Sophie Blanchard: il cielo nel destino

Questa è la storia di una donna impavida e temeraria, questa è la storia di una fanciulla che aveva il cielo nel destino.
Sophie Armant ha appena 16 anni quando, nel 1794, sposa Jean Pierre Blanchard: lui è un brillante scienziato quarantunenne, fin da ragazzo si è distinto per il suo estro geniale che gli ha permesso di costruire particolari e avveniristici macchinari come ad esempio un vascello volante.
Blanchard ha una passione sfrenata: è un coraggioso aeronauta, è famoso per aver volato dall’Inghilterra alla Francia con il suo pallone aerostatico nella primavera del 1795.
Sophie, sua moglie, erediterà il suo amore per il volo: è il 1808 quando la giovane rimane vedova e continua ciò che ha appreso durante gli anni del suo matrimonio, Sophie è coraggiosa e intrepida, diverrà lei stessa celebre per le sue molte ascensioni e per una vicenda che la farà balzare agli onori delle cronache.

È un giorno d’estate: il 15 Agosto 1811 si celebrano a Milano i festeggiamenti per il genetliaco dell’Imperatore Napoleone Bonaparte.
Sono previste grandi feste, evoluzioni militari e divertimenti di vario genere.
E ci sarà anche lei, Madame Blanchard si alzerà in cielo con il suo pallone e gli astanti ammireranno stupefatti il suo straordinario volo.
Giunge il suo momento, davanti alla folla oceanica delle grandi occasioni Sophie si appresta a compiere la sua ascensione.
Per un intoppo il pallone sembra non muoversi, la folla è impaziente e Sophie fa così un gesto repentino e stacca all’improvviso le corde da terra.
E il pallone si leva alto velocissimo e scompare rapido portato via dal vento.
Stupore, meraviglia, timore per la sorte di lei, il 17 agosto le cronache ancora non hanno sue notizie.
Infreddolita, stretta nel suo abito leggero, Sophie è in balia del suo destino ma non si arrende, lei è una principessa dell’avventura.
Le correnti l’hanno spinta lontana, verso la Val Trebbia, in un bosco di Montebruno.

Sophie butta l’arpione per atterrare ma il pallone finisce per rimanere tra gli alberi fitti.
E scende la notte e poi spunta l’aurora e alcuni pastori del luogo si avvicinano incuriositi e timorosi, quasi non ci possono credere!
Ognuno fa le proprie supposizioni, a Montebruno in passato c’era stata un’apparizione della Madonna e questa macchina venuta dal cielo portava forse, ancora una volta, la Vergine Maria?
Chi era colei che parlava quella lingua sconosciuta?
Cosa era accaduto in quella notte fatale? Forse si trattava di ladri?
E provate a immaginare quale sensazionale emozione percorse la gente di Montebruno in quel frangente!

Sophie fu poi affidata alle cure del sindaco di Montebruno e dalla Val Trebbia raggiunse quindi Genova, l’eco della sua vicenda giunse anche a Milano.
E suscitò grande curiosità la notizia dell’incidente avvenuto a Madame Blanchard, lei era una creatura particolare per il suo tempo ed era talmente coraggiosa da voler ritentare l’impresa fallita a Milano.
E così chiese di poter ripetere un secondo volo, il permesso non le venne però accordato.
Ritornò a Parigi e proseguì la serie delle sue mirabili avventure, narrano le cronache che una volta finì persino in una palude.
E nella capitale francese si compì il suo destino.
Era una sera di luglio e c’era una grande festa, era previsto che Sophie compisse il suo volo con il pallone accompagnata da scenografici fuochi d’artificio.
E lo spettacolo iniziò, i fuochi fiammeggiavano sotto di lei, mentre Sophie reggeva in una mano una miccia per accendere un ulteriore fuoco.
Accadde l’imprevedibile, il pallone si incendiò davanti agli occhi increduli della folla.

E il vento la sospinse lontana, la fiamma ardeva e il destino questa volta non fu gentile con lei, un arpione di ferro agganciò e fece capovolgere il cesto che la ospitava: Sophie precipitò in una strada di Parigi ed esalò così il suo ultimo respiro.
A Sophie Blanchard è stato dedicato un interessante volumetto dal titolo Sophie Blanchard, amazzone del cielo in Val Trebbia e ne è autore Giovanni Ferrero, il libro è stato pubblicato nel 1999 per la Biblioteca dell’Alta Comunità Montana Alta Val Trebbia e da queste pagine sono tratte le notizie che avete letto.
In quegli anni ’90 a Montebruno fu realizzata anche una mostra e ci furono anche alcune manifestazioni con le mongolfiere in ricordo di quella lontana vicenda.
Le immagini che avete veduto si trovano appunto nel Comune di Montebruno e ricordano quel giorno straordinario di un altro secolo.
La Blanchard ebbe molti riconoscimenti di prestigio, ad esempio Re Luigi XVIII la nominò ufficiale aeronauta della Restaurazione.
Sophie morì a soli 41 anni e riposa al cimitero di Père-Lachaise.
Nei suoi giorni spericolati su questa terra capitò anche nei boschi della Val Trebbia, testarda fanciulla avventurosa che aveva il cielo nel destino.

Annunci

22 pensieri su “Sophie Blanchard: il cielo nel destino

  1. Molto interessante Miss questo tuo omaggio al gentil sesso… anni fa durante una visita al museo dell’ aeronautica Caproni di Trento sentii parlare per la prima volta delle donne pioniere del volo…

  2. Wow! Che storia!! Certo che “aeronauta della Restaurazione” a una donna così fuori dagli schemi, così rivoluzionaria quasi, non si addice proprio.
    Buona domenica, Miss 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.