Anno 1875: le otto meraviglie di Genova

Nel mio viaggiare a ritroso negli anni lontani della Superba amo sempre avere con me buoni compagni di avventura, si tratta spesso di autori che hanno lasciato testimonianza di una città che nel tempo è molto mutata e offre oggi nuovi punti di interesse sconosciuti a coloro che vissero in altre epoche.
E andiamo in un altro secolo, ad accompagnarci per le strade di Genova è un genovese attento, lui è uno scrittore e giornalista, si chiama Edoardo Michele Chiozza ed è l’autore della Guida Commerciale Descrittiva di Genova per l’anno 1874-75.
In questa esaustiva e fantastica guida c’è un paragrafo nel quale sono elencate le otto meraviglie di Genova, questa parte del libro ci regala alcuni stupori, c’è infatti qualche sorpresa che dimostra quanto sia cambiata la nostra idea di Genova.
Non esistono ancora la Via XX Settembre e neanche Piazza De Ferrari, in questi anni che precedono gli inizi di un nuovo tempo Genova cambierà aspetto, sorgeranno nuovi quartieri e verranno edificati palazzi eleganti, nel contempo si conserva e ancora si apprezza la parte antica della Superba con i suoi caruggi e le sue vetuste case.
E allora ecco i preziosi consigli di Edoardo Michele Chiozza che enumera per i suoi lettori le meraviglie della città, egli specifica di averle selezionate sulla base di quanto espresso da molti illustri viaggiatori e secondo le apprezzazioni state fatte da persone competenti.
In primo luogo vengono citate le poderose mura della città erette a difesa della Superba e a seguire, al secondo posto, i moli del Porto con la Lanterna.

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

In terza posizione viene nominata la Chiesa di San Lorenzo a proposito della quale l’autore scrive: da pochi ben osservata.
Ora non è più così e la Cattedrale di Genova è apprezzata da genovesi e da visitatori.

Viene quindi citato il Palazzo Ducale, un tempo dimora del Doge e oggi prestigiosa sede museale.

Come quinta meraviglia di Genova il nostro autore nomina la Via Nuova che è chiaramente la prestigiosa Via Garibaldi.

Ebbene, fino a questo punto forse ai genovesi sembrerà tutto nella norma ma nella parte finale di questa particolare classifica ottocentesca troviamo qualche sorpresa, sono bellezze di Genova che forse ai nostri tempi non teniamo nel giusto conto eppure sono importanti punti di interesse per la nostra città.
Dunque, al sesto posto troviamo la Loggia di Banchi e così, quando vi troverete in quella zona di caruggi e magari distrattamente passerete oltre, ricordatevi che il nostro Chiozza considerava quel luogo una delle meraviglie della città.

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Al settimo posto troviamo invece ancora un edificio religioso la cui costruzione fu lunga e laboriosa, si tratta della magnifica chiesa di Carignano.

E infine ecco come ultima meraviglia di Genova viene citato l’Acquedotto Civico, opera di fondamentale importanza per tutti i cittadini.
Certo, se ponessimo ora questa domanda ai genovesi le risposte sarebbero ben diverse e questo dovrebbe essere uno stimolo a riscoprire ciò che a volte sembriamo aver dimenticato, guardando anche alle ricchezze del nostro passato e a ciò che ci riportano alla memoria i libri dei tempi lontani.

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21 pensieri su “Anno 1875: le otto meraviglie di Genova

  1. Un perfetto rewind in cui oltre a citare bellezze…alcune mantenute altri dimenticate…ribadisci l’importanza che ha la storia nell’ evoluzione…se ammiriamo come hai fatto una città..ricordando cos’ era.. E cosa abbiamo fatto per rendela in quel modo…certamente imparemmo a viverla differentemente.. Splendido articolo…

      • Diversi anni fa…ho inziato a collaborare con un gruppo di lavoro …ad un progetto applicativo unico…su cui ancora si sta lavorando e certamente per i prossimi 5/10 anni considerando il lavoro da fare e i fonti che vengono erogati con pause lunghissime…..il progretto prevede di comparare attraverso il materiale storico fornito dal comune…e le applicazioni earth di google e maps …che in un’unica applicazione…si potesse ammirare la città…com’è oggi e com’era allora. Ovviamente il progetto è lunghissimo e devi setacciare tutto il materiale…sia per cenni storici…per informazioni, e curiosità -sia a livello fotografico…rimappando la città centimetro per centimetro e riproponandola fedelmente basandola su 10 enni..( perché gli anni 60 non sono gli anni 80 ).. Un lavoro folle ma credimi emozionante e romantico…da brividi …tra 5 anni dovremmo avere una prompt definitiva e consultabile da tutti… Quando arriveremo a Genova…tu sarai certamente. Un riferimento importante.. Bene in questa esperienza ho scoperto che la città è come l’essere umano…cambia come noi. Modifica si traveste e si modella….hai ragione se crei un confronto…si scopre una città mai vista… Scusa se mi sono dilungato

      • Scusa gli errori ma il telefono…è un dramma…quando si dovrà gestire Genova…potrai esserci di grande aiuto…..in fatto di memoria storica. Considera che viene gestito tutto tramite mail…sono attività a distanza…tu saresti una grande memoria di una città che conosci meglio di tanti altri. Ovviamente…tutto regolarmente retribuito in base all’ impegno. Pensaci….tanto credo che prima di due anni…non se ne parla….scusa il disturbo

    • La mia personale classifica avrebbe dei punti in comune con questa e qualche differenza, proprio perché il tempo è passato è cambiata anche la nostra percezione della città. Grazie cara, un bacione a te!

  2. Miss, per quanto riguarda la prima Meraviglia, cioè, le poderose Mura, mi viene in mente un quadro di William Stanley Haseltine (1835-1900), che ripropone le Mura sul mare al tramonto, con sullo sfondo la Lanterna, chissà se la guida si riferisce anche a quelle?…

    • Immagino proprio di sì, il libro non specifica nulla di più, ho proprio riportato le parole dell’autore, questo paragrafo mi è parecchio interessante e particolare.
      Grazie Sergio, buon inizio di settimana!

  3. Mi piacerebbe ragionare sulla frase del tuo lettore … circa l’ umanesimo di questa citta’ …. Ricordo una ventina di anni fa una bellissima mostra evocativa di questi passaggi allestita a Palazzo Ducale “El siglo de los genoveses”…Nei monumenti e negli edifici si rintracciano tutti i periodi storici e culturali piu’ significativi della storia di Genova… incluso per ultimo il ponte spezzato sintesi di un progetto degli anni 60′ di coesistenza tra industria, infrastrutture, abitazioni e centri commerciali …

  4. Secondo me sia la prima citazione come l’ultima, oggi sono sottovalutate.
    Gli stessi genovesi non ne apprezzano l’ingenio e l’operatività di realizzazione (basterebbe andarsi un po a leggere come sono state realizzate) ne è purtroppo testimonianza lo stato di degrado in cui versano. A parte qualche tratto che è stato oggetto di recupero, vi invito a percorrerli entrambi in tutto il loro sviluppo per rendervene conto. Eppure non sarebbero da meno di molte altre attrazione turistiche sicuramente più comode, ma è proprio la ” fatica ” nel percorrerle che fa render conto del loro valore.

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