La foto di classe

Quando arriva la fine della scuola giunge anche il tempo della foto di classe.
Ognuno di noi ha un bel ricordo di quel momento: si raggiungeva il cortile, ci si metteva in fila e si attendeva il momento cruciale.
E se per noi era un istante speciale proviamo ad immaginare l’emozione dei bambini di un’altra epoca.
I più piccoli seduti davanti, naturalmente.

E poi, se è possibile, nella foto di classe cerchi di metterti vicino all’amico del cuore.
Gli anni passeranno e comunque si rimarrà sempre uniti, come fratelli.

Occhi sgranati, capelli biondi e le manine davanti alla bocca.
Eh, la timidezza rimane impressa anche nella foto di classe.

Io di foto come questa ne ho parecchie: non solo le mie, ne ho diverse di mia nonna che era una ragazza del ‘99 ed era maestra, la giovane donna che si vede in questa immagine da me acquistata era una sua collega, mi sono domandata se si siano conosciute.
Sì, in ogni foto di classe c’è anche la Signora Maestra, lei non è solo un’insegnante ma quasi una seconda mamma, a mio parere.
La Signora Maestra è severa ma dolce, paziente e amorevole, la Signora Maestra fa scrivere ai suoi alunni pagine e pagine di aste e ci tiene molto alla bella calligrafia.

La Signora Maestra ha anche il suo gran da fare con certe piccole pesti, non c’è dubbio.
Il secondo bambino da sinistra ha un’espressione che è tutto un programma, direi che è un vero capopopolo.
E chissà la vita cosa avrà riservato la vita a lui e ai suoi compagni, certe domande restano senza risposta.

E cosa potremmo dire di questi quattro ragazzetti?
I due al centro, in particolare, guardateli bene: sono furbissimi, vivaci e irrequieti.
Mia nonna direbbe: o me l’hanno fatta o me la devono fare!
Gli altri due piccini sembrano tipi più tranquilli ma secondo me si fanno coinvolgere dai loro amici e qualche volta tutti e quattro si cacciano nei guai.

In questa foto di classe c’è una bimba che è una vera principessa, pure lei deve avere un bel caratterino ma spicca tra tutte per il suo visetto luminoso e per quel suo sorriso, sono certa che sia divenuta una donna affascinante.
Eccola, al centro dell’immagine, sta seduta per terra e ha un fiocco chiaro tra i capelli scuri.

Tempo lontano, tempo di scuola e di quaderni a quadretti.
Una memoria di un anno distante e di bambini che saranno divenuti uomini in un periodo difficile.
Erano gli anni ‘20, non molto tempo dopo ci sarebbe stata la II Guerra Mondiale.
E mi chiedo cosa potrebbero raccontarci loro tre di quegli anni tremendi, mi chiedo se siano riusciti a superarli indenni.

Occhi spalancati sul mondo, sul futuro ignoto e sul tempo che verrà.
E non sai nulla di quello che ti accadrà.

Bambine pensierose, assorte, così belle e aggraziate nella loro semplicità.
E nulla sanno di quello che la vita ha in serbo per loro.

Una fotografia, un ricordo dell’anno scolastico 1923-24.

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18 pensieri su “La foto di classe

  1. Eh, per quei ragazzini la vita aveva in serbo una bella guerra mondiale negli anni della loro giovinezza e prima maturità, quando avrebbero dovuto farsi una famiglia e avere dei figli. Non riesco a non pensare a quanti di loro siano caduti prima della fine di quel conflitto. Le tue foto sono di una bellezza struggente, le foto di classe sono di per sè piene di nostalgica tenerezza, queste hanno anche il fascino dei tempi andati. 😊 Bacioni!

    • Proprio così, anche io non posso fare a meno di pensarci, sono domande che non avranno risposta ma fanno comunque riflettere su quanto sia fragile a volte la felicità.
      Sono bellissimi questi bambini, con questi visetti allegri e semplici, sono contenta che ti sia piaciuta questa footgrafia Viv, grazie di cuore.

      • Oh scusa, le avevo prese per particolari di foto differenti dal lettore l’ultima foto è un po’ piccolina e non si vedevano bene i particolari.

      • Sì, è un’unica foto, sono i dettagli e i ritagli, proprio perché la foto intera risulta un po’ piccola e così invece si vedono questi piccoli.
        Ne ho anche un’altra, con ancora più bambini!

  2. Tutti quei bambini e una sola maestra:ovvio che abbia la faccia stravolta dalla stanchezza!
    Mi ricorda le fotografie che conservava mia suocera,maestrina nei paesini della val Scrivia nell’immediato dopoguerra,tutte pluriclassi in cui la maestra non solo era la seconda mamma ma anche infermiera e assistente sociale.

  3. stupenda la foto e stupendi i bambini… Miss, se “i bimbi d’Italia si chiaman Balilla”, quello che tu dici “capopopolo”, non farà proprio Giambattista di nome, ma sicuramente di cognome fa Perasso…

  4. Cara Miss, anche se non scrivo spesso desidero dirti tutta la mia gratitudine per questo bellissimo sito. Ci vengo ogni giorno, è meglio di una pausa caffè. I tuoi racconti struggenti e delicati toccano le mie corde e mi fanno davvero bene. Mi piace sapere che ci sono persone che “sentono” e guardano il mondo come me. A volte è difficile pensarlo guardandosi intorno. Ecco, noi frequentatori di questo sito ci e ti somigliamo in questo.
    Ancora grazie e à la prochaine!

    • Carissima Bianca, mi lasci senza parole, davvero, è una grande gioia leggere commenti come il tuo, significa che davvero sentiamo e vediamo alla stessa maniera e questo è bellissimo.
      Grazie di cuore, buona giornata a te!

  5. Certo che il futuro che aspettava quei bimbi è stato molto turbolento. qualcuno sarà morto per la guerra, altri saranno andati via prima per malattie che a quel tempo facevano tante vittime come piccole ( o grandi) guerre,ma mi piace pensare che molti abbiano concluso la loro vita come mamme di tanti figli, pasciuti negozianti e onesti operai. Non era il tempo quello in cui le ragazzine sognavano di diventare veline e i ragazzi famosi calciatori! Buona giornata Miss, come sempre a te tutta la mia ammirazione per come sai leggere oltre….Bacibaci

    • Sì, li attendevano tempi duri e difficili e anch’io ho la segreta speranza che la vita sia stata generosa con loro e che abbiano potuto avere belle famiglie, figli e nipoti.
      Grazie Anna, sei sempre tanto cara, ti mando un abbraccio grande e spero di vederti presto!

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