Bambini di campagna

Due fotografie, infiniti mondi negli occhi e nei sorrisi delle persone che vi sono ritratte, nel tempo dell’estate in campagna.
Non conosco la località nella quale sono state scattate queste immagini ma penso di sapere che dovevano essere il ricordo di giorni felici.
E ci sono tre fratelli, a osservarli con attenzione sembra quasi che si distinguano dagli altri, lo si nota dagli abiti e dal loro atteggiamenti.
Forse sono bambini di città o forse sono i figli dei “signori” del paese, magari sono i piccoli del dottore o di qualche ricco possidente.
Abito alla marinara, sorriso divertito, la gerla sulle spalle forse più per divertimento che per dovere.

Ed ecco il più piccino dei tre, comunque doveva essere una peste, lo si vede chiaramente.

Al centro, con il suo abitino vaporoso e chiaro come le nuvole d’estate, la sorellina.
Seria, bene educata e compita, sfoggia anche un bel fiocchetto tra i capelli.

Bambini di campagna, in un frutteto.
Su un carro di legno cigolante, tutti insieme.
E sì, ci sono anche i fratellini dell’altra fotografia, oltre a loro altri bimbetti più piccoli.
E sono smorfie, ciuffetti biondi, magliette a righe, sole negli occhi, berrettini messi di traverso, bretelle incrociate, sorrisi ingenui e appena accennati.

E camiciole leggere perché fa caldo, cappelli di paglia, respiri trattenuti, inattesi stupori.
E per dirne una, osservate i due bambini in primo piano sulla destra, nell’immagine sottostante: mica l’hanno mai fatta prima una fotografia.
È capitato quel giorno lì e poi chissà, il più grande ne ha parlato per giorni con il nonno, raccontando di quella volta che gli capitò di essere sul carro e di fare la fotografia, che batticuore!

Bambini di campagna, a guidare il carro un uomo che ha conosciuto certo molte fatiche.
È scalzo, ha l’aria di serbare molti segreti per noi misteriosi, sono così quelli che sanno leggere le storie e le parole della madre terra, hanno una sapienza a noi sconosciuta.

In quel tempo, in campagna, c’erano tre fratelli.
E qualcuno li fotografò davanti a questa casa, forse ancora oggi quei muri racchiudono antiche memorie.

In quel tempo, davanti agli alberi, c’era un carro.
E appena si nota sulla sinistra la sagoma di una figura femminile, forse la moglie di colui che tiene le redini.
E là, tutti insieme, ci sono loro: bambini di campagna nel tempo di un’altra estate.

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16 pensieri su “Bambini di campagna

  1. Eh sì, i bimbi con la gerla non sembrano usi a portarla sulle spalle per trasportare dei pesi. Abiti e sorrisi compiaciuti sembrano indicare un momento fuori dall’ordinario, un giocar a fare i contadini. Anche sul carro hanno un’aria differente. Bellissime foto, le scegli sempre con accuratezza 😊 baci cara!

    • Grazie Viv, queste sono tra le foto più belle che ho, ben conservate e con un’ottima definizione, mi fa piacere che tu condivida le mie impressioni su questi bimbetti e sulla loro estraneità al mondo che li circonda, ho subito pensato che per loro fosse tutto un gioco.
      Grazie cara, un bacione a te!

  2. c’è chi usa la sfera di cristallo per leggere il futuro e c’è invece Miss Fletcher, che per leggere il passato usa le foto d’antan… io mi fido più di Miss Fletcher…

  3. Questi carri agresti carichi di bambini e ragazzi di svariate eta’ mi riportano alla mente momenti felici della mia prima infanzia con la nonna materna che mi portava in “villa” … una tenuta contadina annessa al palazzo padronale…. Che festa! Oggi si direbbe che sballo quando con le mie cugine si otteneva il permesso di saltare su quei motocarri che facevano la spola dai campi con le ceste di verdure o le cassette vuote …. Strappare il consenso per un passaggio stile carro goliardico era un vero privilegio… una concessione rara per i contadini del tempo che erano gente che non prevedeva distrazioni sul lavoro…. e noi bambini salivamo esultanti per aver sottratto anche pochi minuti di quel tempo prezioso degli adulti….

  4. ..uh, quando di andava all’orto dello zio sul carretto a mano trainato dalla motozappa…meglio che un giro di giostra!

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