Due casette molto speciali

Le due casette prefabbricate di Fontanigorda si trovano un po’ fuori dal paese, lungo la strada che porta a Casanova.
Negli anni ’70, noi bambini eravamo sempre in giro e spesso facevamo le nostre scorribande in bicicletta verso il mulino così chiaramente passavamo davanti alle casette che allora per me avevano un fascino tutto speciale.
Ora, devo dire che non ho mai conosciuto i nomi dei proprietari di queste abitazioni sulle quali ho a lungo fantasticato da bambina, all’epoca in proposito io avevo le idee molto chiare.
Quelle erano casette straordinarie, ne ero certa: le case erano prefabbricate e questo dettaglio le rendeva ai miei occhi assolutamente sensazionali.
Non si trattava di case costruite in solida pietra o con le travi di legno: queste erano case moderne e solo per un caso fortuito si trovavano in Val Trebbia, avrebbero potuto essere in qualunque altro luogo.
Capite?
E insomma, a mio insindacabile parere casette simili avrebbero potuto essere collocate in California o nel New Jersey, tanto per dire.
Erano talmente innovative da essere uniche, in un certo senso.
E si trovavano in quel punto, dove la strada si snoda sinuosa come una musica.

Le casette prefabbricate hanno intorno boschi e prati e da un lato c’è l’orto, mi ricordo che in altri anni una delle due aveva un colore verde salvia.
E per l’appunto, essendo case speciali, chiaramente io pensavo che fossero abitate da persone altrettanto particolari.
Ad esempio, una tipica famiglia americana con una schiera di figli biondi e bellissimi, tipo la famiglia Bradford.
Ora, chiaramente la logica dovrebbe aiutare a trarre certe conclusioni.
Come mai questi delle casette non si vedevano mai in paese?
Perché nessuno di loro veniva mai a far la spesa?
E per quale motivo tutti i loro bambini biondi non venivano mai a giocare con noi?
Non si vedevano neanche nei giorni di mercato, quando si andava a comprare le bolle di sapone!
La fantasia e la logica non vanno tanto d’accordo, quindi io non mi sono nemmeno mai posta tutte queste domande senza costrutto.
Ero certissima che in quelle casette ci fosse la cucina con l’isola centrale e tutti gli elettrodomestici del caso, proprio come nei telefilm.
Poi c’era la scala, altro dettaglio non trascurabile, nelle camere dei bambini c’erano i letti a castello.
E si faceva colazione con enormi tazze di latte, ovviamente.
E c’era un salotto con un tavolino al centro, il caminetto e la televisione.
Erano gli anni ’70 e io passavo in bici con le mie amiche davanti alle casette prefabbricate di Fontanigorda.
E c’era questo mondo fantastico e favoloso ed era proprio là, dove la strada si snoda con quelle curve meravigliose.

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12 pensieri su “Due casette molto speciali

  1. Oh cara, che belle queste fantasie di bambina! E ora? Ora hai scoperto chi abita in queste matite casette prefabbricate o preferisci continuare ad immaginarle abitate dai Bradford? Buona giornata!

    • Ci stanno sempre quelli là, è chiaro, tra l’altro ieri c’era il mercato con il banco dei giocattoli e ancora una volta non si è visto nessuno, ecco.
      Baci cara, buona giornata a te e grazie!

  2. Ciao Miss! Fantastiche fantasticherie le tue! L’immaginazione nn ti mancava! Leggendo pensavo avresti parlato di personaggi un po’ magici e buoni, pronti ad aiutare le persone delle vicinanze..ma in incognito! E dimmi, quelle casette sono nel frattempo diventate in muratura o sono sempre come allora? E sono tenute benissimo… baci, raffa

  3. Si quelle bellissime serie televisive che hanno alimentato le nostre fantasie… Io adoravo la famiglia Stevens di Vita a Strega ed aspiravo ad una casa come la loro…. e a quella mi sono ispirata …

  4. Mi è tornato in mente il mulino di Casanova. Anni fa i proprietari avevano sistemato l’area tagliando l’erba, allestendo dei piccoli recinti con animali (caprette, asini, galline), con un chiosco con gelati bibite e caffè. Il pomeriggio c’era pieno di bambini che giocavano al fresco. Tornando dai monti di Fontanigorda mi fermavo sempre a prendere un caffè. Ora purtroppo è stato tutto abbandonato. Che tristezza.

    • Il nostro amatissimo mulino, ho dedicato un articolo a quel posto magico, un paradiso per noi bambini, ora i proprietari lo hanno chiuso al pubblico e Marco ha lì gli orti, spiace anche a me non poterci più andare.
      Benvenuto qui Gianfranco, buona giornata.

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