Il mistero Arnolfini

È un enigma affascinante e sa catturare gli sguardi, l’osservatore attento resterà ad ammirare quel dipinto cercando di indovinare le risposte.
E voi ci avete mai provato?
L’opera mirabile di Jan Van Eyck nota come Ritratto dei coniugi Arnolfini è esposta alla National Gallery di Londra, il capolavoro del pittore fiammingo risale al 1434 e su quest’opera si incentra il libro di Jean-Philippe Postel dal titolo Il mistero Arnolfini edito in Italia da Skira.
Una vicenda intricata e appassionante scritta con autentica maestria, un piccolo libro elegante e capace di tenervi lontani dalle frenesie della modernità e di farvi entrare con grazia in questa stanza per indurvi a guardarne i dettagli con occhi di Jan Van Eyck.
Guardate il dipinto, lo trovate qui.
E quante domande ci sono il questo libro? E quante risposte?
Chi sono gli Arnolfini?
Perché lo sguardo di lui non incontra quello di lei?
E lo specchio al centro dell’immagine cosa riflette?
E perché c’è solo una candela accesa sul lampadario?
E perché accanto allo specchio c’è un rosario?
E ci sono dei frutti posati davanti alla finestra, li avete visti?
Noterete poi che la diafana figura femminile, per sempre consegnata alla memoria dei posteri dal talento dell’artista, tiene una mano posata sul ventre con un gesto amorevolmente materno, c’è da pensare che debba dare alla luce un figlio.

Tuttavia esiste un altro dipinto di Van Eyck nel quale il pittore ha ritratto una giovane che ha le medesime sembianze della sposa Arnolfini e la stessa postura: è la Vergine Santa Caterina di Alessandria che mai fu madre e quindi il mistero del nostro quadro si fa ancora più fitto.
Gli Arnolfini si tengono per mano eppure c’è una sorta di distanza tra loro, per quale ragione?
Domande, domande, domande e io non intendo suggerire indizi o risposte, le troverete nel libro di Postel che ha un unico difetto, se così si può dire: è troppo breve, consta infatti di appena 112 pagine che si leggono in un soffio.
E non vi occorrerà essere storici dell’arte per avvicinarvi a questa lettura, l’entusiasmo e la curiosità vi permetteranno di calarvi in quelle pagine meravigliose dalle quali traggo questa citazione che si trova sul finire del libro:

“L’uomo ha appena alzato la mano destra in un gesto di giuramento, la donna guarda questa mano alzata… e il tempo si ferma. Il riflesso del sole su ogni ciliegia; la grana della buccia delle arance; la loro ombra sul davanzale e sul cassone; le perle trasparenti del rosario…”

Il libro è avvincente come un romanzo e narra anche il destino del dipinto e dei suoi diversi proprietari nel corso dei secoli, tra queste pagine non mancano dotti riferimenti e citazioni letterarie ad esempio dal Roman de la Rose o da Dante Alighieri, sul finale poi il lettore troverà un autentico colpo di scena.
L’autore del libro, Jean-Philippe Postel, è un medico ed è amico dello scrittore Daniel Pennac che ha curato la prefazione del volume.
Voglio così lasciarvi proprio con le parole di Pennac, senza svelarvi nulla sulle varie supposizioni sugli affascinanti segreti che circondano i due sposi.
Entriamo piano alla National Gallery, fermiamoci davanti ai coniugi Arnolfini e ascoltiamo le parole di Pennac:

“Il loro vicino di parete – se così posso esprimermi – è L’Uomo con il turbante rosso, con ogni probabilità Jan Van Eyck in persona. Il volto impenetrabile, la bocca senza labbra, gli occhi severi e scrutatori, quest’uomo posa su ogni visitatore piazzato davanti ai coniugi Arnolfini uno sguardo che pare domandare: Allora, cosa vede?”

Jan Van Eyck pone anche a voi la stessa domanda: allora, cosa vedete?

16 pensieri su “Il mistero Arnolfini

  1. Ricordo bene questo dipinto e tutti i suoi dettagli e la simbologia attribuibile ad ogni singolo elemento … Questi coniugi…con il loro stato sociale… con le loro posture…
    con la loro ambientazione…., potrebbero essere agevolmente reinterpretati con una nuova lettura ai nostri giorni …. si presterebbero a trasposizioni in epoche piu’ recenti … Interessante il tuo suggerimento di lettura …

  2. Miss, è uno dei capolavori antichi più “interpretati”: c’è addirittura chi sostiene che non siano affatto i coniugi Arnolfini, ma lo stesso Van Eyck e sua moglie… in ogni modo, le tue recensioni fanno sempre venire voglia di leggere ciò che recensisci…

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