Le cartoline dello Zio Mimi

Le cartoline dello Zio Mimi arrivavano da molto lontano e quando il postino le depositava nella buca delle lettere lasciava per noi una sorta di piccolo sogno.
Lo zio si chiamava Domenico ma per tutti è sempre stato Mimi, lui era il fratello del mio nonno materno, quindi iniziò a spedire le cartoline a mia mamma e in seguito a me e a mia sorella.
D’un tratto, poi, ha smesso di mandarle.
Lo zio Mimi era commissario di bordo sulle navi da crociera e le sue cartoline avevano sempre quel timbro : VIA AIR MAIL.
Le cartoline dello zio Mimi provenivano da luoghi mai veduti dai nomi affascinanti: Puerto Rico, Grenada, Nassau, Barbados, Aruba.
E poi New York, Messico, Newport e varie località della Florida.
Sulle sue cartoline c’erano sempre delle immagini speciali di posti esotici e paradisiaci.
Spiagge bianche, insenature, isole verdeggianti, delfini, palme, barche a vela, case colorate, chiese moderne, fioriture generose, turisti sfaccendati, ville con il portico, giardini rigogliosi e mercati della frutta.
In una si vede un tale con una tela montata su un cavalletto, ha pennelli e pitture e di fronte un magnifico panorama marino.

Tra le cartoline inviate dallo zio Mimi le mie preferite erano quelle delle Bermuda.
Intanto i francobolli erano bellissimi e poi quel nome rimandava alla mia fantasia di bambina l’immagine di un’isola dove tutti erano straordinariamente felici, tutti giravano in calzoncini al ginocchio e camicia a fiori e il sole splendeva sempre.
Tra l’altro, mi si diceva che lo zio Mimi andasse fin laggiù per questioni di lavoro e a dirvi il vero io non ne sono mai stata troppo convinta.
Secondo me le cose funzionavano più o meno così.
Lui si metteva in viaggio per queste terre lontane e quando la nave si avvicinava alle isole lo Zio Mimi se ne andava sul ponte a guardare il profilo della costa.
Poi scendeva a terra e tutti lo salutavano, per me era ovvio che laggiù tutti lo conoscessero.
Quindi lo Zio Mimi se ne andava a gironzolare beato per quelle cittadine dove c’erano pontili, fari, spiagge infinite, ombrelloni e ville con il portico.
Tra il resto lo Zio Mimi era sempre abbronzato, non sembrava proprio che trascorresse il suo tempo a lavorare, io ero più che sicura che lui fosse perennemente in vacanza.
E ho anche sempre pensato che a lui piacesse la sua vita avventurosa, per me era tutto incredibile: lo zio Mimi aveva visto il mondo.
Ora le sue cartoline stanno tutte in una scatola, sono davvero tante e sono tutte diverse.
Su alcune di esse ci sono dei disegni che rappresentano particolari zone geografiche e ci sono frutti, pesci, barche, uccelli, persone che ballano, un pirata con un forziere, fiori e mare azzurro.
C’era tutto un mondo fantastico che non avevo mai veduto in quelle cartoline.
C’era la bellezza infantile di immaginare il mondo meraviglioso dello zio Mimi.

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16 pensieri su “Le cartoline dello Zio Mimi

  1. L’epoca delle cartoline è tramontata ma non il loro fascino. Fortunati quelli di noi che avevano parenti all’estero che mandavano cartoline preziose con francobolli esotici e introvabili. Buon sabato! 😘

  2. Sembra quasi che a quel tempo tu già sapessi che avresti scritto queste meraviglie e per tale motivo hai conservato quelle pillole di mondo. Però nel mio piccolo anche io sono stato lo zio Mimi di mia sorella più piccola quando, marinaio di leva, imbarcato su Nave Vespucci, spedivo una cartolina a casa da ogni porto che toccavamo. Spero davvero che lei abbia di quelle immagini gli stessi tuoi ricordi. Ps. Io in una scatola conservo ancora tutte le cartoline di Zena (quanto mi mancava) che, in quei 18 mesi, sono arrivate a me.

  3. Ho pensato che una Miss Fletcher come te…non poteva non avere uno zio un po’ pirata, un giramondo, un tipo eccezionale come questo che ci hai presentato!
    Cari ricordi, immagino anche la bellezza dei francobolli applicati.
    Un abbraccio e buon fine settimana
    Susanna

  4. Che emozione ricevere le cartoline, così come i momenti in cui si sceglievano, il rituale delle firme collettive. Veramente si pensava agli altri. Dovremmo riprendere questa usanza e ogni tanto sorprenderci con qualche cartolina. Un abbraccio, cara amica

  5. ricordi e fantasia in queste cartoline del tempo, quante emozioni fanno scaturire i tuoi post, anch’io ricordo episodi della mia infanzia legati a cartoline o libri che sovente vedevo a casa di parenti, poi scomparsi. Ricordo uno di loro che c’invitava a vedere a casa sua le diapositive che faceva durante i suoi viaggi, all’epoca andavano di moda, erano spettacolari e vederle sullo schermo gigante, proiettate su quel muro, mi dava emozioni immense. Penso che la prima volta che mi sono innamorato della fotografia sia stato proprio in quelle occasioni. (:-))

    Buona domenica, oggi andrò a vedere i Rolly Day, c’è ancora qualche palazzo che in primavera non ero riuscito a vedere (:-))

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