Consigli per fotografi dilettanti del 1910

Per noi che viviamo nell’epoca delle immagini forse non è semplice capire coloro che ci hanno preceduto, loro vivevano nell’epoca dell’immaginazione: poi venne la fotografia.
Io non sono certo un’esperta del settore ma mi avvalgo di un volume del passato del quale ho già avuto modo di parlarvi, è un manuale edito da Hoepli nel 1910: Fotografia pei dilettanti, pagine e pagine scritte con garbata sapienza dal Dr Muffone.

L’autore scrive anche del formato usato per le cartoline postali che venne adottato anche per le fotografie.
E provate ad immedesimarvi in un lettore degli inizi del ‘900, il vostro approccio sarà particolare: voi sperimentate i continui miglioramenti in questa arte fantastica che è la fotografia e siete curiosi di saperne di più.
Dunque, cosa è mai la cartolina illustrata?
Secondo il Dr Muffone è l’ancella postale, è l’annunziazione del bello, del vero che circola e produce lo scambio di sensazioni fra tutti gli abitanti del mondo.
E voi che vivete in questo mondo non potete che esserne entusiasti!
Su quelle carta sono impressi i ricordi di viaggi e di momenti felici e il nostro stimato studioso dà un consiglio a tutti i fotografi: che si affrettino, usino i loro negativi per fare delle belle cartoline postali da mandare poi agli amici o per conservare care memorie.

Tralascio le righe dedicate alle misure e ai materiali, condivido invece con voi i consigli per i dilettanti che vogliano cimentarsi con questo passatempo.
Regola numero uno: non fotografate mai cose banali già fotografate in cento modi da altri.
Non si va a Milano a immortalare Piazza del Duomo, dice il Dottor Muffone.
E sapete perché? Beh, l’industria delle cartoline commerciali è fiorentissima e le immagini che vengono vendute saranno sempre più belle delle vostre, su questo non c’è dubbio.
Cercate punti di vista insoliti così non incorrerete in imbarazzanti paragoni e quando siete in viaggio fate così: comprate delle belle cartoline con le immagini dei luoghi più celebri e poi, armati della vostra macchina fotografica, giocate con la fantasia.
Del resto così scrive il nostro autore:
Vi è ancora tanta parte di mondo non fotografato che vi è ampio margine per la nostra personalità artistica.

E poi il tempo passerà e le cose cambieranno.
La cartolina, scrive ancora il nostro autore, compie il suo destino nel giungere a destinazione, unendo persone lontane e donando la gioia di un istante.
Dopo un lungo viaggio, con qualche sgualcitura, con qualche bollo proprio là dove non ci voleva.
Oltre cent’anni dopo mi sono chiesta se il Dottor Muffone, nella sua saggia lungimiranza, avesse immaginato qualcosa a proposito di noi che viviamo immersi nelle immagini.
E cosa direbbe dei dilettanti fotografi di questa nostra epoca?
Lui non lo ha mai saputo che quelle immagini delle quali scrive sono diventate oggetto di grande interesse.
E questo vale per le cartoline che venivano messe in vendita e ancor di più per quegli scatti di fantasiosi dilettanti, magari imperfetti ma certo preziosissimi.
Immagini di istanti perduti e di un tempo in cui c’era ancora tanta parte di mondo non fotografato.

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

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19 pensieri su “Consigli per fotografi dilettanti del 1910

  1. L’ancella postale! Che deliziosa definizione… da bambina ne collezionavo a centinaia e riempivo scatole da scarpe con tutte le immagini che ricevevo e che mi facevo regalare. Erano altri tempi e il rito della cartolina impreziosiva la vacanza 😊 Ti ricordi le famose liste con gli indirizzi che preparavamo prima della partenza? 😘

    • Eccome, certo che me le ricordo, partivamo con quei foglietti con tutti gli indirizzi, era davvero tutto diverso ed era bello spedire le cartoline dai luoghi di vacanza, io le ho ancora tutte le mie!
      Un bacione Viv, buona giornata a te.

  2. Un meraviglioso salto nel tempo, come spesso mi accade grazie a te mi sono immedesimata nella meraviglia che potevano all’epoca suscitare cose ammantate un po’ di magia come la fotografia. Oggi giorno siamo invasi, accecati, quasi violentati dalle immagini che ci arrivano da ovunque.
    Purtroppo anche quando noi stessi scattiamo, ormai scattiamo tanto … troppo, ormai “dimentichiamo”, nel marasma di file in hard-disk, schedine o chiavette, attimi preziosi, attimi che probabilmente nessuno guarderà più sullo schermo di un PC. Una volta si scattava pochissimo ma lo scatto era prezioso e da mostrare spesso, con orgoglio, ad amici e parenti.
    Buona giornata Miss!

    • Grazie Roberta, provare a immaginare quella percezione e quell’entusiasmo per tutte queste novità è difficile per noi, il nostro rapporto con le immagini è veramente diverso, siamo cambiati tanto.
      Buona giornata a te cara!

  3. Miss, nei miei anni argentini (1948-1962), le suddette “ancelle” erano state il nostro pane quotidiano, un po’ perchè mio padre le stampava, ma soprattutto perchè da parte dei nostri parenti ne avevamo ricevute più di 200, che mi erano servite per conoscere le bellezze d’Italia… quelle ricevute nel 1951, ospitano pure maldestri segni a matita, di quando imparavo a scrivere…

  4. Molto interessante questo libro di cui ci parli. Sono qui che sto pensando alle mie foto in b&n ora diventate cartoline nella biglietteria di Villa Pallavicini…viaggeranno anche loro? e forse un giorno qualcuno le troverà, come stai facendo tu e chissà…forse penserà a quello che ho visto e a come l’ho visto. E magari ci scriverà sopra parole, auguri…Non ci avevo mai pensato. Mi piace. Buona serata, Miss.

  5. sicuramente scattare foto all’epoca dev’essere stata un’esperienza straordinaria. Una volta si centellinavano gli scatti, si studiavano a tavolino nei minimi dettagli, e soltanto una volta stampate ci si rendeva conto di quello che si era fatto.
    Bellissimo l’ultimo scorcio di S. Margherita, mi ha colpito la roba stesa in spiaggia (:-))
    Buon wek end. (:-))

    • Davvero, poi era tutta una faccenda complicata la fotografia, se ci pensi è tutto molto affascinante.
      Quella foto di Santa Margherita è veramente strepitosa, anche a me hanno colpito i panni stesi.
      Buona giornata Max, grazie!

  6. Ineteressantissimo questo libro di fotografia e queste riflessioni sulle cartoline Sai che il mio consorte colleziona le cartoline italiane dei primi del Novecento? A me piace immaginare chi fossero i villeggianti e i destinatari di tali immagini. Alcuni scrivono un resoconto dettagliato delle vacanze. Le nostre, invece, sono impressioni fugaci, ma grazie al tuo blog possiamo fermarci a riflettere sul passato e sul presente.

    • Vero, i testi che accompagnano le cartoline sono spesso piuttosto lunghi e anche quella è una parte interessante per i collezionisti, a volte decifrare quelle calligrafie è una sfida fantastica, è vero?
      Grazie Mari, un bacio grande a te!

  7. Whatsapp a l’é a cartolinn-a d’ancheu, solo che a-i pòsteri no arèstiâ ninte!

    Whatsapp è la cartolina di oggi, solo che ai posteri non resterà nulla!

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