cronache dell’epoca mi sono imbattuta in questo singolare aneddoto, il monumento a Bixio causò discussioni su discussioni.
E insomma, tutti avevano da ridire sulla statua, si mugugnava che quel tale ritto sul basamento non fosse nemmeno vagamente somigliante al grande Nino, i quotidiani cittadini furono piuttosto taglienti, un giornalista del Secolo XIX definì la statua “un reato artistico”, il solito Amedeo Pescio scrisse invece che era “un’opera infelice”.
Effettivamente non saprei dar loro torto, ecco, qui potete osservare l’opera di Pazzi nel dettaglio di questa bella cartolina di Eugenio Terzo.

Tanto per gradire il giorno dell’inaugurazione fu pure funestato dalla pioggia e quindi certe iniziative che erano previste furono rimandate, fu proprio una giornata storta!
E poi il tempo trascorse, passarono gli anni, durante la II Guerra Mondiale la tanto esecrata statua venne colpita e distrutta dalle bombe cadute su Genova.
Così La Superba disse addio a quello sgradito monumento, al suo posto ne venne eretto un altro ben più apprezzato.

Si tratta di un’opera dello scultore Guido Galletti e qui venne posta negli anni ‘50, il monumento osserva la via che termina alle spalle della Basilica di Carignano.

Si tratta proprio della strada dedicata a lui, indiscusso protagonista del nostro Risorgimento.

Coraggioso e indomito, Bixio è ritratto in una posa che esalta la sua figura eroica ed intraprendente.

Celebrato nella giusta maniera nella sua città.

Tra le case eleganti di questo bel quartiere.

Nino Bixio morì lontano dalla sua patria, sull’isola di Sumatra, riposa nel Pantheon di Staglieno insieme a tutti coloro che in modi diversi diedero lustro a questa città.
Nell’Impresa dei Mille c’era Bixio al comando del Lombardo, il nostro era un vero uomo di mare e direi che la statua è apprezzata anche da coloro che il salmastro lo respirano ogni giorno.

Storie di onde, avventure, gabbiani che si librano in volo e poi si posano, storie di spiriti inquieti.

Memoria di Nino Bixio, eroico figlio di Genova.

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22 pensieri su “I mugugni per il monumento a Nino Bixio

  1. Ormai quando sento la parola mugugni penso subito a “Genova” 😉 Le statue… sai che non mi sembra riuscitissima neppure la seconda? Per quel che vale il mio parere avrei lasciato la prima. Buona giornata!

    • Beh, la vicenda è un vero e proprio un mugugno.
      Davvero non ti spiace la prima statua? Io la trovo un po’ sproporzionata ed effettivamente non assomiglia per niente a Bixio, comunque tutta la faccenda mi ha fatto proprio ridere, devo dirlo.
      Baci, cara, buona giornata a te.

      • Non è che mi piaccia la prima, la testa in effetti è davvero sproporzionata, ma trovo sia bruttina la seconda, diciamo che non gli hanno fatto un gran servizio in nessun caso, ma capita spesso con questi monumenti celebrativi. A me piacciono cose un po’ più sobrie 😉il racconto del mugugno invece è la parte più godibile e caratteristica dell’aneddoto, hai proprio ragione 😊

  2. Miss, direi che, non tutte le bombe vengono per nuocere… perfino dubito che al primo Bixio gli si posassero gabbiani sulla testa…

  3. Ciao Miss! Questo aneddoto zeneize che potrebbe essere “qualunque”, raccontato da te acquista un sapore speciale. Immagino il brusio dei mugugni e la pioggia sul più bello a coronamento.. Personalmente preferisco l’attuale monumento e la foto del gabbiano col tuo commento è come la tua firma all’articolo!!
    Baci e grazie, raf

    • Ah grazie, carissima!
      Il gabbiano si è palesato quando avevo già fatto tutte le foto per il posto, reclamava attenzione e sinceramente sul cappello di Bixio ci stava proprio alla grande.
      Un abbraccio Raf, ti mando un bacione.

  4. Non togliamo ai genovesi il “mugugno” e il “maniman” : queste due “attitudini” non si toccano 🙂
    Un giorno passeggiando nel mio paesello natio, ovviamente ligure, mi capitò di udire i mugugni di un gruppetto di persone che osservavano dei surfisti divertirsi cavalcando le onde del nostro mare.
    – Ma cose ghe vegnan a fa’ –
    -Nu spendan mancu un’na palanca… –
    … e dai con la stessa musica.
    Ecco: non avevano altro da fare ma anche se avessero avuto altre cose di cui occuparsi, il loro bel mugugno sarebbe comunque venuto fuori.
    Tutto sommato il mugugno è innocuo.
    Uno sfogo che lascia il tempo che trova e i surfisti a divertirsi nella baia.

  5. tanto per cambiare i mugugni erano già presenti nella nostra storia (:-)) sono cambiati i tempi, ma le persone conservano i tratti distintivi del carattere genovese, nel bene e nel male.
    Buona giornata (:-))

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