Una rosa caduta

C’erano a poca distanza fiori dai petali pallidi e impolverati.
E croci, lettere consunte, aggettivi a volte ridondanti.
E nomi, volti e storie passate: un musicista, un grande scultore, un uomo di legge e altre persone sconosciute per le loro vicende umane.
E poi Luigia, la ragazza quindicenne, fragilissima vita spezzata.
E Bernardo, Giustiniano, Ester e Rosalia.
Vite, di alcune è rimasta una flebile memoria, un racconto appena accennato, il ricordo di certe virtù e di giorni sempre troppo brevi.
Sul marmo freddo, a terra, una rosa caduta.

Una rosa rossa, vibrante, vivace, spiccava su quel grigio opaco.
Smarrita, con la dolcezza delle cose misteriose che non sai spiegare come accadano.
Eppure a volte basta leggere un nome per immaginare di vedere una casa, una famiglia, una sedia vicino ad una finestra, una culla di legno scuro, una tavola apparecchiata, un cassetto colmo di cari ricordi.
E tu lo sai, nessuno potrà mai raccontarti la vera essenza di certe vite, le emozioni e le tristezze, le malinconie, le gioie mai dimenticate.
Puoi solo immaginare e non è detto che tu sappia davvero indovinare, accade così con le vite degli altri.
C’era una rosa caduta, era in una delle gallerie del Cimitero di Staglieno.
L’ho trovata di mattina presto e più tardi sono ritornata in quel posto e ancora era lì, come posata da mano angelica, amorevole e misericordiosa.
Era a terra e lì io l’ho lasciata, tra i nomi di vite perdute e i segreti senza risposta.

Annunci

22 pensieri su “Una rosa caduta

  1. Con quel contrasto di rosso e di grigio mi ha ricordato la scena “Schindler list” con quella sequenza in bianco e nero in cui spicca il cappottino rosso della bimba…
    questa rosa ha qualcosa di tragico e al contempo di pacificato. Baci cara e buona giornata!

    • Grazie Viviana, anche a me quella rosa ricordava qualche altro scenario e tuttavia non mi veniva in mente cosa potesse rammentarmi, ora che ho letto il tuo commento è tornata alla memoria quell’immagine, la bimba con il cappottino rosso, proprio lei.
      Un abbraccio cara, grazie ancora!

  2. Le sue parole rendono merito a vite scomparse, spezzate e sconosciute. Questo luogo, spesso percorrendo proprio queste gallerie deserte, trasmette ciò che Lei è riuscita a descrivere al meglio. Una rosa, così …lasciata o caduta per caso può essere la chiave per aprire il nostro sentire ed immergerci in queste vite anonime di cui a malapena a volte si riesce a leggerne il nome.

  3. Oh Miss Fletcher…da brividi quel rosso che spicca sul grigio. Quei petali caldi e setosi nell’apparente freddezza di Staglieno. Dico apparente perchè poi è un misto di grandi emozioni che scaldano il cuore
    Ciao Susanna

  4. quandi visitai per la prima volta il cimitero di Staglieno rimasi impressionato da queste gallerie, dove peraltro riposa il babbo di mia moglie, e rivedendola ora rivivo la medesima angoscia di allora…

    saluti e mi saluti la cara zena

  5. Quella rosa in quel luogo ove giace dispersa lungo il suo percorso … mi pare esemplificare la caducità della vita … A volte anche spezzata di netto nel fiore dei suoi anni…

Rispondi a sertava Annulla risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.