E poi venne l’inverno

E poi venne l’inverno e portò il freddo pungente e tenace ma c’era la gioia a riscaldare i cuori, c’era l’amicizia a tenere viva ogni speranza.
E si indossavano ruvidi maglioni a collo alto, berretti, cappelli e sciarpe per ripararsi dal vento, si portavano quelle giacche strette e chiuse con un pochi bottoni e gli occhi ridevano sinceri perché certi istanti, in ogni tempo, sono pura felicità.

Era l’inverno del ‘36 e c’erano ragazzi e ragazze con la testa piena di sogni e di progetti di quelli che a volte si preferisce non rivelare, magari per il timore che non si avverino.
E intanto si resta insieme, seduti sulla neve con il sorriso sulle labbra.

Protagonisti di avventure mirabolanti sugli sci, giù per discese vertiginose con il vento che taglia la faccia.
E prova poi a raccontarla l’ebbrezza della velocità, il brivido del rischio e il senso di libertà.
Semplicemente vivere e buttarsi a capofitto nel proprio destino, alcuni sanno farlo meglio di altri, questo è certo.
E poi si resta, insieme e vicini.
E si ricorda.
Eravamo questi, quel giorno.
E tu eri così, un ragazzino timido e impacciato.
E tu invece eri ancora un bambino.

E poi, tra tutti c’è sempre uno che è più spericolato e coraggioso, è quello che non ha mai paura di niente e non conosce timore.
Sugli sci, sulla neve e forse anche nella vita.

E poi, c’erano mani e c’erano sguardi guance arrossate, guanti di lana, scarponi e calzettoni spessi.
E memorie uniche per ognuno, spensierate e malinconiche come ogni attimo che merita di essere ricordato e ancora condiviso.
Ancora con la stessa gioia, come in quel giorno d’inverno.

 

12 pensieri su “E poi venne l’inverno

  1. Quell’abbigliamento “tecnico” mette il sorriso… chissà quanti raffreddori dopo quelle sessioni sulla neve, specialmente se ci si bagnava cadendo o sedendocisi per una foto. Che bella gioventù! 😊 buona domenica cara!

  2. I ricordi delle giornate sulla neve in comitiva non hanno tempo… cambia solo l’ abbigliamento ma l’ allegria che generano le cadute, le piccole sfide, le pause per riscaldarsi o aspettarsi e’ la medesima …immersi nel candore ovattato che tutto circonda, si tacitano per un po’ preoccupazioni e affanni della vita quotidiana ….
    Una curiosita’ Miss: quelle macchie bluastre sono per caso quelle freccette con la biro che si usava aggiungere su foto o cartoline per indicarsi ? …

  3. Che resistenza al freddo! ma in fondo non ero abbigliata molto diversamente quando facevo a battaglia di palle di neve con i miei cugini in Piemonte: io in kilt e calzettoni e loro coi pantaloni corti anche in pieno gennaio..e tutti con polacchine dalla suola liscia ai piedi!

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