Colori di Montebruno

Vi porto ancora insieme a me, a Montebruno.
Là, dove la chiesa si trova oltre il Trebbia che scorre con le sue acque che accarezzano i sassi.

Quando vado a Montebruno mi soffermo sempre a guardare la casetta rosa.
Ed è una sola, per me, la casetta rosa, magari ce ne saranno anche altre, ora non ricordo, ma quella lì è speciale.
Ci sono i vasi di coccio tutti in fila, le tendine candide alle finestre e fiori rosa che sbocciano delicati proprio là, davanti alla casetta rosa.

Montebruno (2)

A dire il vero in molti luoghi, a Montebruno, troverete fiori dai petali splendenti.

Montebruno (3)

E mi è capitato, percorrendo certe stradine di questo paese della Val Trebbia, di notare dettagli che non avevo mai veduto.
Tra case di pietra che racchiudono memorie antiche.

Dove sbocciano le rose davanti a porticine di legno dipinte di verde.

E ho visto sassi, foglie, pietre, muri vetusti.

E sopra ad ogni gradino un vaso.

E erbe selvatiche, invadenti e tenaci, spuntavano tra quelle pietre.

In questo scorcio di un paesino della Val Trebbia.

Montebruno (9)

Porte, vita, scale.
Un tempo racchiuso nel nostro tempo, trattiene ancora la memoria del passato, la sua storia e la sua rustica bellezza.

Montebruno (10)

Là, su quelle scale, a Montebruno.

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16 pensieri su “Colori di Montebruno

  1. Che meraviglia quella pianta di rose aggrappata ad un angolino di terra tra la pietra. E la casetta rosa è un contrappunto graziosissimo alla rusticità dell’insieme… buon lunedì! Baci!

  2. Miss che meraviglia questi borghi di pietra…. mi torna alla mente una canzone che amo molto di Francesco Guccini “….Vorrei conoscere il colore del tuo paese, camminare di casa nel tuo giardino, respirare nell’ aria sale e maggese, gli aromi della tua salvia e del rosmarino…… Vorrei incontrare le pietre, le strade e gli usci e i ciuffi di parietaria attaccata ai muri, le strisce delle lumache nei loro gusci, capire tutti gli sguardi dietro agli scuri … vorrei … “

  3. Ti faccio una confessione: io per tanto tempo non ho amato proprio per niente Montebruno. Ma proprio per niente.
    Però non c’entra il paesello in sé.
    Il fatto è che ai tempi (parlo degli anni ’70) il tratto della SS45 intorno a Montebruno era quello con le curve peggiori… e mia mamma soffriva la macchina e contagiava anche me (anzi io soffrivo solo la SS45… non ho mai avuto problemi su nessun’altra strada d’Europa)… e in quel tratto mio papà per colpa nostra era più al lato della strada che sulla strada… arrivare a Ponte Organasco era cosa lunga…

      • Il problema è che io ho sempre e solo patito quelle 5-6 curve intorno a Montebruno. Mai altro.
        E ti garantisco che, per esempio, sui fiordi norvegesi o tra Tirolo e Alta Baviera o sulle coste dell’Istria ho percorso strade ben più “sinuose” (parlo come passeggero, come guidatore la macchina non la soffri mai, a meno di non avere ben altri problemi di salute… che in realtà dovrebbero anche impedirti di avere la patente) 😉

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