Nella villa di Casella

La villa di Casella era immersa nel verde, la circondavano alberi rigogliosi e generosi di ombra.
E doveva essere il posto preferito dal patriarca: un luogo amato e molto caro, da sempre prescelto per le riunioni di famiglia.
Ricorrenze, compleanni e matrimoni, semplicemente la vita, momenti importanti durante i quali si costruiscono i ricordi e le memorie dolci che saranno a raccontate a coloro che verranno.
Lui, il nonno, si chiamava Ernesto, il suo nome è il solo scritto a tergo di questa fotografia.
Quanta vita attorno a lui: figli e nipoti ai quali lasciare preziosi insegnamenti.

E le ragazze, nella villa di Casella, tenevano tra le dita un fiore fragile oppure un grazioso ventaglio per farsi fresco in certe giornate estive.
E avevano sguardi sognanti e ingenui, erano bellezze semplici e per nulla artefatte.

Là, nel giardino della grande casa, c’erano panchine per godersi l’aria pura della campagna.
Quel giorno sul tavolo c’era un vassoio con una bottiglia di vino, una seconda bottiglia contenente forse acqua e un’alzata di vetro trasparente, così io mi sono chiesta dove siano finiti questi oggetti.
Il tempo posa il suo velo sulle cose e sulle esistenze, restano impresse sulla carta la disinvoltura della giovinezza, l’eleganza ed una certa fierezza.

Nella villa di Casella si arrivava con i mezzi dell’epoca.
E sapete, io sono certa che colui che guidava questo carro fosse in qualche modo parte della famiglia.
Li ha visti crescere tutti quei bambini e li ha veduti diventare grandi: lui c’era, lui c’è sempre stato.

E allora ci celebra questo instante con una lievità che è propria dei giorni felici.
Un sorriso, la bellezza di un momento gioioso e condiviso con le persone amate, in un luogo caro a tutti.

Non so dirvi nulla di questa grande casa, mi piacerebbe vederla e ritrovarla.
So soltanto che un tempo ci furono questi respiri, questi visi e questi sguardi, in un giorno da non dimenticare, nella villa di Casella.

Casella

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18 pensieri su “Nella villa di Casella

  1. Questa è un’immagine particolare, che cerca di ricostruire una situazione di una certa vivacità in una posa statica. Mi dá sensazioni ambivalenti, non trovi risulti un po’ forzato l’insieme? Forse il patriarca voleva mostrare tutto ciò che aveva raggiunto ma mi trasmette meno di altre foto che hai postato in passato (mi sembra abbiano voluto metterci troppe cose). Non so… quei cavalli a lato e quei due personaggi in piedi con il tavolino centrale in fondo… mi piacerebbe tornare indietro nel tempo e risistemare il tutto sparigliando un po’ le carte. 😊 buona giornata cara!

    • Vero, è una foto un po’ particolare, quando l’ho vista non ho fatto il tuo ragionamento ma in realtà penso che probabilmente si voleva trasmettere qualche messaggio, proprio come tu dici.
      Ci vorrebbe davvero la macchina del tempo, cara!
      Un bacione Viv, grazie!

  2. Miss, noto che in questa foto manca la nonna… chissà forse è mancata da poco ed è per quello che il patriarca pare assorto nei suoi pensieri…

  3. Forse con una bella gita a Casella puoi facilmente ricostruire la storia, in fondo in quel paese si conoscono tutti e il personaggio chiave della foto era sicuramente molto noto.
    Eugenio

    • Oh sì, credo che tu abbia ragione, caro Eugenio, tra l’altro c’è anche il cognome oltre al nome di lui, magari davvero qualcuno si ricorda di questa famiglia.
      Grazie Eugenio, buona serata.

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