Giorno per giorno

Ancora le lancette dell’orologio vanno all’indietro e ci portano in un altro tempo non così distante.
Lei ha questo sorriso, resta un po’ incerta o forse smarrita davanti a chi le scatta questa fotografia, memoria condivisa e ricordo di giovinezza.
Non è un’immagine pregiata, è una comune fotografia di una diversa epoca: è il ritratto in bianco e nero di una giovane lavoratrice in un momento che pare sereno.
L’insegna sulla porta poi si riferisce ad una celebre industria genovese e vi si legge: Dopolavoro Interaziendale Ansaldo – Sezione Annona.
La ragazza è esile come un giunco, ha i capelli mossi secondo la moda del suo tempo, le sue scarpe sono particolarmente femminili.
E c’è, nella vita di ognuno e anche nella vita di lei, la ricerca della stabilità e della tranquillità, il desiderio di costruire il futuro con la forza del presente e con il proprio lavoro.
Giorno per giorno, anche in tempi più complicati dei nostri.
Osservo lei, con la speranza nascosta che il suo percorso di vita non sia stato così accidentato ma luminoso e felice.
E lo stesso auguro a tutti voi, in questo nostro tempo in fondo non così facile: buon Primo Maggio a tutti voi.

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16 pensieri su “Giorno per giorno

  1. Sono un po’ fuori tema, scusami.
    Ma ci tengo a dirti che leggerti mi porta sempre a pensare, ragionare, non dare per scontato.
    In questo mondo a volte superficiale, incontrare i tuoi post è fonte d’ispirazione.
    Grazie
    Giusy

  2. Ho memoria di un’altra foto di questo tipo, un dopo lavoro con figure femminili ma non riesco a isolare il ricordo. Queste istantanee sono davvero preziose e in epoche in cui i lavoratori rimanevano tutta la vita con lo stesso impiego spesso l’azienda era quasi una famiglia. comprensibile che desiderassero farsi fotografare sotto le insegne. Buon primo maggio, cara!

  3. Bellissima foto. Poetica e dolcemente malinconica se si pensa, appunto come dicono i commenti precedenti, quanto fosse importante sentirsi “parte della famiglia”, che dava il lavoro, con l’orgoglio e la fierezza del fare squadra.
    Grazie Miss Fletcher e buona fedta anche a te.
    Susanna

  4. “il posto di lavoro non si tocca!!”, urlava uno slogan, peccato che la disoccupazione lo abbia preso in parola… buon Primo Maggio, Miss..

  5. Concordo che in quel tempo l ‘ avere un posto di lavoro fisso era motivo di vero orgoglio ed era cio’ che conferiva grande dignità alla donna e le dava una collocazione sociale anche fuori dalla famiglia. Questa giovane mi ricorda un po’ mamma e zia, entrambe impiegate nella storica ILVA, il colosso degli anni dell’ Italia siderurgica… Questa giovane donna sicuramente potrebbe raccontarci tanti aneddoti su quegli uffici brulicanti di impiegati ….

  6. Stavo gironzolando nostalgica sul mio blog e sono inciampata nel tuo, trovando un nuovo articolo che mi ha riportata ai precedenti e a chi ho conosciuto scrivendo e persino un’idea per un nuovo post… lo scriverò?
    Intanto ti auguro buon Primo Maggio che se ne sta andando e buon lavoro 🙂

  7. la bellezza di un tempo, sebbene molto diversa da quella attuale, aveva un fascino davvero originale. Sapeva distinguersi dai particolari di un sorriso, di un taglio di capelli, di una posa. La seduzione un tempo era fatta di contemplazione, non di sguardi frettolosi.

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