Il filo delle storie

Ci sono cose che non so spiegare, non trovo le parole per le sensazioni che a volte provo nel ritrovare il filo di certe storie.
È sottile, quasi invisibile, può spezzarsi per un nonnulla.
Ecco come è accaduto, di recente.
Tra le mani mi capita una fotografia ottocentesca, sono due sposi e a tergo dell’immagine sono scritti i loro nomi.
Per altri magari sarebbe un dettaglio insignificante, per me è diverso: per me è un inizio, è la vita che ritorna, è il passato che bussa alla porta.
Un album ad un mercatino.
Compro la foto dei coniugi e altre due, ci sono due bambine bellissime vestite alla stessa maniera: persone sconosciute che sono rimaste tali non tanto a lungo, a dire il vero.
A quella fotografia ne ho aggiunte molte altre, sono tornata a cercare e ho ritrovato quei volti e anche i visi dei loro parenti.
E poi mi sono venute in mente le bambine, accostando le immagini si nota una somiglianza impressionante e sono quasi certa che si tratti delle figlie dei due sposi.
In queste ricerche mi aiuta una persona molto più competente di me, come per miracolo grazie a lui sono comparsi ritagli di giornali.
E da qui, una catena ininterrotta di notizie: alcune frammentarie, altre più chiare.
Sfoglio libri, guide e volumi vari, leggo le Gazzette Ufficiali di tanto tempo fa e trovo quei cognomi.
Famiglie che hanno lasciato il segno, non solo in questa città ma anche in luoghi vicini.

Ho fatto un breve viaggio in treno, ho visto una casa, ho cercato una tomba di famiglia.
Ho parlato con una signora e lei mi ha snocciolato alcune memorie del passato, sono emersi altri particolari, altri nomi, ancora indizi.
E poi le emozioni e le domande.
Un cassetto pieno di ricordi, le vere nuziali, i fazzoletti con le cifre, il cammeo appeso alla catenina.
Uno scialle di pizzo, un quaderno dalla carta spessa, un orologio d’oro.
I guanti lisci, le cose belle da tenere da conto, i doni per la nascita delle bambine, gli oggetti preziosi tenuti da parte.
Una spilla, una collana di perle, un frammento di cuore e di anima.
E queste fotografie.
Vedo lui, il marito ha queste fotografie tra le mani, le porterà a casa.
Arriva davanti alla villa, apre il cancello, attraversa il giardino, sale le scale e mostra le immagini alla moglie.
E lei?
Lei è contenta di come è rimasta?
E le bambine? Corrono incontro al padre, in quel giorno della fotografia avevano gli stivaletti lucidi e la gonna a quadretti.
Ridono composte, sono garbate bambine di buona famiglia e i genitori sono fieri di loro.
Guardano insieme queste fotografie, quelle che ora io ho qui.
Poi tutto finisce.
O forse non finisce mai.
Perché il passato bussa ad una porta e tutti loro ritornano ad essere veri e presenti, almeno per me.
Ho portato quelle loro foto con me nei miei vari spostamenti, non ho potuto farne a meno.
Nei loro luoghi, davanti alla casa dove lui ritornava e dove lei lo attendeva.
Poi forse vi racconterò la loro storia, credo che lo farò.
Adesso ho messo giù queste righe, magari sono importanti soltanto per me, cerco di capire il senso di queste sensazioni che suscita in me ritrovare il filo di una storia, la traccia di vite lontane.
Sono emozioni intense ed io non le so spiegare.

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22 pensieri su “Il filo delle storie

  1. Quanto mi piacciono le foto antiche!! riguardando quelle in mio possesso risento ancora la voce di mia madre che mi fa notare questo o quel particolare e mi racconta storie legate a certi scatti. Vorrei fosse ancora qui per poter rispondere a tante domande che con il tempo mi son venute a mente e avrei dovuto farle. Un giorno racconterò a mio figlio tutto quello che so e ricordo: mi spiacerebbe che finissero su una bancarella , perchè purtroppo di Miss Fletcher non ce ne sono molte in circolazione. Unica. come sempre!!!!! Bacibaci

    • Eh cara, le tue bellissime foto conservate con tanta amorevole cura sono bellissime e sono certa che tu sia stata capace di trasmettere il tuo amore per i ricordi di famiglia anche a tuo figlio.
      Un grande abbraccio cara, grazie.

  2. Miss, questo lungo e accattivante preambolo senza seguito, crea aspettativa e lascia con la voglia il lettore… grosso modo, sembra il “trailer” di un film di prossima programmazione…

    • Eh Sergio, qua c’è ancora tanto da scoprire e da tirare le fila del discorso ma davvero volevo mettere giù queste emozioni che sono davvero intense, fino a poco tempo fa non sapevo nulla di queste persone, ora sono diventate reali e mi sono affezionata a loro e alle loro vicende.

  3. Eh sì cara, è emozionante ricucire i vari strappi della loro storia e scoprire parentele che ormai di sono perse nei mucchi di fotografie spaiate sui banchi dei mercatini. Solo un’appassionata vera come te può scoprire certe piccole somiglianze e restituire loro la possibilità di tornare nuovamente insieme. 😊 Baci!

    • Cara Viviana, è un’emozione bellissima e tu sei un’amica speciale, perché ascolti e mi aiuti anche in questa bellissima ricerca.
      Tornare insieme, è quello il senso, semplicemente.
      Un bacio grande Viviana, grazie.

  4. Hai descritto con la consueta maestria il sentimento che mi ha spinto ad intraprendere la ricerca degli antenati e quel che provo ogni volta che riesco a rintracciare un piccolo indizio al quale aggrapparmi per aggiungere un anellino alla catena dei legami familiari che purtroppo, come diceva una tua lettrice prima, non posso più sperare di carpire a mia madre scomparsa insieme alle memorie di vite passate. Con grande ammirazione per la tua capacità di emozionarti ed aiutare le ricongiunzioni…..

  5. ognuno di noi sente proprie certe emozioni, ci sono eventi, foto, attimi, che per molti non significano nulla, ma per altri sono chiavi di lettura della propria anima, e sanno regalare sensazioni immense!
    A me capita ascoltando musica, ci sono brani che mi trasportano altrove, brani che magari per altri non significano nulla, ma che a me regalano emozioni straordinarie!

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