Sulla terrazza di Palazzo Reale

Genova dall’alto è sempre una magia incantevole, accade così di lasciarsi affascinare ogni volta che la si osserva da un punto panoramico privilegiato o magari da certi terrazzini sospesi sui caruggi, ancor di più vedrete lo splendore della Superba se andrete sulla terrazza di Palazzo Reale in Via Balbi.
Il sontuoso edificio fu dimora della nobile famiglia Balbi che lo fece costruire intorno alla metà del ‘600, in seguito appartenne ai Durazzo e poi fu reggia dei Savoia, sulla guida del Chiozza risalente al 1874 viene definito Palazzo della Corona.

Ai nostri giorni è un prestigioso Museo Nazionale e vi sono esposti opere d’arte e quadri di celebri pittori come Van Dick e Tintoretto, una passeggiata in quelle sue stanze è davvero un viaggio a ritroso nel fasto della Superba.
E poi, sotto al blu di Genova, ecco la magnificenza della terrazza.

Camminare qui svela prospettive privilegiate dello splendido palazzo.

E il nostro passato si mescola al nostro presente, da qui si vedono grattacieli, traghetti, mare e porto.

E campanili, gru, tetti scintillanti di grigio.

E le perfette armonie di un prezioso edificio genovese.

Oltre ai tetti aguzzi vi capiterà di scorgere la sommità di un struttura in ferro: è il giardino d’inverno che sovrasta Via Balbi e Via Prè e che vi ho mostrato in questo articolo.

E da quel tetto sul quale è collocato il giardino d’inverno ho potuto fotografare Palazzo Reale in questa maniera.

E ho veduto questa prospettiva della terrazza.

In luoghi come questo credi di poter immaginare quello che è stato e che ora non è più, resta a noi il dovere di difendere e valorizzare le bellezze che ci sono state lasciate.

Davanti all’orizzonte celeste e chiaro si stagliano i bianchi marmi.

E attorno a voi Genova.
Genova e le sue passate grandezze di prepotente bellezza.

Genova incastonata tra le colline e il mare, Genova di ardesie, finestre, comignoli, scalette, caruggi dei quali da qui non puoi vedere il fondo.

Genova con il suo vento, le nuvole bianche che scorrono sul palazzo appartenuto alla nobiltà cittadina e ora patrimonio di tutti noi.

Genova che si riflette sui vetri, Genova così come la osservano le fiere figure ritte sulla balaustra.

Nel tempo che è stato e in quello che verrà.

Passeggiando sulla terrazza, con lo sguardo che trova il mare, la Lanterna, la città operosa e in continuo movimento.
Sotto di voi vedrete parte del risseu che decora il giardino del palazzo ma questa è un’altra storia che presto vi racconterò.

Semplicemente Genova.
Con i suoi contrasti e i suoi splendori, nelle affascinanti prospettive di Palazzo Reale.

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27 pensieri su “Sulla terrazza di Palazzo Reale

  1. Non finirò mai di meravigliarmi, carissima Miss Fletcher.
    Ogni qualvolta io legga i tuoi posts sulla bellissima Genova, scopro ed ammiro particolari e dettagli stupendi e sui quali tu ci inviti sapientemente a prestare attenzione.
    Grazie! Buon inizio di settimana
    Susanna

  2. Belli questi sguardi incrociati da una terrazza ad un’altra, da un edificio all’altro. E poi finalmente il cielo comincia a parlare della primavera incipiente con quel bell’azzurro che la bella stagione regala anche a Genova. Bacioni!

  3. Genova… la Superba…. E’ vero Miss, attraverso le tue belle foto si intuisce il fastoso e magniloquente trascorso di questa nostra città….
    Una Genova oggi un po’ negletta che cerca di farsi un’ identità culturale più moderna ed adeguata ai tempi…… meno Superba piu’ Super …. bah! lo slogan recita “more than this”

  4. Questo palazzo mi riporta con i ricordi ad alcune storie che mi ha raccontato mio padre.
    Negli anni trenta del 900 mio padre faceva il giardiniere in quel palazzo e gli avevano dato un piccolo alloggio sempre nel palazzo.
    Una notte il vento fece cadere alcuni vasi ed andarono in pezzi, il direttore chiese a mio padre come si poteva rimediare, mio padre fece dei calchi da cui ricavò delle casseformi, e una volta pronte vi getto del cemento, ricavandone dei vasi praticamente uguali, poi li ricoprì con polvere di marmo, e tutto andò a posto.
    Poi mi racconto di un’altro fatto, una notte in il Principe Umberto si era fermato a Genova e dormiva nella sua camera con il caminetto acceso.
    Per qualche motivo che non so il tappeto vicino al caminetto prese fuoco, mio padre vedendo il fumo diede l’allarme e il principe Umberto ne uscì illeso.
    A mio padre venne dato un premio in denaro che all’epoca era una vera manna.
    Eugenio

    • Interessante Eugenio! Miss fornisce occasione per conoscere piccoli aneddoti di palazzo che nessuno avrebbe mai potuto reperire nelle testimonianze scritte… Questo e’ il vero “more than this”

    • Caspita, Eugenio, che ricordi magnifici questi di tuo papà, la faccenda del tappeto me l’avevi raccontata tempo fa, se non sbaglio, la ricompensa sarà stata appunto adeguata alla situazione.
      Un abbraccio Eugenio, spero di vederti presto.

  5. Pingback: Le ninfee di Palazzo Reale | Dear Miss Fletcher

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