Il Bavaria e il Bar Zolezi: i locali del nostro passato

Succede sempre così: quando un locale tanto amato e frequentato chiude i battenti resta un velo di malinconica nostalgia tra gli affezionati clienti.
Facciamo un salto nel tempo e andiamo ancora una volta agli inizi del secolo scorso, siamo ancora nella frizzante Belle Époque.
Forse si sapeva, forse circolavano delle voci, ma come non rimpiangere i fasti dello Stabilimento Bavaria?
Un locale amatissimo di proprietà del Signor Fezzardi, clientela elegante, accoglienza impeccabile, negli anni a venire saranno molte le persone che lo ricorderanno con affetto, prima tra tutte una certa signora americana, certo vi rammenterete di lei!

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Ebbene, è il 29 Ottobre del 1911 e sul quotidiano Il Lavoro c’è una notizia che sarà un colpo al cuore per molti genovesi.
Il Signor Fezzardi lo ha confermato e con gran dispiacere: a fine mese il suo bel locale chiuderà, sembra a causa dell’affitto troppo alto, purtroppo.
Addio dolci serata allietate dall’orchestra, come faremo senza il punch e senza la granatina del Bavaria?

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Niente paura, in quest’epoca di entusiasti imprenditori c’è un genovese ben noto a tutti, appartiene a una famiglia di stimati ristoratori, tutti voi vi ricorderete di Pier Enrico Zolezi, è colui che vende il Vermouth delle Dame!
Possiede quel bel locale in Galleria Mazzini, ricordate che ci siamo già stati insieme?
Bene, sul giornale si legge che sarà lui a rilevare parte del Bavaria, il grande salone invece diverrà un cinematografo.
Il Signor Fezzardi, invece, continuerà ad occuparsi del suo Hotel in Piazza Corvetto.

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Che sospiro di sollievo, se c’è di mezzo Zolezi andrà tutto per il meglio, c’è da scommetterci!
Dopo breve tempo ecco la notizia che dà un’idea di chi sia il nostro Pier Enrico, è sempre Il Lavoro a fornirla, in data 19 Dicembre.
Sul giornale di quel giorno è pubblicata una lettera di Pier Enrico Zolezi che scrive al direttore annunciando l’apertura del suo nuovo locale.
E si rammarica, dice che avrebbe voluto inaugurare il bar invitando colleghi e amici ma il suo stato di salute non glielo consente.
E così, ricordandosi dei meno fortunati, ha pensato bene di celebrare la sua nuova iniziativa imprenditoriale in altra maniera.
Ha deciso di destinare 600 Lire in beneficenza e ha inviato questa somma ripartita in parti uguali a diverse testate giornalistiche affinché le redazioni provvedano a distribuire i soldi tra i più bisognosi che sempre si rivolgono ai giornali per chiedere aiuto.

Ora, forse qualcuno osserverà che si tratta di un’abile mossa pubblicitaria.
Come facciamo a dirlo?
Il nome di Zolezi era talmente conosciuto in città, non credo che ne avesse bisogno!
Nel mio ricercare piccoli squarci di quotidianità ho raccolto nel tempo diversi articoli, a volte le vicende si incrociano, come in questo caso.
E se siete di Genova sapete cosa intendo quando dico che bene o male qui ci conosciamo tutti, vero che è così?
Ecco, lo stesso vale per quella Genova del passato, in qualche maniera.
Avevo messo da parte la notizia della chiusura del Bavaria, tempo dopo mi è capitata in mano la lettera di Zolezi.
E dico davvero, a volte mi sembra di andarci per davvero in quegli anni ed è una bellissima sensazione.
In alto i calici, un brindisi a quella Genova lontana e ai cittadini di quel tempo, protagonisti di un’epoca che possiamo soltanto immaginare.

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Annunci

16 pensieri su “Il Bavaria e il Bar Zolezi: i locali del nostro passato

  1. Quando scrivi si sente proprio che mentre ricostruisci gli eventi e le storie dei luoghi e dei personaggi vivi il momento e torni indietro nel tempo. Può essere un locale, un vecchio negozio, il ricordo di una gita… tu sei lì con tutta te stessa e ricostruisci con pazienza ogni piccolo dettaglio. Una dote unica e preziosa! Baci cara 😘

    • Grazie carissima, che bella cosa mi scrivi!
      In realtà mi diverto un sacco a scoprire e raccontare queste storie, anche perché è vero che a Genova ci conosciamo tutti e anche in quel passato i nomi ricorrono, è bellissimo andare indietro nel tempo.
      Un bacione a te Viv, buona giornata!

  2. Miss, alzo anch’io il calice in omaggio alla Genova lontana (e vicina), che ogni giorno, con dovizia di particolari, ci racconti… nel calice ho versato il “latte di gallina”, parente povero dello zabajone, a giudicare dalla differenza di prezzo…

  3. Che oggetti meravigliosi! Per fortuna c’è chi come te li salva dalla distruzione e rende quei tempi eterni… panta rei… come la soda champagna, che masi sarà stata?
    Come sempre, grazie!

      • Eh, ai miei tempi le Susanne erano pochissime. Allora mi prendevano in giro soprattutto per via del “pitù pitùm paaa” del famoso formaggino. Ad ogni modo le Susanne sono un po’ particolari come persone ( e da bambine alquanto pestifere). Approfitto per salutare la Susanna n 1 che andrò a conoscere presto nel suo blog. Buon mattino, Miss!

  4. che belle sensazioni viaggiare nel tempo e scoprire realtà ormai distanti ma ancora vive nelle memorie di chi l’ha vissute o lette. Il tuo blog è una continua scoperta. (:-))
    Buona giornata. (:-))

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.