Chiaroscuro genovese

Una bicicletta.
Il cartello che segnala la fermata della metropolitana, una geometrica precisione.
I portici dell’Accademia e il susseguirsi perfetto di quelle curve, una sequenza di linee, luci ed ombre.
Il manifesto della mostra di Giorgio de Chirico ed è coloratissimo, in realtà.
Le sedie e i tavolini al riparo.
E poi sul vetro del bar certe figurette di persone immaginarie fatte con gli stencils: un cameriere con un vassoio, i clienti seduti in amabile conversazione.
Un gioco di belle illusioni e di netti contrasti, un chiaroscuro genovese.

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12 pensieri su “Chiaroscuro genovese

  1. Miss, nel complesso, meno colorati e soprattutto meno metafisici di quelli di De Chirico, ma direi che manichini e portici non mancano…

  2. chiaroscuri che hai saputo ben evidenziare in questo scatto genovese, dove fra l’altro si vede anche l’impronta green, con tanto di bicicletta e metro, della serie se potete usate mezzi che non inquinano. 😉

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