Uno sguardo inquieto

Il suo sguardo inquieto non conosce incertezza ed esitazioni.
Lei è una ragazza dai folti capelli, ha labbra carnose, tratti decisi, è una giovane bellissima e fiera.
Fremente, nella sua misteriosa distanza.

Cavalca sicura il suo possente destriero che la conduce verso ineluttabile destino.
Fugge rapido e audace il cavallo, è una creatura indomita e selvaggia, non esiste maniera per trattenerlo.
Fugge, il rumore dei suoi zoccoli risuona e rimbomba con un ritmo cadenzato.

Tomba Scala (2)

E vento potente scompiglia e smuove le vesti, sfiora e accarezza la pelle liscia.
È una lotta senza pari tra la luce e l’ombra, tra la chiarezza e l’oscurità di ciò che è incomprensibile.

Tomba Scala (3)

Questo è il monumento funebre scolpito da Ettore Sclavi per la famiglia Scala, risale al 1913 ed è collocato in una delle gallerie frontali nel Porticato Inferiore del Cimitero Monumentale di Staglieno.
All’epoca venne considerato piuttosto particolare, era in quegli anni l’unico cavallo presente a Staglieno e data la vastità del nostro Cimitero Monumentale non saprei dirvi se l’opera di Sclavi mantenga ancora questo particolare primato.

Tomba Scala (4)

E potrebbe capitarvi di ammirare questo monumento nell’istante in cui il sole si insinua nella galleria illuminando le braccia forti della fanciulla, il suo manto, il suo compagno di viaggio.

Tomba Scala (5)

E lei, la ragazza che non conosce esitazioni, regge in una mano una falce con la quale recide teneri fiori.

Tomba Scala (6)

Lei è la morte che giunge in sella al suo destriero.
Sul basamento, dietro ad alcune altre croci, leggerete queste parole: la morte vince.

Tomba Scala (7)

E corre a perdifiato, senza mai fermarsi.
Perfetta nella sua terrena venustà, suadente e vibrante nella sua gloriosa giovinezza.

Tomba Scala (8)

Nel tempo che svanisce davanti a quel suo sguardo inquieto.

Tomba Scala (9)

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21 pensieri su “Uno sguardo inquieto

    • Sì, sono d’accordo con te, è strano che si scelgano sculture inquietanti, gli angeli eterei esprimono un diverso sentire.
      Davvero però questo monumento è molto scenografico, passo sempre ad ammirarlo.
      Grazie Viv, un bacione a te.

  1. Miss il titolo del tuo post mi faceva riflettere sull’ inquietudine che leggo quotidianamente nei nostri fragili sguardi …… Ma l’ immagine del monumento mi riporta alle parole di De Andre’ nel suo recitativo “…sappiate che la morte vi sorveglia,
    gioir nei prati o fra i muri di calce, come crescere il grano guarda il villano, finchè non sia maturo per la falce”

  2. ci sono statue così vive che pulsano di bellezza, passandoci accanto sembra quasi di sentirne il respiro.
    Bellissime le tue immagini, sai sempre valorizzare al meglio ogni singolo particolare 😉

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