Un curioso divieto a Sampierdarena

L’altro pomeriggio sono andata a gironzolare in quel di Sampierdarena, era in realtà uno di quei giorni in cui non vado in nessun posto ma anche ovunque: semplicemente passeggio, mi guardo intorno, osservo, scatto qualche foto.
E così sono capitata in Via della Cella, a due passi dalla bella chiesa che racchiude molti tesori.
Ora, qui ci sono strade strette, con i palazzi alti, qui di fronte un tempo c’erano la spiaggia e il mare, qui si cammina tra case dai colori tipici della nostra Genova.

Quindi poi sono andata ancora avanti e ho così trovato un’antica istituzione: i marmi della Farmacia Raffetto già raccontano una storia che merita di essere approfondita e io spero di tornare a scriverne.
Questi viaggi nel tempo sono ricchi di vicende nascoste, di volti appena riconoscibili, di destini da ritrovare.

E andiamo indietro di 100 anni, camminiamo in questa strada con la gente di Sampierdarena, c’è una folla di umanità operosa, son tempi complicati e per alcuni molto dolorosi, è appena terminata una guerra che segnerà il secolo.
E c’è un continuo andirivieni in queste vie: alzate gli occhi e ne vedrete i contorni.

Ora è chiaro che queste son strade dove occorre una certa regolamentazione del traffico!
E così, in uno di quei giorni in cui non vado in nessun posto ma anche ovunque, eccomi in Via della Cella a chiacchierare con due signori.
E come me osservano una certa targa e mi chiedono da quanto tempo è lì.
– Un centinaio di anni, si direbbe! – rispondo io.
– Possibile? – Replica uno dei due – non l’avevo mai vista e sono di qui!
Quando succedono queste cose io sono felicissima, eh!
Quindi se dovesse capitarvi di passare da quelle parti fate attenzione: il pregiato divieto è affisso sul muro all’incrocio con Vico del Centro.

E come dicevo, è palese che in queste stradine dell’antica Sampierdarena fosse necessario stabilire delle regole per evitare spiacevoli inconvenienti.
E infatti eccolo lì il marmo che racconta di noi e di come siamo stati: si girava coi carri, con i cavalli e da quelle parti c’era per tutti un preciso divieto.

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28 pensieri su “Un curioso divieto a Sampierdarena

  1. Bene bene: preso nota cara Miss Fletcher e farò di tutto per non violare il divieto accedendo con il mio carro! 🙂
    Un abbraccio e buon inizio di settimana
    Susanna

  2. miss, la prossima volta fammi sapere se sei da queste parti, ti invito alla biblioteca storica delle Società Operaia noi Mutuo Soccorso Universale Mazzini…ci divertiremo un sacco tra documenti e fotografie…un abbraccio sampierdarenese!

  3. Ho gironzolato con te in Lampierdarena, ho guardato intorno e ammirato i colori tipici della tua Genova e il marmo col gentile divieto, che rispettero. Grazie!

  4. In via della Cella una volta c’era il “farinotto” che faceva friscioeu e panissette …..la pizza non si usava ancora e andare da -o Cascian a comprere un cartoccio di cuculli per cena era una festa!
    (….ecco perché aveva qualcosa di familiare…🤗)

  5. Mia nonna mi raccontava che al tempo dei carri a Sampierdarena si allevavano i migliori buoi da lavoro della Liguria. E infatti la storia del Salvatore ha protagonisti proprio i buoi che decisero di portare l’affresco a Sampierdarena e non a San Teodoro.
    La targa è pertanto ancora più curiosa

  6. … Quelle insegne della farmacia Raffetto mi rammentano che un paio di anni fa, mi ritrovai a girovagare per uno di quei vicoletti dietro il teatro Modena di primo pomeriggio. Avevo accompagnato mia figlia per le prove di un saggio di danza … e mi accorsi di quelle antiche insegne… stinte, ma ancora leggibili ….mi restituirono il ricordo di quel panetto di mannite che la nonna teneva nel cassettone del suo como’…. la nostalgia mi piombo’ addosso tutta d’ un colpo e restai alcuni minuti li’ inebetita…. rapita dal passato

  7. una parte della nostra città un po’ degradata in questi ultimi anni, ma che conserva sempre la sua importante impronta storica.
    Come sempre interessanti le tue immagini. 😉

    • E questa mi manca, ho fotografato altre targhe lì a Voltri ma questa non so dove sia, grazie per la dritta, se mi sarebbe utile sapere in che via si trova per poterla trovare.
      Grazie Paolo!

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