La casa di Domenico Colombo in Vico Morcento

C’era un tempo a Genova una casa e si riteneva che quella dimora fosse legata alla figura di un uomo divenuto poi celebre in tutto il mondo: è il nostro Cristoforo Colombo, fiero e abile navigatore.
L’edificio si trovava in un quartiere centrale e molto popoloso, non abbiamo potuto vederlo in quanto quella via venne demolita a metà degli anni ‘30.
In quel periodo infatti la zona attorno a Ponticello fu abbattuta per lasciare spazio a strade più moderne come ad esempio Via Fieschi, non distante dall’attuale Via Dante c’erano fino ad allora certi angusti caruggi come Vico Nuovo, Vico Dritto di Ponticello e Vico Berettieri.
E là, dove ora si trova la moderna Via Ceccardi, c’era un tempo il Vico Morcento con l’edificio che si diceva essere stato dimora di Domenico Colombo, padre del nostro Cristoforo che a quell’epoca era ancora un bambino.

Monumento a Cristoforo Colombo – Genova

Il giornalista Edoardo Michele Chiozza ebbe modo di segnalare ai suoi lettori questa casa e lo fece nel lontano 1874 sulle pagine della sua Guida Commerciale Descrittiva di Genova, io qui lo ringrazio perché il suo libro prezioso mi permette di immaginare i luoghi mai veduti e non più esistenti della Superba.
Egli scrive che già all’epoca si discuteva sulle origini di Colombo: certi sostenevano che fosse genovese, altri dicevano che era nato a Cogoleto.
Chiozza, per parte sua, sottolinea che tutti noi dovremmo soltanto essere fieri del fatto che Cristoforo Colombo era ligure ed italiano, già questo dovrebbe essere ritenuto un grande onore.
Suo padre Domenico, scrive il nostro, non avrebbe mai potuto immaginare che il figlio avrebbe mutato la storia del mondo.
Occorre inoltre specificare che questa non era la sola casa attribuita al padre di Cristoforo e anzi in seguito alcuni storici scrissero che la notizia era infondata, tra questi Francesco Podestà nel suo libro dedicato al Colle di Sant’Andrea e risalente al 1901.
Ora tuttavia non possiamo più fare congetture perché quell’edificio non esiste più.
Altrimenti, voi lo sapete, io andrei là e seguirei le indicazioni di Edoardo Michele Chiozza.
E alzerei gli occhi all’inizio del vicolo e cercherei quel palazzo vetusto a lungo creduto la casa del padre di Cristoforo.
E vedrei l’iscrizione riportata sulla targa, la leggo tra le pagine del mio libro e la riporto qui per voi, lasciandovi immaginare un caruggio, un frammento di passato, uno squarcio di cielo nella prospettiva di un vicolo di Genova perduta.

Domenico Colombo
padre a Cristoforo
ebbe qui casa e bottega da scardassiere

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17 pensieri su “La casa di Domenico Colombo in Vico Morcento

  1. Scadassiere è un termine che non avaevo mai sentito. Sulle note di nascita invece mi sento di dire che per una come me il luogo preciso è un dettaglio talmente marginale da non rivestire alcuna importanza se non dal punto di vista della ricostruzione storica. Che fosse di Cogoleto, di Genova, o di altra regione europea non toglierebbe nulla al valore dell’impresa. Bacioni cara

  2. Miss, poteva anche essere una fola che fosse la vera casa di papà Colombo, però dispiace che non esista più, insieme agli antichissimi caruggi che ci hanno lasciato le penne, e a proposito di penne, per quanto riguarda Cristoforo mi vien da dire “un nome un destino”, perchè il colombo è viaggiatore per eccellenza, certo non via mare, ma all’orizzonte, cielo e mare si sposano…

    • Esatto Sergio, hai centrato il punto, magari non era la sua casa però è un peccato che non ci sia più, poi quei caruggi anche se modesti erano una parte antica di Genova.
      Oh, sai che a proposito del nome proprio non ci avevo pensato? Hai ragione, è perfetto per lui!

  3. Eh gia’ Miss noi genovesi dobbiamo molto alla figura di Colombo…. Ogni terra cerca poi di celebrare le sue leggende … Ricordo che durante un viaggio in Islanda scoprimmo la figura di Leif Erikson , per loro il primo europeo a sbarcare nelle Aneriche e molto prima del nostro Colombo … ci risentimmo anche un po’!!!

  4. Chissà che qualcuno riuscirà mai a fare una ricostruzione (su plastico e/o virtuale)della Genova fine Ottocento: sarebbe così bello vederla con gli occhi e non solo con la fantasia!

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