Remando davanti a Priaruggia

Remando davanti a Priaruggia.
E il sole batte, la stoffa scura e pesante del costume da bagno trattiene il calore, hai un ciondolo che cade sul tuo petto e una pettinatura composta.
Magari la tua è soltanto una posa per il fotografo, vero?
Sì, così penseranno coloro che vedranno la tua fotografia molto tempo dopo, però tu invece in quel momento sentivi proprio quell’orgoglio lì.
Remare è una cosa da uomini, si direbbe.
E tuttavia prendi i remi, li stringi tra le mani e già la immagini la libertà.
E sai la fierezza di sentirsi indipendenti, uniche e speciali? Mica la puoi descrivere la bellezza di farcela da sole, non sai neppure se gli altri ti capirebbero.
Ma ci pensi?
Prendere la barca e andare via, anche solo per qualche ora.
Superare il promontorio, cercare una caletta nascosta dove l’acqua è azzurra e calma.
Andare là, senza dir niente a nessuno.
E fermarsi.
E ascoltare il mare e il vento.
E sai la soddisfazione di fare tutto da sola?
Perché poi, chi mai si immagina cosa passa nella testa di una donna, in certi momenti?
Si pensa che tu sia nata per essere moglie e madre, si crede che i tuoi talenti siano solo ricamare, cucire, pregare, cucinare.
Non è così, tu sai che potresti fare qualsiasi cosa al mondo, davvero nulla sarebbe impossibile per te, ogni tanto ci pensi e ne sei sicura.
E se, tanto per iniziare, potessi prendere il largo.
E ritornare quando vuoi tu.
E non dire nulla a nessuno di ciò che hai fatto.
È una roba tua, una cosa che riguarda te e basta.
E allora tiri remi indietro con un certo vigore, guardi davanti a te e appena sorridi.
Ed è questione di un istante.
E davvero, chi mai si immagina cosa può passare nella testa di una donna?

14 pensieri su “Remando davanti a Priaruggia

  1. Quando mia mamma mi racconta di quando arrivarono i tedeschi a casa sua e la nonna li muse in riga impedendo loro di entrare in camera delle bambine…
    Donne di altri tempi , volontà di ferro, la mia nonna non sapeva nè leggere nè scrivere ma ha saputo trovare le parole giuste per tenere a bada chi poteva massacrarle la famiglia.
    Questa donna ha gli occhi strani, non riesco proprio a decifrarli.
    Chissà magari non vorrebbe essere lì, ma aver remato lontano.

  2. Sarà anche una posa per il fotografo ma chi non si è messo ai remi di un moscone di quelli che usano i bagnini per il salvataggio fingendo di remare? Sognare rende liberi… un bacione!

  3. “chi mai si immagina cosa può passare nella testa di una donna?”… chi?…faccio un nome a caso: Miss Fletcher, che ha saputo rendere brillante una bella e ingenua foto sbiadita dal tempo…

  4. Mia mamma mi racconto’ una volta di quando il nonno materno, che io non conobbi, portava al largo a pesca le sue due figliole, con un gozzo simile a questo… La nonna dalla torre della loro abitazione li vedeva e li salutava…. una volta si divertirono a tirare su e giu’ dal secchio lo stesso pesce facendo credere alla poverina di averne pescati tanti… E lei in lontananza, affacciata alla finestra, si sbracciava compiaciuta con gesti esultanti ….

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