Le nostre care balie

Le nostre care balie, generose ragazze prodighe di gocce di vita.
Fanciulle semplici, vigorose e sane.
Cuori grandi e puliti, le nostre care balie che allevarono gracili creature e fragili bimbetti amati come figli.
Le nostre care balie dalle braccia affettuose e forti, dai petti colmi di amore e di calore materno, floride ragazze venute dalla campagna e a loro volta madri.
E figlie, sorelle, donne.
Giovani, generose, altruiste, con questa purezza negli occhi.
Una trama di pizzo, un nastro vezzoso sul capo, gli orecchini a cerchio.

Le nostre care balie, orgogliose e fiere, modeste, silenziose e gentili.
Affabili, pazienti e amorevoli.
Indelebili come le loro carezze, le ninna nanne e gli abbracci.
Le nostre care balie, ritratte con quei bambini per i quali esse rappresentarono vita e salute, prosperità e gioia.
Le nostre care balie dai nomi semplici e mai dimenticati.

Le nostre care balie che videro quei neonati diventare adulti e forti.
Fanciulle che seppero compiere meravigliosi miracoli forse senza neppure saperlo, cullando quei bimbi tra le braccia e tenendoli vicini al cuore.
Loro che restarono sempre nella memoria di molti, ricordate per sempre come le nostre care balie.

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25 pensieri su “Le nostre care balie

  1. Mia mamma ha un fratello di latte.La mamma di Giovanni si ammalò gravemente e la nonna Gigina si prese carico del piccolo,visto che la sua piccola si stava svezzando.Tra le contadine povere era normale
    Ora,grazie alla lega del latte questo prestito sta riprendendo vita col le banche del latte

  2. “Fratelli di latte” quante voce ho sentito dire questo dalle nonne della famiglia (anche quella del marito) riferito a persone che io pensavo fossero effettivamente consanguinei ed invece avevano SOLO (solo?) beneficiato del latte materno di un’altra donna. Che grande cosa.
    Grazie Miss Fletcher per aver parlato e documentato anche questo.
    Un abbraccio e buon inizio di settimana
    Susanna

  3. Miss, “latte artificiale” mi fa un po’ arricciare il naso e “artificiale” abbinato ai fiori, pure non mi garba granchè, invece “fratelli di latte” la trovo una definizione tenerissima… viva le balie!

  4. Mia nonna mi ha raccontato che nel Lazio c’era la consuetudine di ricompensare le amorevoli cure che queste donne generose prestavano ai bimbi che non potevano ricevere il latte materno con il dono di un gioiello di corallo: una collana o un paio di orecchini, oppure un medaglione da mettere al collo con un nastro di velluto. Spesso nelle foto d’epoca che le ritraevano si possono vedere questi monili

  5. Meravigliose queste figure antiche … Erano l’ incarnazione del nutrimento materno a tutto tondo… Estendendo al significato sociale ….nel ruolo dell’ accudimento se non avevi a disposizione la mamma biologica, nella comunita’ c’ era sempre qualcuno pronto a sopperire a tutte le amorevoli cure di cui necessitavi…. I figli erano sentiti il vero futuro della società e un valore collettivo importantissimo… Mi sovvengono le parole di Papa Francesco: per educare e crescere un fanciullo ci vuole un villaggio…

      • Si hai ragione Miss, la balia era un costo e affrontabile solo dai piu’ benestanti. Io intendevo riferirmi piu’ genericamente alle mamme di latte … donne generose che prestavano il seno ai piccoli malnutriti e deboli con generosita’ .

  6. che spesso lasciavano i propri figli ad altri per crescere quelli altrui. Un lavoro che permetteva loro di essere ben nutrite, ben vestite e riscaldate e a volte sapevano dare quel calore materno che le madri biologiche non davano

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