Da piccola andavo sempre a New York

Credo di non avervi mai raccontato questa vicenda, vi ho mai detto che io da piccola andavo spesso a New York?
Oh sì, almeno una volta alla settimana, per la precisione.
A differenza di quel che si potrebbe pensare, in realtà non era un viaggio molto lungo.
E mi direte, per andare a New York ci vogliono delle ore, come è possibile?
In effetti il mio era un viaggio speciale e sempre molto emozionante, per diverse ragioni.
Allora, provo a spiegarvi: io a New York ci andavo con la 126 e a guidare era mia mamma.
C’è qualcosa che non vi torna? Vi assicuro che tutto questo ha una logica magari un po’ strampalata ma ce l’ha!
E dunque, si partiva nel primo pomeriggio sulla macchinina rossa della mamma e si andava a far la spesa in un noto supermercato che all’epoca di trovava nelle vicinanze della Lanterna.
Per arrivare fin laggiù si percorre questa strada che da piccola mi sembrava immensa.
Ampia, larga, trafficata, la strada di una metropoli.

Anche il supermercato mi pareva grandissimo: il piano terra era dedicato agli alimentari, al piano superiore invece c’erano capi di abbigliamento e articoli per casa e questo mi piaceva moltissimo!
Devo dire che di quel supermercato mi ricordo praticamente tutto, ad esempio una volta hanno spostato la collocazione delle cipolle e per trovarle ci abbiamo messo un po’, sarà successo più di quarant’anni fa ma io non l’ho dimenticato.
Quando ero piccola andare a fare la spesa fin laggiù era una specie di evento, ci si metteva anche un sacco di tempo e si riempiva la 126 con sacchetti e sacchettini.
Il viaggio di ritorno, poi, era speciale.
Ve l’ho detto, io andavo a New York, niente di meno!
Nel percorrere la stessa strada al contrario infatti lo sguardo incontrava una costruzione: una chiesa alta e maestosa, ai miei occhi di bambina sembrava così.
E dovete anche sapere che da piccola ero appassionata spettatrice di film hollywoodiani degli anni ‘50 e ‘60, come ben sapete capitava spesso che fossero ambientati nella Grande Mela.
E cosa c’è laggiù? Naturalmente la Cattedrale di San Patrizio, ma che domande!
Ecco, io da piccola andavo a New York. In 126. Con la mamma.
E avevo la mia personale Cattedrale di San Patrizio perché quella chiesa lì che vedevo dalla macchina per me non era mica la Chiesa di San Teodoro, figuriamoci!
No, no, era proprio la Cattedrale di San Patrizio, non c’erano dubbi.
Non stiamo a sottilizzare sul fatto che i due edifici in realtà non si assomiglino per niente, ora lo so pure io ma direi che è un dettaglio superfluo.
Gli occhi dei bambini vedono cose che i grandi non sanno neanche immaginare, io sono stata una bambina molto fortunata perché ho avuto una splendida infanzia.
E aggiungeteci pure che una volta alla settimana andavo a New York, che meraviglia!

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28 pensieri su “Da piccola andavo sempre a New York

  1. Bellissimo questo post, un inno alla fantasia e alla creatività bambina! E se pensi che New York è il mio sogno ancora inesaudito, beh… passo a prenderti con la mia Punto e mi ci porti? Non sarà il 126 ma ci si sta comodi e di sacchetti ce ne entrano parecchi 🙂
    Un bacio!

  2. Che meraviglia! Certo che da bambini tutto sembra grande e speciale, c’è il gusto della sorpresa ma c’è anche quello di costruire delle grandi avventure su piccole (grandi) routine come la spesa settimanale! Un bacione alla piccola Flecther e a quella grande 😘

  3. I ricordi dell’infanzia che belli. Come il mondo era diverso, tutto più grande, tutto più lontano. CI sono posti che ancora oggi ricordo con gli occhi di una bambina. Un bel post Miss

  4. tenerissima la little girl Fletcher, che a bordo di una 126 rossa guidata dalla sua mamma, andava a New York, una volta alla settimana, e ottimo pure l’accenno alle cipolle spostate…

  5. Buon pomeriggio Miss. Saprebbe dirmi qualcosa di più su quel supermercato?
    Da bambina (sono ancora piuttosto giovane) mi ci portava anche la mia mamma, ma non ricordiamo il nome. Di quel posto ricordo una grande scala mobile.
    Ti ringrazio.

  6. Una mia amica piemontese ha promesso a suo figlio che avrebbe visitato la Diagon Alley di Harry Potter e il suo Itinerario é stato:Ministero della Magia (palazzo ducale),Diagon Alley(via Giustiniani,Canneto Lungo e san Bernardo),Mielandia(Viganotti),la Farmacia(drogheria Torrielli),il Serraglio incantato (il negozio di animali di Via Giustiniani),il Paiolo Magico (Bottiglieria Marchesa)e la Gringott,la banca dei maghi(Filiale della Deutch bank in via Garibaldi)..…non hanno trovato il negozio di bacchette magiche ma era chiuso per ferie…..il piccolo Pietro ancora attende che aprano per farci una capatina….

  7. io ho sempre descritto anche nel mio blog su iobloggo la capacità di volare con la fantasia. Possiamo viaggiare in ogni angolo del mondo attraverso la fantasia, anch’io come te quando mi trovo in posti particolari ne immagino altri. Non lo facevo soltanto durante l’infanzia, lo faccio tuttora. Ad esempio camminando sull’alta via dei monti liguri, osservando il mare, mi sembra di essere sulle coste dell’Irlanda o della Cornovaglia. I paesaggi li creiamo noi, e tramite essi possiamo essere sempre molto felici, anche con poco (:-))
    Buon wek end (:-))

  8. da grande sono tornata per caso in una casa dove avevo abitato da bambina e stentavo a riconoscerla anche se la ricordavo bene, infatti era stato un castello incantato dove io ero una principessa; mio padre, che era con me, mi ha spiegato che allora ero piccola e quindi le proporzioni erano tutte diverse, all’epoca mi sembrava enorme e incantata mentre durante quella visita tutto era piccolo e senza fascino… che delusione, meglio non confrontare i bei ricordi con la realtà!

  9. Andavamo allo stesso supermercato sai???? Ho ancora una canotta comprata li al piano di sopra…ma non mi va più 😩🤣🤣🤣

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