L’uomo che faceva partire i treni

L’uomo che faceva partire i treni è per me in qualche modo una figura leggendaria, una di quelle persone che sarebbe stato interessante conoscere.
E sedersi lì, da qualche parte davanti al mare.
E starlo ad ascoltare, mentre ti racconta di viaggi, binari, partenze e ritorni, di mete mancate e di marsine abbottonate, di bagagli ingombranti e di bambini vestiti alla marinaretta.
In un tempo di emozionanti novità, sulla Riviera.
A Sestri Levante, nel 1870.
E ho scoperto tra l’altro che la stazione di quella località aprì proprio in quell’anno e forse, chissà, lui fu davvero il primo a svolgere quel lavoro a Sestri Levante.
Vi immaginate? Capostazione nel glorioso anno 1870.
Io credo che sia diverso il sapore di un’esperienza se questa non è scontata, già vissuta da altri e se nessuno te la può raccontare.
E c’è un mondo nuovo al quale guardare, quel mondo è il tuo e viaggia ad una diversa velocità.
E tu sei colui che si occupa della stazione, là arrivano i viaggiatori di quel nuovo tempo, forse alcuni sono stranieri che giungono a Sestri Levante per respirare aria di mare e per godere del clima della riviera.
E ci sono eleganti gentiluomini, signorine che tengono i loro corredi di abiti fruscianti in pesanti bauli, signori armati di lussuosi bastoni da passeggio.
E il treno è fragore, rumore, frastuono, emozione, vento che fischia, velocità, vita.
La strada scorre davanti agli occhi e cambia in fretta il panorama, sai la sensazione?
Riesci a immaginare la bellezza di un viaggio che nessuno ha mai compiuto prima di te?
È difficile per noi immedesimarci in quei viaggiatori di un altro secolo, figurarsi se riusciamo a comprendere e ad immaginare le sensazioni di colui che aveva questo compito di ferale importanza.
E oltre a questo avrà avuto un amore, una famiglia alla quale provvedere e una casa alla quale tornare.
In quel tempo di molti cambiamenti e diverse innovazioni, lui fu parte di quel mondo che piano piano mutava.
Sono passati molti anni da allora, per gli imperscrutabili sentieri del destino mi è capitato di entrare in possesso del ritratto di questa persona.
Dedico a lui questa fragile memoria, ricordo così tutti coloro che hanno vissuto momenti di grandi cambiamenti.
Protagonisti di un’epoca in continua evoluzione, senza saperlo.
Coraggiosi eroi del quotidiano e di un tempo che non sappiamo comprendere del tutto perché non lo abbiamo vissuto.
Con la stessa fierezza di lui che fu capostazione a Sestri Levante nel 1870.

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14 pensieri su “L’uomo che faceva partire i treni

  1. Splendido post! Il capostazione era una figura affascinante almeno per me che da piccola vivevo in una famiglia che si spostava solo in treno. Quel fischietto faceva sognare tutti i bambini… e che fierezza questo signor Broglio, con quei baffi e quella folta capigliatura! Certamente dovevano essere tempi emozionanti ma se ci pensi anche nella nostra vita abbiamo avuto il privilegio di vivere cambiamenti epocali; il passaggio dall’analogico al digitale, l’accesso al web attraverso le reti internet, i social media è qualcosa che lascia senza fiato solo a pensarci. Baricco docet 😉 Buona giornata cara!

    • Eh cara, sì, anche noi abbiamo avuto la fortuna di vivere grandi cambiamenti, alcune epoche sono più innovative di altre, in ogni caso.
      Il capostazione mi ha colpita subito, ogni tanto alcune fotografie permettono di fantasticare più di altre.
      Grazie Viv, mi fa piacere che ti sia piaciuto questo post, buona giornata a te!

  2. Miss, oggi sono i computers che fanno partire i treni, ma quando erano uomini dell’800 con uniforme, fischietto e paletta, costoro avevano un fascino speciale… in tempi più recenti, ho frequentato la stazione di Sestri Levante perchè i miei svernavano a Deiva Marina e da Milano toccava scendere a Sestri per la coincidenza per Deiva… a questo signor Broglio farei un sacco di domande sul vecchio tracciato ferroviario in galleria, che da Riva Trigoso in poi, costeggiava il mare: quei tratti rimasti, strettissimi e negli anni 70 neanche illuminati, e la serie di caselli rosa, sconquassati dalle mareggiate mi affascinavano…

    • Eh sì, bisognerebbe fare tante domande a questo signore, quella magia del treno e di quei viaggi lenti lui saprebbe raccontarcela meglio di quanto sappiamo immaginare.
      Grazie Sergio, buona serata a te!

  3. Ora mi commuovo Miss. Che meraviglia. Doveva essere così orgoglioso di quel suo lavoro, così innovativo, così particolare. Allora il Capo Stazione gestiva davvero molte cose, direttamente, manualmente, personalmente. E poi gli incontri, le persone, i piccoli incidenti quotidiani. le paure dei passeggeri. e chissà perchè mi figuro che lui un treno non lo abbia mai preso, che preferisse guardarli dal marciapiede della stazione

    • Cara, appena ho visto questa foto ho subito pensato a te, Katia.
      In genere si preferiscono magari immagini più ricche di dettagli ma questa era davvero una chicca: il capostazione di Sestri Levante e chiaramente la sua foto è stata conservata da qualcuno a lui caro.
      Orgoglio, fierezza e chissà, magari è come tu dici, lui i treni li guardava dalla stazione.
      Grazie cara!

  4. Eh si’ Miss mestieri che vanno scomparendo e laddove ancora sussiste un capotreno, costui si trova costretto a subire umiliazioni e copiosi reclami per i disagi e i ritardi generati sistema ferroviario 2.0….talvolta viaggiano in una carrozza, ben celati agli occhi insanguinati dei viaggiatori esasperati ….proprio oggi nel primo pomeriggio mio figlia al rientro da Brignole nella confusione di treni soppressi e sbalzati ripetutamente di binario in binario….ha assistito ad alcune scene da dramma all’ italiana..😂

  5. Più guardo la foto, più mi viene in mente”La locomotiva”di Guccini… però del nostro capostazione sappiamo “che viso avesse” e “come si chiamava”🤗

  6. In effetti anche allora le novità erano continue e forse incutevano un po’ di timore. Credo non sia facile immedesimarsi. Bello il confronto con La Locomotiva, del resto il treno era “un mito di progresso”

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