Le avventure di una forchettina

C’era una volta una forchettina d’argento che si annoiava.
Negli anni della sua giovinezza aveva avuto anche lei i suoi momenti di gloria, ancora ricordava con emozione quel giorno lontano in cui era stata donata come regalo di battesimo.
– Oh, che bella questa forchettina! – dicevano tutti – veramente deliziosa e raffinata!
E lei, tutta fiera di se stessa, si beava di quei graditi complimenti.
Erano passati molti anni da quel giorno e da allora la piccola ambiziosetta era andata a vivere su un tavolino di legno e sapete come vanno le cose del mondo?
Non è semplice andar d’accordo con tutti, in particolar modo se il tuo mondo è un tavolino!
E infatti la forchettina bisticciava di continuo con il coltello, lui era un tipo dalle battute taglienti e la prendeva sempre in giro.
A sedare gli animi ci pensava il cucchiaino che era piuttosto accomodante, il cucchiaino da zucchero era capace di addolcire anche i caratteri più difficili.
La forchettina però era in qualche modo inconsolabile: si sentiva trascurata e dimenticata.
La padrona di casa le passava accanto senza degnarla di uno sguardo, per non dire poi degli altri abitanti del tavolino, erano tutti dei tipi particolari.
Il ditale non la salutava nemmeno, il colino da tè era irrimediabilmente timido e non osava spiccicare parola, il portasigarette sapeva solo il francese e la lattiera era un’anima semplice e riservata.
Sospirava annoiata la forchettina ma un bel giorno si sentì afferrare all’improvviso da piccole mani bambine.
– Che succede? Aiutatemi! – Strillò la forchettina ma purtroppo nessuno la sentì.
La bimba che la stringeva tra le mani la rimirò bene e poi, non sapendo cosa farsene, la posò con distrazione tra i rami dell’albero di Natale.

– E ora cosa ci faccio qui? – Borbottò la forchettina.
Quell’albero era davvero un altro mondo: era un luccicchio di oro sfavillante, la forchettina ne era ammaliata.
Ogni sera poi le luci si accendevano e diffondevano un caldo chiarore tra i rami fitti, era veramente meraviglioso!
E per un certo periodo la forchettina fu persino felice di quella sua nuova sistemazione ma a lungo andare iniziò a provare una certa nostalgia: voleva tornare là, sul tavolino.
E si sorprese nel sentire la padrona di casa che la cercava:
– Ma quella forchettina d’argento dove è finita? È sempre stata qui, qualcuno di voi l’ha spostata?
La piccola posata smarrita intanto si sgolava invano e cercava di attirare l’attenzione.
Pensò anche di chiedere consiglio al cavallino ma lui non fece altro che dondolarsi avanti e indietro, nella più totale incertezza.

Intanto, sul tavolino, si diffuse la notizia della sparizione della forchettina.
La lattiera, materna e affabile, era in apprensione, persino il coltellino finì per ammettere che sentiva la mancanza della sua amica, la campanella tintinnava tra i singhiozzi tutta scossa per l’accaduto.
Nel frattempo la forchettina cercò di darsi da fare e pensò di chiedere aiuto al pavone ma quello si voltò dall’altra parte, fece la ruota e non si degnò di risponderle.

Non andò meglio con il trenino che pure si dichiarò disponibile a nuove esperienze e ad una momentanea trasferta sul tavolino.
Tentò la partenza per più di una volta ma non ci fu niente da fare, era impigliato al ramo dell’albero e non riuscì a liberarsi.

Il destino della forchettina pareva segnato ma il giorno della vigilia di Natale la padrona di casa vide tra gli aghi dell’abete la piccola posata e con pronta decisione l’afferrò esclamando:
– Ecco dove era finita! Ora la rimetto al suo posto!
E di nuovo la sistemò sul tavolino dove sempre era stata e dovevate vedere che feste le fecero tutti per il suo ritorno!
Persino il ditale salutò la forchettina, il portasigarette farfugliò qualcosa in francese e il coltellino se ne uscì fuori con una delle sue solite battute.
La forchettina era felice come non mai, ne aveva di cose da raccontare ai suoi amici ma la sua gioia più grande era proprio essere tornata là, dove tutti la conoscevano e dove sempre aveva vissuto.
E sapete come vanno le cose del mondo?
Alla fin fine, soprattutto a Natale, nessun posto è come la propria casa, anche se questa per taluni è soltanto un tavolino!

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20 pensieri su “Le avventure di una forchettina

  1. Bellissimo racconto.
    Ammiro chiunque abbia questa fantasia che ci regala bei momenti di pausa, io non riesco a mettere insieme due frasi…..
    Buona giornata Miss.

  2. Bellissima storia di Natale!La farò leggere alla mia “forchettina” che tornerà domenica dall’Erasmus…. comunque l’idea di usare i gingilli d’argento come “frexetti”dell’albero è geniale!

    • Uh, grazie Eliana, felice che ti sia piaciuta. Io non li ho mai usati i gingilli d’argento per l’albero, è stata solo un’idea così per la storia della forchettina ma effettivamente sì, è una cosa carina!

  3. Oh ma che meraviglia… avevo intravisto che oggi il post era di quelli che mi godo con particolare piacere e mi sono tenuta la lettura per il rientro, ché non mi andava di leggere di fretta. Cara amica, le tue storie son sempre deliziose e mi piace vedere animarsi questi piccoli amici di cui ci circondiamo senza sentirne le voci. Bacioni e complimenti!

  4. La tua storiella natalizia e’ come ricevere una coccola…. Davvero molto bella e impreziosita dalle tue foto ! Anche mia mamma conserva ancora un set di tre singole posare in argento dentro una preziosissima scatola rigida rifasciata di shantung rosa tenue … dentro c’ e’ ancora il bigliettino da visita di coloro che ne fecero dono per il mio battesimo …

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