La lievità di un angelo

Con quella grazia lieve.
Nobile, eterea e mistica beltà, sospesa nello spazio dell’incomprensibile.
Là, in un tempo senza tempo.

Un manto, un orlo delicato che stringe la vita.
Come se fosse impalpabile, sottile e leggero.

Un gesto.
Le braccia protese in un inspiegabile equilibrio.
Come se trattenesse il respiro, come se ripetesse dentro di sé una dolce preghiera.

Una visione.
E ti sembra di cogliere una sensazione di movimento, l’angelo veglia solenne e vigila sugli istanti perduti, custodisce la fragilità.

Come se un vento fresco sfiorasse quei tessuti, come se accarezzasse quelle dita sottili.
Salvezza, verità e purezza.

Il suo viso.
E i boccoli che cadono sulla fronte e sul collo.
Il suo sguardo dolce, benevolo e saldo.
Fisso sull’eternità.

Sublime creatura celeste, angelo incantevole nella sua lievità.

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16 pensieri su “La lievità di un angelo

  1. se un Caruggio (con o senza panni stesi), leggesse questo post, sarebbe geloso della dolcezza con cui Miss Fletcher descrive quest’Angelo…

  2. ci sono statue che sono così belle da sembrare vive, anche a me capita di soffermarmi di fronte a certi capolavori. Ai nostri giorni non sarebbero più in grado di creare opere simili!
    Buon wek end (:-))

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