Le inquietudini di Mademoiselle Églantine

Lasciò Parigi senza rimpianti, Mademoiselle Églantine partì portando con sé il suo baule pieno di abiti sgargianti e il suo cofanetto colmo di gioielli vistosi.
Églantine era una giovane donna disincantata e persino troppo esperta della vita, a soli 22 anni non coltivava alcun sogno.
Docile non era mai stata e aveva imparato alla sua maniera l’arte di districarsi nelle angustie del mondo dominando la propria volubilità e usando l’arma della sua grazia, Monsieur Etienne soddisfaceva tutti i suoi capricci e a Églantine bastava sgranare quei suoi occhi screziati di oro per veder esaudito ogni suo desiderio.
L’amore, lei lo sapeva, era un’altra faccenda ma la fragilità dei sentimenti si dissolve presto nella disillusione e di questo Églantine era convinta.
In un furore di improvvise inquietudini aveva fatto i bagagli ed era partita senza alcun preavviso, aveva lasciato sul tavolino di mogano un biglietto con parole vaghe e Monsieur Etienne, attonito, non era stato capace di interpretarle.
Così Églantine era arrivata sulla riviera francese, a Mentone.
Altera nel suo abito verde smeraldo, incedeva riparandosi la carnagione chiara con un raffinato parasole, non passava certo inosservata con la sua fresca ed intrigante bellezza.
Églantine aveva le labbra carnose, il suo viso era un ovale perfetto, sembrava una creatura dipinta da un pittore preraffaellita.
I boccoli lucenti le sfioravano le spalle, con le dita sottili giocherellava nervosa con un ciondolo che portava al collo.
Tirò un sospiro e si fermò ad osservare il mare.

Il vociare di tutte quella gente che affollava la promenade di Mentone la frastornava, temeva di scoprirsi fragile, aveva la sensazione che tutti la stessero osservando.
Lei così abile a decifrare certi sguardi indagatori, lei sempre guardinga e pronta a difendersi.

Passò accanto a due uomini che parevano impegnati in una fitta conversazione, uno dei due stava appoggiato al muretto, ad Églantine parve di cogliere un certo interesse nei suoi confronti.
Del resto una signorina di Parigi sa come vanno le cose del mondo.

Si guardò intorno, quell’atmosfera quietamente gioiosa era per lei in qualche modo straniante.
A Mentone, sul lungomare, ognuno pareva sentirsi a proprio agio: c’erano coppie di sposi, gruppi di amici, intere famiglie.
E lei, sola, tra quegli sconosciuti.

Un attempato gentiluomo passeggiava reggendosi al bastone, la signora seduta al sole volgeva il capo verso Églantine e anche l’uomo dall’aspetto severo sembrava ammirarla da dietro i suoi occhiali scuri.
Tutti quegli sguardi.
E lei, sola, con la sua giovinezza inquieta.

Una voce squillante la distrasse dai suoi pensieri, si girò e i suoi occhi incontrarono il visetto impertinente di un bambino.
La mamma continuava a dirgli di stare composto e lui si mordicchiava il labbro e muoveva le gambe avanti e indietro.
Inquieto, proprio come Églantine.

Passarono i giorni, a Parigi Monsieur Etienne attese invano il ritorno di Églantine, a lui rimasero solo quel biglietto e quelle parole scritte da lei, non riuscì mai a comprenderne il significato.
Trascorsero gli anni e i decenni, la riviera francese mutò il suo aspetto e cambiarono anche i suoi frequentatori.
Lei giunse in una mattina di primavera e non furono pochi a notarla.
Aveva una certa età ormai, il passo era più lento ma sempre aggraziato, era ancora sottile e leggera come nella sua gioventù.
Camminava scrutando l’orizzonte, Églantine era assorta nei suoi pensieri non più inquieti.
Chiuse gli occhi e lasciò che la brezza marina sfiorasse il suo viso.
E sorrise, senza alcun rimpianto.

**********

In questa cartolina di Mentone ci sono tutte le persone che vi ho descritto, manca soltanto colei che osserva scorrere la vita.
E sarà pure esistita una fanciulla come lei, io mi sono soltanto divertita ad immaginarla e a darle un volto.
Accadde molto tempo fa, sulla promenade di Mentone: là giunse una ragazza di nome Églantine.

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23 pensieri su “Le inquietudini di Mademoiselle Églantine

  1. Intrigante storia, come sempre: peccato mi debba risvegliare e tornare alla vita quotidiana, ma Mademoiselle Eglantine non uscirà tanto velocemente dal mio cuore! Con pochi tratti hai creato un personaggio veramente affascinante: Eglantine sarà rimasta sola o avrà incontrato l’Amore con la A maiuscola? Un abbraccio Miss, e se ti capitasse di incontrarla puoi chiederglielo? Certamente a te lo dirà!!!!

  2. Ome si dispiace non avere la foto di questa bella signorina. Non è che tra i tuoi tesori ce n’è una che potrebbe impersonarla per noi? O è forse la fanciulla di cui parlavi su fb ad averti ispirato? Baci cara sei sempre insuperabile quando lasci andare la fantasia…

    • Grazie Viviana, sei proprio cara.
      Ho questa cartolina da diversi mesi e desideravo da tempo inventare una storia con una protagonista femminile.
      E sì, è proprio quella ragazza che ho incontrato, in realtà era un tipo molto semplice e secondo me era del tutto inconsapevole di essere così bella, lo era davvero.
      Un bacione Viv, grazie di cuore!

  3. ah ma allora ti stai avvicinando a casa mia, cara miss ! 🙂
    Bellissimo racconto.
    Adesso ti do una traccia per un’altra avventura.
    Cerca la storia della contessa di Apricale: sono certa ti affascinerà.
    Bonne nuit, ma chère Amie.

  4. immaginare il paesaggio come doveva essere all’epoca, con pochi mezzi per strada, il silenzio, e solo il mormorare del mare e il vociar della gente. A parte tutto ciò di utile che abbiamo al giorno d’oggi, penso che vedere la vita a quell’epoca dev’essere stato davvero incantevole, almeno come paesaggi! (:-))
    Buona giornata.

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