La fierezza di Maria

Una donna, la sua storia: conosco davvero alcune cose su di lei e allora oggi è proprio il giorno giusto per narrarvi dei suoi tempi.
Il suo nome è il più semplice e diffuso, lei si chiama Maria.
E ha questa fierezza, nell’instante in cui qualcuno le scatta la fotografia memorabile.
Quanta vita vede ogni giorno Maria!
Le capita in sorte di essere donna in certi tempi difficili, è 1917 e il suo cammino si incrocia inesorabile con quello di molti suoi concittadini: alcuni hanno molti pensieri e preoccupazioni, forse Maria ha anche parole gentili per certe madri che cercano conforto.
Sono giorni complicati, i mariti e i figli sono lontani, si attendono con trepidazione le notizie dal fronte e si resta come sospesi in un’angosciosa attesa, in un silenzio terribile che si spera di colmare con un ritrovato abbraccio.
Aspettando il tempo futuro che sarà più luminoso anche per la nostra Maria.

Lei ha un compito importante, è lei stessa a scriverne sul retro di questa immagine che venne spedita da Sampierdarena, è datata 29 Febbraio 1917 e destinata a Ettore, una persona a lei cara.
Riporto qui alcune righe che Maria scrisse di suo pugno:

Ricambio i tuoi saluti da me e famiglia, ti mando questa mia fotografia perché vedi cosa faccio: sono bigliettaria del tram elettrico.

In quel periodo, nel tempo della I Guerra Mondiale, gli uomini partono per la guerra e così la Società U.I.T.E. (Unione Italiana Tram Elettrici) resta sguarnita del suo personale, i posti vacanti sono numerosi.
Pertanto, per supplire alle carenze di organico, vengono assunte le donne.
Ho trovato alcune notizie in merito in un mio libro dal titolo Trasporto Pubblico a Genova fra cronaca e storia di Elisabetta Capelli, Franco Gimelli e Mauro Pedemonte edito da De Ferrari Editore nel 1991.
In particolare si specifica che venne data la precedenza alle mogli o parenti dei tranvieri richiamati a combattere, queste lavoratrici seppero compiere al meglio il loro dovere e furono stimate e apprezzate dalla cittadinanza.
A guerra finita, tuttavia, gli uomini tornarono ai loro posti e le donne non vennero confermate, a questo seguirono proteste per l’ingiusta disparità di trattamento.
Tra queste bigliettarie, in quel tempo diverso, c’era anche Maria.
E quanta vita vedeva ogni giorno, quante storie saranno rimaste impresse nella sua memoria.
Al lavoro puntuale, con la sua tracolla e con gli attrezzi del mestiere, nella mano stringe la pinza obliteratrice.

Maria la bigliettaria doveva essere molto orgogliosa di se stessa, lo si vede dal suo sguardo e dal suo portamento.
Ritta con la sua divisa grigia, i capelli raccolti sotto la cuffia, seria come si conviene.
E sarà un caso ma ho trovato questa fotografia giusto pochi giorni fa e ho così romanticamente pensato che  fosse giusto ricordare Maria proprio nel giorno dedicato ai diritti delle donne.
Lei che fu una giovane lavoratrice all’avanguardia, lei che vide tutta quella vita, sui tram elettrici che attraversavano le strade di Genova.
Con questa tua fierezza, in ricordo di te e del tuo valore, cara Maria.

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20 pensieri su “La fierezza di Maria

  1. Ma questa foto é una vera meraviglia! La trovo piena di forza e di dolcezza… molto adatta ad una giornata che mi piace poco festeggiare ma che in questa chiave ha una dignità del tutto lontana dallo strepito inutile dei “dolcemente complicata”, delle mimose recise e degli spogliarellisti… Bacioni!

  2. Questo tuo post mi ha ricordato un libro molto interessante della Miriam Mafai “Pane nero” che tratta della condizione femminile durante la seconda guerra mondiale quando le donne furono di nuovo richiamate a “lavori da uomini”.

  3. Interessante Miss la storia di Maria …. Un nome che potrebbe appartenere a tutte le donne … A me fa venire alla mente la Maria della canzone di Dalla una casa in riva al mare …
    “Una donna si affacciava, Maria
    È il nome che le dava lui
    Alla mattina lei apriva la finestra
    E lui pensava quella è casa mia
    Tu sarai la mia compagna Maria…”

  4. bello questo post che oltre a riportarci con la foto indietro nel tempo ci ha fatto anche riflettere sul lavoro femminile e sulla difficile battaglia dell’uguaglianza, tuttora in atto.
    Un abbraccio a voi donne, siete uniche, ricordatelo sempre! 😉

  5. Mi sono commossa. Le donne on si spaventano, non si tirano indietro, fanno la loro parte, e poi vengono rimesse nel’angolino, oggi per certi versi più che mai.

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