Bambini da ricordare

Sono bambini, sono vissuti sul finire di un altro secolo.
Per loro è stato breve il tempo dei giochi e dei sorrisi, ad unirli è un destino tragico e la sensibilità dell’artista che ha tramandato la memoria di loro.
Lei si chiamava Maria Giuseppina Ester De Katt e aveva appena compiuto 10 anni, sul marmo che la ricorda così si legge: raggiunto appena il secondo lustro.
Della sua importante famiglia tornerò a parlarvi, è un argomento che merita un approfondimento.
Ha il candore dell’innocenza questa bimba, i suoi occhi si rivolgono al cielo e a vegliare su di lei è un giovane angelo.

La piccola morì di colera nel lontano 1875.
E là, sotto al porticato, la bella bambina viene custodita da questa creatura celeste dai tratti inquieti e dall’espressione imbronciata, l’opera è dello scultore Lorenzo Orengo.

L’angelo regge in una mano una falce sulla quale si leggono parole che vogliono rammentare la caducità della vita.

Ci sono i fiori davanti a questa tomba ed io spero sempre di incontrare coloro che li portano.

Così era in quell’epoca crudele, un destino simile capitò a un ragazzino di nome Adolfo.
Lui aveva 11 anni ed era buono, intelligente e studioso, così si è scritto sul marmo a proposito di lui.

Il cippo è sempre di Lorenzo Orengo e a proteggere l’eterno sonno di questo ragazzino sfortunato è ancora una creatura angelica dalle fattezze armoniose.

Nella sua mano c’è la stessa falce che regge l’angelo della tomba De Katt e vi sono incise le medesime parole.

Il ragazzino che amava lo studio è ritratto con la sua cartella dei suoi giorni di scuola.

E forse alcuni di voi ricorderanno un altro bimbetto del quale ebbi già modo di scrivere: lui era ancora più piccino, aveva appena 5 anni e il suo nome è Pierino Beccari.

Anche Pierino ha accanto un angelo, anche lui ha la sua cartella e il suo monumento è sempre opera di Lorenzo Orengo.

Vicende tragicamente simili e simboli che ricorrono, recandomi spesso a Staglieno a volte mi capita di cogliere certe similitudini e di notare dettagli come questi.
E poi ci sono loro, quei bambini dei quali non conosciamo le gioie e le risate, le speranze e i piccoli sogni delusi, di loro rimane la memoria lasciata da uno scultore di grande talento.
Restano sotto i nostri sguardi con quei loro visetti innocenti, oltre il fragile tempo della loro infanzia, per sempre bambini custoditi da giovani angeli.

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18 pensieri su “Bambini da ricordare

  1. Questo angelo corrucciato sembra proprio guardare con disappunto la clessidra che ha segnato la fine del tempo di quella bambina. Guardando questo monumento ho pensato che l’angelo sia un po’ troppo incombente rispetto alla bimba. Mi piacerebbe vedere un monumento in cui il bambino è seduto a terra e gioca con un angioletto della sua stessa età, lo troverei più consolatorio almeno a livello visivo. Non so, forse ho scritto una scempiaggine… le tombe dei bambini sono sempre talmente tristi…
    bacioni cara!

    • No, non hai scritto una scempiaggine, a volte si vedono monumenti di bambini con i loro giochi però questi cippi sono la rappresentazione del dolore ed è vero, sono molto tristi le tombe dei bambini, non potrebbe essere diversamente, del resto.
      Io penso che all’epoca ci fosse una diversa percezione della fragilità della vita ma c’era comunque il desiderio di raccontare il proprio dolore, quell’angelo ha negli occhi la sofferenza. Un bacio Viv, grazie.

  2. Miss, da bambini è difficilissimo non farsi lusingare dalla vita… e per ciò che riguarda le falci identiche, era Paganini quello che non ripeteva…

    • Identiche, mi ha stupito scoprirle, quando ho visto quella del piccolo Adolfo mi sono ricordata di quella della tomba della bambina.
      Si vede che Orengo usava quella falce in particolare per le tombe dei più piccini.

  3. cara Miss Fletchter sono Ettore De Katt ultimo del ramo Italiano della famiglia, o meglio penultimo in quanto ho tre nipotini (2 maschi). L’archivio di famiglia è a sua disposizione. Un caro saluto

    • Buongiorno Signor De Katt, che emozione leggere il suo commento, cerco e raccolgo notizie sulla sua famiglia da diverso tempo, da quando ho trovato tutte le varie tombe nei porticati.
      La ringrazio infinitamente per la sua cortesia, le scrivo alla mail dalla quale ha commentato, la vedo qui sul blog.
      Grazie infinite.

  4. Il dolore innocente é lo Scandalo per eccellenza.Per questo gli scultori hanno cercato di lenirlo scompenso gli angeli più belli di Staglieno…

    • Eliana cara, veda – prego – etimologia e significato di “scandalo” poi magari sostituisca con “Mistero”. Comunque mi complimento lei è bravissima a leggere nella mente e nel cuore delle persone (scultori in questo caso).Dimenticavo: rilegga prima di fare click su invio. Un cordiale saluto. Ettore

    • Scandalo,ossia pietra d’inciampo per tutte le nostre certezze e presunzioni e Mistero per chi affronta la vita con una prospettiva di Fede.quanto a me,da quando ho perso il mio Stefano faccio fatica a distinguere tra scandalo e mistero
      Per questo gli Angeli di Staglieno mi sono così consolanti

  5. Diciamo che erano tempi crudi rispetto al nostro,nel quale rapportarsi alla ineluttabilità della morte è tabù;forse l’immagine del bambino che gioca sarebbe consolatoria.Gli scultori e i pittori devono smuovere le coscienze e far prendere consapevolezza delle cose a costo di essere crudi altrimenti non sarebbe arte,e per questo motivo ne stiamo ancora parlando!Una scultura più aulica sarebbe passata inosservata.Ciao MISS

    • Credo che ci fosse proprio un diverso approccio alla fragilità della vita, come giustamente dici erano tempi più crudi.
      Era un modo per ricordare, anche l’angelo esprime lo strazio e il dolore di questa famiglia.
      Grazie Maurizio, a presto.

  6. Quando leggo di queste morti precoci, e a Staglieno ci sono interi spazi dedicati, mi chiedo come abbiano fatto quei genitori impotenti, quei bimbi venuti al mondo troppo presto per certe cure … Hai scritto parole di grande delicatezza, e che bella l’opportunità offerta. Sei grande Miss 🙂

    • Me lo domando sempre anch’io, cara Paola, anche perché spesso ogni famiglia doveva subire più lutti del genere e non si riesce a comprendere come abbiano fatto a sopportarlo.
      Grazie delle tue parole, cara, ti mando un abbraccio!

  7. particolari davvero spettacolari! Complimenti per le immagini. Stasera attraverso un altro blog ho scoperto il cimitero monumentale di Milano, anche lì ci sono capolavori artistici da rimanere a bocca aperta, sono rimasto stupito da tanta grandezza, un vero museo a cielo aperto!

    Buona giornata.

  8. Ammiro.
    Con infinita dolcezza e gratitudine per le immagini che proponi a tutti noi che non abbiamo (ancora) modo di aver visitato Staglieno.
    Grazie Miss, un abbraccio
    Susanna

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