Giocare al tempo della Lira

Giorni fa, cercando alcuni oggetti in cantina, ho fatto un fortunato ritrovamento.
Vi ho già detto che io tengo tutto, vero?
Ecco, certi reperti non ricordo nemmeno di averli conservati fino a quando, come per magia, spuntano fuori all’improvviso.
E dunque, parliamo di una quisquilia che tutte coloro che sono state bambine negli anni ‘70 hanno posseduto.
Signore e signori, ecco a voi il mio portamonete con i pallini!
L’ho sempre chiamato così e non vedo perché dovrei cambiare adesso, vi sembra?
Meraviglia!

Nel prenderlo in mano ho notato che era un po’ ciccione, quindi doveva esserci dentro qualcosa.
Per la verità ho vissuto anche qualche istante di tensione perché, con mio estremo disappunto, la cerniera non si apriva.
Che scocciatura, non si capisce perché un portamonete che non viene usato da almeno quarant’anni abbia qualche problema di ruggine alla cerniera, caspita!
E dunque, alla fin fine con delicatezza sono riuscita nell’impresa e cosa ho trovato là dentro?
Stupore, i gettoni di qualche gioco da tavolo del quale non mi ricordo.
E sì, appartenevano a noi che eravamo bambini al tempo della Lira.
Cristoforo Colombo sulle 5.000 Lire, Giuseppe Verdi sulla banconota da 1.000, Leonardo da Vinci sulle 50.000 Lire e Michelangelo Buonarroti sulle 10.000.
Da quanto tempo non li vedevo, che sorpresa!

E avevo anche pensato di rimettere in uso il piccolo portamonete ma in realtà credo che non lo farò: lui non sa mica nulla di questa faccenda degli Euro, è stato in cantina fino a ieri, lasciamolo nella sua beata ignoranza.
E poi se dovessi perderlo sarebbe una vera disdetta, diciamolo.
Lo terrò in un cassetto con questi soldi finti che c’erano dentro, non mancano le monetine, su uno dei due lati c’è disegnato uno scoiattolo.
Per caso li avete avuti anche voi? Qualcuno si ricorda a quale gioco appartenevano?
Sospiro.
Cose che usavamo noi che siamo stati bambini al tempo della Lira.

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22 pensieri su “Giocare al tempo della Lira

  1. Quei soldini hanno qualcosa di familiare ma non ricordo se facessero parte di un gioco mio o di qualche amica. Vedo che saggiamente li avevi riuniti per giocare “al mercato”, quello che di chiama uso trasversale dei materiali disponibili!
    Il portamonete invece è un tuffo al cuore, mi ricordo che in montagna sulle bancarelle del mercatino settimanale li vendevano e io mi ci attardavo rapita. Quale colore è il più bello? Quale forma è la più graziosa? Mamma me ne compri uno? Quanti dilemmi da risolvere mentre con l’altra mano si giocherellava con la collana di plastica multicolore 😂😂 bacioni!

    • Il portamonete è stato un tuffo al cuore anche per me cara, ricordo esattamente tutto quello che tu descrivi così bene.
      A Fontanigorda il mercato viene una volta alla settimana e naturalmente c’è sempre stato il banco dei giocattoli, quella scenetta da te narrata l’ho vissuta anch’io, uguale uguale.
      Bacioni Viv, buona giornata.

  2. Salve. Erano fiches da gioco . personalmente ,lavorando in negozio di art. da regalo , ne ho vendute molte , erano di moda
    fine anni 70 primi 80

  3. Mi hai fatto commuovere, brutta lazzarona di un’amica che altro non sei 🙂
    Ma si che lo avevo anch’io IDENTICO! Con tonalità più rosate ma uguale al tuo. E ancora mi pare i percepire con i polpastrelli le perline, nell’aprirlo.
    Un abbraccio Susanna

  4. Appartenevano al registratore di cassa giocattolo. Rigorosamente rosso, con i tasti che venivano in su mentre facevi il conto alla cliente immaginaria o alla mamma. Ne avrò rotti almeno tre a forza di giocarci!

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