L’ultima cena di Giulio Cesare Procaccini

È una straordinaria opera d’arte che potete ammirare nella Chiesa dell’Annunziata del Vastato, è una tela di circa 38 metri quadri dipinta da Giulio Cesare Procaccini, pittore vissuto tra la fine del ‘500 e gli inizi del ‘600.
Venne ultimata nel 1618 su committenza di un anonimo, la sua prima destinazione fu l’oratorio del Convento, in seguito venne posizionata in alto, nella controfacciata della chiesa.
Ha subito accurati e complessi restauri effettuati nei laboratori del Centro Conservazione Restauro di Venaria Reale ed è stata poi esposta a Milano, alle Galleria d’Italia di Milano, alla mostra L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri. Napoli, Genova e Milano a confronto. 
Ora la grandiosa tela è di nuovo all’Annunziata, per un certo periodo rimarrà esposta nella navata sinistra della chiesa e pertanto questa è una circostanza eccezionale per ammirarla.

In seguito verrà nuovamente collocata in alto ma, come leggerete sui pannelli esplicativi, la tela era stata pensata per essere posizionata a 2-3 metri di altezza e quindi in questi giorni potrete apprezzarla al meglio.

Vi basterà varcare la soglia di questa nostra celebre chiesa che racchiude notevoli opere d’arte.

Sotto a questo splendore di oro, tra i dipinti e le opere di valenti artisti trovate anche il capolavoro di Procaccini.

Ed è evidente che i miei pochi scatti non possono rendere giustizia alla bellezza di questa tela, le mie fotografie sono soltanto un invito alla visita, un modo per suggerirvi di salire una volta di più le scale di quella chiesa per ammirare quest’opera.
La prospettiva di questa immagine forse restituisce un’idea delle dimensioni grandiose delle tela: là potrete vedere i volti e gli sguardi di coloro che circondano Gesù nel momento dell’Ultima Cena, così li immaginò Giulio Cesare Procaccini.

20 pensieri su “L’ultima cena di Giulio Cesare Procaccini

  1. Grazie Miss del prezioso suggerimento di visita, non mi lascerò scappare l’ occasione. Quella imponente chiesa era quasi trent’ anni fa crocevia tra le varie sedi, aule, uffici di facoltà umanistiche … Se ne percepiva l’ imponenza ma la fretta non consentiva di programmarvi soste…. Se non quando all’ “appello” cioe’ alla “bisogna” si entrava per invocare il divin aiuto….

  2. Ciao Miss! Innanzi tutto complimenti per le foto. Io sono andata i primi giorni che questo meraviglioso dipinto era esposto ed ho dovuto ammirarlo di fianco ad una colonna,perchè, essendo di pomeriggio, il sole me ne impediva la buona visione. Detto questo, mi aspettavo di dover affrontare una coda di visitatori ed invece eravamo soli con mio marito e più tardi abbiamo anche ‘ delucidato’ un ignaro visitatore che si era rifugiato in chiesa per riposare un pò. Spero che questo tuo bellissimo blog, come del resto tutti gli altri tuoi, invoglino le persone ad ammirare questo dipinto , che , a parer mio, meriterebbe molto,ma molto più pubblico. Grazie di esistere Miss!! Bacibaci

  3. Oggi, 13 maggio volevamo visitare la chiesa ma era chiusa.Non abbiamo trovato l’orario.Siamo 4 amiche da Olanda e sono a Genova solo una settimana per imparare la vostra lingua.Ci piace molto vostro blog

    • Mi spiace che abbiate trovato chiuso, in settimana in genere io la trovo sempre aperta, magari bisogna evitare gli orari di pranzo.
      Grazie infinite per le belle parole, mi fa molto piacere che vi piacciano queste mie pagine!

  4. Una piccola precisazione: il dipinto era originariamente collocato nel refettorio del convento, non nell’oratorio… pressoché in tutti i refettori conventuali era presente una raffigurazione dell’Ultima cena (come nel caso più famoso, che probabilmente fu il prototipo di tutte le raffigurazioni successive, il Cenacolo di Leonardo). Fu spostata in chiesa già nel 1686.

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