Dal Lunario Genovese del 1934: ricetta per fare il pesto

Nel mio divertente girovagare per banchetti mi è capitato di acquistare un volumetto ricco di curiosità: è un Lunario Genovese risalente al 1934.
Quindi è piuttosto recente, a dire il vero, tuttavia il mondo che viene descritto in queste pagine è molto diverso dal nostro: strade scomparse, negozi mai veduti, luoghi che possiamo solo immaginare.
Tra le tante bellezze di Zena c’è anche una ricetta per fare il pesto e allora la condivido su queste pagine per tutti gli amanti della genovesità.

Troverete alcune sorprese, ad esempio sono nominati ingredienti che oggi non si utilizzano e si capisce che si tratta della famosa “arte di arrangiarsi”: si usava quello che si poteva, a seconda delle proprie disponibilità.
Poi c’è il profumo del basilico, il piatto fumante sulla tavola, i sapori della buona cucina genovese.
Ho tradotto questa breve poesia, naturalmente riscriverla nella nostra lingua significa perdere la musicalità delle rime e il suono del dialetto.
E così la troverete prima in genovese e poi tradotta in italiano, questa ricetta è una vera chicca.
Ad arricchirla sono alcune fotografie scattate nel corso di una passata edizione di Pestochampionship e poi cose buone al pesto che piacciono a me.
Signore e signori, dal Lunario Genovese del 1934 ecco a voi la ricetta pe fâ o pésto.

Pe fâ un pésto comm’il fò
ghe vêu tanto baxaicò
de porsemmo ȗnn-a brancâ *
poca pérsa, ȗn pȏ de sâ
ȗn o duȋ spighetti d’aggio
e ȗn bon pesso de formaggio
sardo, e drento in to mortâ
no stancave da-o pestâ.
(pe i palati delicae
ghe poeì mette se ve pä
di pignoeu ben ben lavae)

Quande o l’è comme ȗnn-a pasta
o l’è pronto: ma no basta,
remesciando cö cuggiâ
in te l’êuio a fae negä
l’assazzae, e se ve pä bon
o cacciae in to menestron

Comme pure poèi capî
o se dêuvia pe condî
ûn bon piatto de trenette
tiae sciù sciûte, o lasagnette,
quattro troffie soffocae
da-o formaggio, in quantitae,
e, sciccome a tïa sciù o chêu
gh’è chi o mette in sce i raviêu!

* se péu fane a meno, comme da persa quando gh’è abbondanza de baxaicò.

Per fare un pesto come si deve
ci vuole tanto basilico
una manciata di prezzemolo*
poca maggiorana, un po’ di sale
uno o due spicchietti d’aglio
e un buon pezzo di formaggio
sardo, e dentro al mortaio
non stancatevi di pestare.
(per i palati delicati
ci potete mettere se vi pare
dei pinoli ben ben lavati)

Quando è come una pasta
è pronto: ma non basta
girandolo con il cucchiaio
fatelo annegare nell’olio
lo assaggiate, e se vi sembra buono
lo buttate nel minestrone

Come pure potete capire
si adopera per condire
un buon piatto di trenette
tirate su asciutte, o lasagnette,
quattro trofie soffocate
dal formaggio, in quantità,
e, siccome tira su il cuore
c’è chi lo mette sui ravioli!

* si può farne a meno come della maggiorana se c’è abbondanza di basilico

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20 pensieri su “Dal Lunario Genovese del 1934: ricetta per fare il pesto

    • Da principio avevo pensato semplicemente di tradurla poi invece ho deciso di pubblicare l’originale, mi sembra giusto così, che bella sorpresa questa ricetta in versi.
      Un bacione cara, buona giornata!

  1. Miss, forse sarà soltanto una mia personale suggestione, ma il pesto in dialetto lo trovo, oltre che più verde, più saporito…

  2. Che bella la poesia in genovese, Miss! La trascrivo e la terrò preziosa così quando il prossimo anno ritornerò a ‘ parlare genovese’ ai bimbi della scuola elementare potrò leggergliela e sono sicura che apprezzeranno molto. Buona giornata, bacibaci

  3. nonostante sia notte fonda mi hai fatto venire un appetito che andrei a farmi la pasta al pesto anche ora (:-)))
    Saranno passati anni, ma la ricetta per eccellenza della nostra cucina rimane immutata, era buonissima allora e continua ad esserlo oggi (:-))
    Buona giornata e buon appetito, w il pesto!! (:-))

  4. Oh questo post è preziosissimo, con una ricetta ben diversa da quella comunemente conosciuta… lo salvo insieme a quello della panera (che ancora devo fare)! Sono delle autentiche rarità (che poi io di pesto mi strafogherei tutto l’anno)!
    Un bacio 🙂

  5. Magnifico e utilissimo….grande Miss hai ragione il pesto non ha mai avuto una formula rigida e tassativa….arangemmou un pittin de pesto con quarche azzunta de ingredienti che gh’emmo….ascí e bazan-e…ciaou e grassie!!!

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