La protesta delle besagnine

Non sono riportati i loro nomi, il solerte cronista che scrisse le notizie su di loro si astenne da precisare troppi dettagli ma noi non faticheremo certo ad immaginarle.
E andiamo a quei giorni, siamo agli inizi di ottobre del 1921 e sul quotidiano Il Lavoro vengono pubblicati alcuni brevi articoli sulla protesta delle besagnine, così si chiamavano a Genova le fruttivendole, il loro nome deriva dal Bisagno dove certi antichi contadini avevano i loro orti.
E allora figuratevi questo piccolo esercito di volonterose e battagliere lavoratrici, parliamo di gente che si spacca la schiena per mettere il pane sulla tavola.
Ah, quelli del Comune le dovranno stare a sentire, non si possono ignorare le necessità di madri di famiglia, in molti casi sono vedove di guerra con molti figli da crescere e da sfamare.
Ed eccole le besagnine di Prè, da anni ognuna di loro occupava un posto fisso tramandato di madre in figlia, in certe famiglie lo si conservava da 50 anni o persino da 100 anni.

E dunque, costoro lavoravano in certi punti precisi di determinate vie, ad esempio proprio in Via Prè, in Via Lomellini e in Piazzetta San Filippo.
Chiaramente si sono unite alla protesta anche le venditrici ambulanti, quelle che arrivano con le ceste oppure con il somarello.
Tutte unite, tutte compatte a reclamare ad alta voce e a chiedere considerazione.

E insomma, la faccenda è seria.
Dovete sapere che in quel periodo si aprono al pubblico due mercati, quello di Piazza Statuto e quello del Carmine.
Di conseguenza, per ragioni di igiene e viabilità, in molte strade e portici della Superba viene vietata la vendita ambulante, ad esempio alla Nunziata, in Corso Carbonara, in Spianata Castelletto e in Via Garibaldi, in Fossatello e in Piazza della Meridiana.

E tuttavia le nostre besagnine giustamente mugugnano perché pure loro hanno diritto di tirare a campare senza difficoltà.
E in primo luogo dicono che a loro dovrebbe essere accordata una sorta prelazione sul posto al mercato e a quanto pare non è stato così.
Inoltre protestano perché sono state relegate davanti alla Commenda e quello, a quanto dicono, non è un buon posto per gli affari e per di più le povere donne se ne devono stare sotto il sole e tra l’altro in questo modo la verdura si guasta, è una brutta faccenda questa!
Comunque, io non so come sia andata a finire, il quotidiano Il Lavoro si fece portavoce di queste donne e voglio sperare che sia stata trovata una soluzione adatta alle esigenze di tutti.
Quando passate nei caruggi, magari dalle parti di Prè, ricordatevi che prima di voi qui passarono certe fiere lavoratrici.
Ci andavano con un somaro e con le ceste cariche di verdura e questo accadeva meno di cento anni fa.

 

 

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17 pensieri su “La protesta delle besagnine

    • I due mercati ci sono ancora, questo è un fatto! Sai, le notizie erano solo dei brevi trafiletti, a volte magari passavano settimane tra una novità e l’altra, si tratta di mettersi lì a leggere giornali su giornali, sfogliando con pazienza e non sempre riesco a giungere alla soluzione di una determinata vicenda però la notiza è già curiosa così.
      Un bacione cara, grazie!

  1. Bellissimo post, oggi a rallegrare abbiamo tavolini di locali in alcune di queste vie 🙂 purtroppo però molto spesso si trovano automezzi parcheggiati abusivamente nelle vie pedonali del centro storico… sarebbero meglio le besagnine con i cesti colorati al posto delle auto…

  2. Miss, i carciofi che hai postato, mi ricordano la mia naja o, meglio, una pasqualina “ai medesimi” meravigliosa, gustata in un ristorantuccio molto sui generis in zona Fontane Marose, gestito da due coniugi anziani… ristorantuccio molto sui generis perchè oltre a essere piccolo, sembrava di essere nella loro sala da pranzo di casa, anche per via dell’arredamento piuttosto casalingo… e mi pare pure che il soffitto fosse basso… guardando google maps, direi che potesse essere in vico dei Migliorini, ma non ne sono sicuro… conosci qualcuno, non più di primo pelo, che possa ricordarlo?

    • Uhm, sai che non so di che posto stai parlando? Non è che era la Trattoria da Maria in Vico Testadoro? Non saprei di locali in Vico Migliorini, per lo meno ora non mi viene in mente nulla!

  3. Cara Miss, non immagini quanto ti sono grata per questa storia. Per queste donne volitive e fiere dei loro diritti, lavoratrici instancabili e indipendenti, in anticipo sui tempi. E poi perchè, nell’ottobre del 1921, è nata la mia mamma

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