L’ultimo scoglio di Pegli

Vi porto con me, vi porto nel ponente cittadino.
Davanti al mare di Pegli, là dove riposano i gozzi mentre l’acqua scintilla di un chiarore autunnale.

Non è uno dei luoghi del mio quotidiano, non frequento spesso Pegli, questo è un quartiere piacevole che offre diverse attrattive come la Villa Durazzo Pallavicini che quest’anno si è guadagnata il titolo di Parco Pubblico più bello d’Italia.
Come tutti i genovesi sanno, un tempo Pegli era un comune autonomo ed era un’apprezzata meta turistica, amata per il suo clima dolce e per la sua armoniosa bellezza di cittadina appoggiata sul mare.

Sfogliamo insieme un mio volumetto edito da Dell’Avo agli inizi del ‘900: Genova e dintorni Guida Popolare Illustrata dal quale è tratta l’immagine che segue.
E queste sono alcune righe dedicate a Pegli:

Ecco Pegli ridente e gradito soggiorno estivo per la sua spiaggia favorevole ai bagni, ed invernale per il clima temperato che abitualmente la favorisce.

Ed io ero davanti a questo azzurro e a queste sfumature di mare.

Mentre può capitare di vedere passare una barchetta con la sua bianca vela.

Come vi dicevo, non conosco così bene Pegli, tuttavia una cosa credo di saperla.
Scrissi qualcosa del genere diverso tempo fa a proposito degli abitanti di Nervi e credo che per i pegliesi sia proprio lo stesso.
Dunque, se chiedete a quelli di Nervi di dove sono, loro non vi risponderanno mai che sono di Genova: quelli di Nervi sono di Nervi.
Ecco, per quelli di Pegli secondo me è la stessa cosa: quelli di Pegli sono di Pegli.
E non è una questione di disamore per la città, a mio parere, è semplicemente l’espressione del proprio senso di appartenenza ad un luogo specifico.
E ritorniamo alla mia passeggiata, davanti a questo blu, con il profilo della costa che si perde in lontananza.

Si giunge nei pressi di una bella costruzione arroccata sul mare, questo è Castello Vianson.
Il progresso ha mutato molto la fisionomia di certe zone della città, alcune bellezze però sono rimaste.

E là sotto la vita ferve, planano dall’alto creature dell’aria.

Mentre i pescatori prendono il largo, sperando di aver fortuna.

Là, nel mare racchiuso dalla diga, affiora uno scoglio, ho poi scoperto che questo è noto come lo Scoeuggio Spaccou, lo scoglio spaccato.
Ed io ero appoggiata alla ringhiera quando ad un tratto ho notato che su quella superficie spicca un cartello.
Cosa mai sarà? Difficile capirlo da questa distanza, bisogna usare lo zoom per poter svelare il mistero.

C’era un mare diverso, in un altro tempo.
C’erano altre spiagge oltre a quelle che sono rimaste.
C’era un fiero senso di appartenenza al proprio luogo di nascita e questo c’è ancora.
Resiste, insieme alla dolce nostalgia di ciò che si è perduto.

Sono l’ultimo scoglio di Pegli
l’altro è solo una pietra
sono a pezzi
parlo ancora genovese…
non mi capirà più nessuno

26 pensieri su “L’ultimo scoglio di Pegli

  1. Quel che dici sul senso di appartenenza è verissimo: quando ero piccola credevo che Nervi e Pegli fossero località autonome visto che le sentivo nominare sempre come se lo fossero. Le zone periferiche cittadine che nascono con una loro identità la mantengono anche quando vengono inglobate dalla città. Chissà cosa ne pensa lo scoglio? Buona giornata! 😊

    • In un certo senso è come se fossero, è proprio come dici tu, certi quartieri mantengono intatta la loro identità, secondo me è proprio così.
      Lo scoglio mi ha piacevolmente sorpresa, cara Viv!
      Un bacione a te!

  2. Quello che non abbiamo capito nel nostro paese è che, per essere capaci di globalizzarsi in modo degno ed utile al progresso, bisogna prima di tutto avere rispetto di sé stessi e del proprio senso di appartenenza, altrimenti si cade nel caos.
    Buona giornata Miss 🙂

    • Vero, bisogna essere aperti alle novità e ai cambiamenti ma conservare anche il proprio passato, nello stesso tempo.
      Quel cartello mi ha fatto tenerezza, cara Roberta.
      Grazie, buona giornata a te.

  3. ” l’atro ” è la “prìa pulla” un po’ più al largo che si vede ancora vicino alla diga e che una volta era l’ambita meta natatoria per i bagnanti che partivano dalla spiaggia! Sigh! Bei tempi !

  4. mi avevno detto che su quello scoglio c’era una targa , messa nel dopoguerra, con scritto: Nell’anno….. da questo scoglio non partì nessuno. A perenne ricordo i pegliesi questa targa posero” …… Mi sarebbe piaciuta di più!!

  5. Buongiorno cara Miss;

    molto commovente il suo post. Anche a Sampierdarena ci sentiamo sampierdarenesi e non genovesi….e noi abbiamo avuto anche qualche storica disputa, vedi il ritratto del Redentore alla chiesa della Cella….molti signori un pò agées quando vanno in centro dicono: “andiamo a Genova”…ed io mi crogiolo di delizia, la nostra annessione alla Grande Genova è stata piuttosto forzata, con perdita di documenti storici straordinari. Ma questa è un’altra storia…cordialità da Sampierdarena…

  6. applausi per questo servizio su Pegli! Io sono di Voltri, conosco benissimo Pegli, ci passo ogni mattina per recarmi al lavoro verso Genova in macchina (:-)) Quel castello penso sia uno dei più belli del ponente genovese, a me piace anche quello di fronte al Mediterrane, attaccato al ristorante. Pegli è famosa per la Villa, ma per uno che non c’è mai stato anche la passeggiata è molto suggestiva. Riguardo il sentirsi pegliesi dei suoi abitanti, un po’ è vero, conosco moltissime persone di Pegli e qualcuna s’identifica con ciò che hai scritto (:-))
    Curioso il cartello, da vicino non l’avevo mai letto, anzi mi ero chiesto più volte cosa ci fosse scritto (:-)) Ora lo so.

    Buona giornata (:-))

    • Grazie Max! Io sono naturalmente curiosa e quindi non ho saputo resistere, dovevo assolutamente leggere quel cartello ed è stata proprio una bella e piacevole sorpresa.
      Oh, comunque secondo me anche quelli di Voltri sono di Voltri, non credo di sbagliare!
      Buona giornata a te.

  7. L’attuale piastrella è stata messa qualche anno fa. Come ha scritto qualcuno, confermo che nella stessa posizione ne esisteva un’altra, con la scritta “nell’anno xxxx da questo scoglio non è partito nessuno”

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