Quelli che amano il mare

Quelli che amano il mare lì trovi là, nel luogo al quale appartengono.
Rimangono a dondolarsi sull’acqua, nei bagliori della luce settembrina.

Mentre una magia di riflessi marini si posa evanescente su certi scafi.

E i vetri dell’ascensore panoramico al Porto Antico diventano specchi e vedi ringhiere, passanti, barche, palazzi e prospettive di Genova.

Quelli che amano il mare amano anche il vento, fratello e compagno di giochi delle onde irrequiete, quel vento dispettoso che a volte smuove senza posa le bandiere.

Quelli che amano il mare aspettano il momento di prendere il largo per partire senza più pensieri.
Con il vento nelle vele, il sole in faccia, il cuore colmo di gioia.
Quelli che amano il mare sanno cose che molti altri ignorano e secondo me non ci provano neanche a spiegarle, non è importante.
Conta soltanto viverlo, il mare.

Intrepidi e caparbi, hanno un sogno negli occhi e si perdono a guardare l’orizzonte.

Sempre pronti per un viaggio, un’avventura e una nuova partenza.

Levano le ancore, lasciano il molo e si lasciano alle spalle la città con i suoi frastuoni, loro ascoltano solo il canto incessante dell’abisso.

Hanno questa fierezza quelli che stanno davanti al mare.
E non vivrebbero in nessun altro luogo, credetemi.

Sanno attendere ed essere pazienti, sanno vivere in armonia con il silenzio.
C’è un tempo per partire ma c’è sempre una riva alla quale tornare.

E ognuno ha il proprio modo di appartenere al mare.
Una barca, il tempo dello svago e della libertà, il tempo della serenità.

E un nome perfetto che racconta un certo modo di vivere il mare.
Demùa, in genovese questa parola significa giocattolo o anche semplicemente divertimento.
Cose che piacciono a quelli che amano il mare.

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29 pensieri su “Quelli che amano il mare

  1. Oggi riprendo in mano la lettura dei blog dopo una lunga pausa estiva e mi trovo in mezzo al mare con te: mi aspettavi, vero? 🙂
    Posso mai riprendere la via del web e trovarci un post che parla di mare, che lo rappresenta in immagini bellissime? Beh, hai anche scritto una cosa che mi colpita: chi ama il mare ama anche il vento ed è verissimo perché ambedue regalano una sensazione di libertà… non per niente il mio stesso indirizzo mail (non so se lo visualizzi) parla di vento e mare…
    Insomma, post azzeccato e bellissimo perché se anche l’estate volge al termine il mare è sempre lì che ci attende con i suoi riflessi d’argento. In qualsiasi stagione.
    Un bacio!

  2. …pura poesia…il tuo Post da trascriverlo su una targa marmorea e affiggerla di fronte al nostro fantastico mare con onore ammirazione….tutti sono i luoghi che meritano questo da Voltri a Capolungo suggerisco Nervi passeggiata giusto riconoscimento a noi tutti tu in primis Zeneizi gente di mare….ammirato ti saluto Carissima!!!

  3. …..oggi sono poco attento ma giustamente rendo omaggio a Te alla bella barca che verosimilmente é stata chiamata Demua…più piacere e demua di bordezare per il nostro bel mare non vedo grazie Miss scusa l’errore di sbaglio😉…ma ci sono anche Baciccia e Richin due grandi marinai 😳 un abbraccio!!!

  4. Eh che poesia… sembra di respirare il mare e la quiete dell’attesa di un nuovo viaggio di un eterno ritorno. A me il vento è sempre piaciuto anche senza il mare, a volte è freddo e violento ma ha un’anima potente che attraversa la superficie del mondo e che ci fa sentire tutti più vicini. Bacioni

  5. Ciao ti ho scoperta da poco e mi sono immersa in una bellezza indescrivibile a parole. Io frequento spesso le Cinque Terre, andiamo spesso a camminare sulle colline e devo dire che sempre mi incantano i suoi colori, i suoi profumi. Genova ho avuto l’occasione di visitarla per la mostra di Munch, purtroppo in giornata, ho visto molto poco ma quel poco mi ha fatto capire che devo ritornarci. Grazie per le belle foto che pubblichi, mi danno la consapevolezza che non sbaglio nel dire che la Liguria è davvero da godere. Abbraccio 😀

  6. “Quelli che amano il mare sanno cose che molti altri ignorano e secondo me non ci provano neanche a spiegarle, non è importante”. Questo è verissimo e l’ho sperimentato spesso. Anni fa si era parlato di prendere una barchetta (poi non se n’è fatto nulla purtroppo) e avevo pensato: la chiamerò Demua. Guardandomi in giro in Liguria, ce ne sono parecchie

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