Ferruccio Cabona: l’illusione di un sogno

Sedici anni.
A quell’età cerchi la tua strada nel mondo, immagini il tuo futuro, costruisci le tue speranze.
Ferruccio Cabona e i suoi sedici anni, nel lontano 1918.
La traccia del suo breve cammino su questa terra è rimasta scolpita nel marmo dal talento di Luigi Orengo nel monumento a lui dedicato sito nel Cimitero Monumentale di Staglieno.
Non è solo, Ferruccio.
Accanto a lui c’è la sorella che lo ha perduto, lei lo tiene accanto a sé con amorevole cura.

Sedici anni e non avere più giorni.
Scrive Ferdinando Resasco che questo ragazzo tanto rimpianto morì nel 1918, fu una delle vittime della terribile epidemia di febbre spagnola che spezzò il suo respiro e si portò via la sua gioventù in soli due giorni.
Figlio amatissimo dai genitori, Gaetanino e Giuseppina riposano accanto a lui.

Fu il padre a commissionare allo scultore Orengo questo monumento e fece una richiesta precisa: volle che il suo ragazzo fosse ritratto in tenuta da esploratore.
Ed eccolo ritto e fiero, porta la camicia con le maniche lunghe, la cravatta, la cintura con la fibbia.
E tiene la mano abbandonata nel grembo della sorella, protetto dall’abbraccio di lei.

Un giovane esploratore che non poté scoprire gli avventurosi sentieri della vita e rimase impigliato in un destino beffardo e crudele.
Senza più forza, senza più futuro.

Ritratto nella sua acerba innocenza perduta, nella memoria di un tempo felice.

Se osservate il suo sguardo noterete che i suoi occhi guardano lontano, verso le sue esperienze mancate, verso i suoi progetti infranti, verso i giorni inesplorati.

Sul basamento, tra le sue date di nascita e morte, sono incise le parole volute dalla famiglia di lui, la scritta è consunta dal tempo così la riporto qui per voi.

Ferruccio Cabona
scorrono eterne le ore
e sempre noi t’attendiamo nella illusione d’un sogno
O Ferruccio delizia nostra
e qui nel marmo ti rimiriamo allato della sorella amata
come i genitori tuoi inconsolabile

Qui resta la sua memoria, il ricordo della sua giovane vita troppo presto perduta.

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18 pensieri su “Ferruccio Cabona: l’illusione di un sogno

  1. Ciao Miss! Esco da Staglieno proprio ora e trovo il tuo post.. Dalle figure dei due fratelli esce un affetto infinito! È molto bello. Grazie, baci, raf

  2. Quella terribile febbre fu una terribile epidemia. L’amica Pendolante mi ha regalato un libro che racconta proprio quell’episodio attraverso quindici vite illustri. E tu hai reso giustizia anche a questo povero sedicenne… buona giornata…

  3. Post che mi prende particolarmente, non solo per Staglieno che ho imparato a conoscere ed amare attraverso il tuo blog ma anche perchè Ferruccio era il nome del mio papà!
    Un abbraccio Susanna

  4. davvero bella quest’opera, peccato che il tempo l’abbia sporcata e non sia più splendente come quando è stata concepita. Toccante la storia che l’accompagna.

    Buona giornata (:-))

  5. Monumento fotografato da me innumerevoli volte, ma mai più avrei immaginato che racchiudesse una storia così toccante. Cara Miss, i tuoi racconti accarezzano il cuore e l’anima e sono esposti con grande sensibilità.
    Mi hai ricordato la mia nonna materna, classe 1897, anche lei colpita dalla febbre spagnola. Il terribile verdetto del medico fu che non avrebbe visto l’alba del giorno successivo. Invece mia nonna superò il momento critico, sfebbrò e guarì. L’accompagnammo al cimitero molti anni dopo, nel 1999, quando era prossima a compiere 102 anni.

    • Che tempra, la tua nonnina, è riuscita a sconfiggere una bruttissima malattia e poi si è presa una bella rivincita.
      Grazie delle tue belle parole, caro Guido, mi fanno molto piacere.
      Un caro saluto.

  6. A Spagnolla terribile infruensa l’han ciamma spagnolla ma a vegniva daa Merica cui surdatti mericani…me Poe e tutta a seu fammiggia nu sun staeti curpii se vedde che gh’aivan unna difeisa intu DNA….Me Poe u gh’aiva douzanni e u cuntava che gh’ean fammigge che gh’aveian finna a trei morti in casa li aou Chiappaa terrificante….cuscì cumme a perdita du Ferrucciu ancun oua u ne fa’ cummeuve
    Grassie Miss delongo grande…un abbrassou!!!

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