Saluto te, caro Agostino

Saluto te, caro Agostino.
Era la fine di giugno dello scorso anno, ero appena arrivata a Fontanigorda e ho incontrato te.
Andavi verso casa, io invece ero diretta in paese.
La piazza era deserta, ti ho fatto qualche foto senza che tu te ne accorgessi e ricordo di aver pensato: questi sono gli scatti più belli dell’estate.
Oggi, caro Agostino, saluto te e tutte le tue rare virtù: la tua saggezza vera, la tua immancabile gentilezza, la tua pura autenticità.

E il tuo amore incondizionato per i libri e per la cultura, tutte le settimane andavi in biblioteca e tutte le volte te ne tornavi a casa con qualche tomo.
E quelle lunghe conversazioni che facevi con mia mamma? Dio esiste oppure no?
Leggevi libri su libri, in particolare libri di storia, della II Guerra Mondiale sapevi davvero tutto.
Saluto te e ti ringrazio per i tuoi racconti e per avermi dato la possibilità di scrivere su queste pagine i tuoi ricordi di partigiano.
Ascoltare te e le tue parole era un piacere vero, era un reale arricchimento.
E poi, l’emozione bella, qui sono venuti in tanti a leggere la tua storia e allora io ti ho fatto vedere i commenti dei miei lettori e tu hai sorriso, me lo ricordo come se fosse ieri.
Saluto te, caro Agostino.
Poi diciamolo, non c’era argomento sul quale tu non mi abbia dato una risposta.
Raccolgo i funghi? Mah, mi sembrano buoni, però prima mangiarli magari li faccio vedere ad Agostino, non si sa mai.
E tutte quelle piume di uccello trovate sui prati e conservate gelosamente? Tu sapevi sempre dirmi a quale uccellino appartenevano.
Tu li conoscevi tutti i segreti del bosco e della natura, degli alberi e del tempo.
Saluto te, ogni tanto nel tardo pomeriggio venivo a casa tua a chiacchierare un po’ e prima di andarmene sbirciavo nel tuo orto sempre così verde e rigoglioso.
Saluto te, Agostino, saluto la tua sapienza vera, la tua pacatezza, la tua modestia e la tua umiltà.
E se ci fossero più persone come te il mondo sarebbe un posto migliore.
Saluto te, oggi.
E non so, mi chiedevo, ti sei portato il bastone?
Dai, sono certa che ovunque tu sia ora non ti serve più, adesso corri di nuovo come quando eri il Partigiano Anselmo.
Saluto te e le parole non mi bastano.
Buon viaggio, carissimo Agostino.

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23 pensieri su “Saluto te, caro Agostino

  1. Agostino lo troverai sempre li, a Fontanigorda. Sarà sempre presente nei tuoi pensieri quando guarderai un fiore, quando cercherai funghi, quando troverai nuove piume… non se n’è andato: è semplicemente passato in un’altra dimensione che noi non possiamo vedere e sinchè lo ricorderai, lui sarà li.

  2. Un altro testimone che se ne va,in un momento in cui le loro testimonianze sono più necessarie che mai
    .R.I.P.partigiano Anselmo!

  3. Si, certe persone speciali rimangono comunque nei luoghi in cui sono vissute. Ma non ti nascondo che più di una lacrima sta scendendo sulle mie gote.
    Buon Aprile cara Miss Fletcher e…grazie anche per questo.
    Susanna

  4. Miss, non mancava molto al 25 aprile… ma in quello del 1945, c’era e per quella sua presenza dobbiamo solo ringraziarlo…

  5. di solito “salvo” solo i tuoi articoli che raccontano altre cose. La Genova antica.
    Ma poi leggi questo e i tuoi pezzi che richiami.
    Dovrei metterlo in cima a tutto il “salvato”

  6. E credo che ti mancherà molto la consuetudine di rivolgerti a lui per qualche consiglio e per qualche racconto, sono certa che il primo funghetto e la prima piuma dell’estate saranno un suo regalo. Bacioni

  7. grande….solo Agostino è più grande di questo tuo omaggio alla sua figura immensa…mi hai fatto piangere leggendoti e leggendo di Lui…Lui e gli altri come Lui sono su nel cielo degli Eroi…dopo il suo eroismo è tornato l’ uomo normale nella sua grandezza e nobiltà d’animo…riposa in pace Agostino Partigiano Anselmo e grazie per tutto ciò che hai fatto per noi tutti…Miss un grazie infinito per questo tuo Post altamente commemorativo…un abbraccio!!!

  8. le belle persone quando vanno via lasciano sempre la loro voce nell’anima, nel paese sarà come se fosse ancora presente, sono sicuro che le sue parole continuerai a sentirle.

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