La danza

Le magliette di tutti i colori, quelle con le maniche corte.
I calzoncini per correre liberi.
A volte, anzi molto spesso, ci sono i calzini in fila, uno accanto all’altro.
Il fazzoletto per asciugare le lacrime che bagnano il viso.
Un brindisi, il calice, le bollicine e la goccia che cade inesorabile sul tovagliolo.
Un bacio, le labbra che si sfiorano, per augurarsi buona vita e il rossetto che resta sulla tela bianca della camicia.
Le corse per tirare il pallone in porta.
L’abito per ballare, quello per lavorare e quello che indossi in un giorno da ricordare.
Acqua.
Una corda che dondola.
Vento, vento, vento e sole caldo.
Profumo di lavanda e di sapone, freschezza di aria leggera.
E tutta la vita è questa danza che ancora si ripete.
E così è tra l’ombra e il sole mentre la luce si insinua e si getta a terra così, tra le case dei caruggi, nella sua mirabile danza.


Vico Salvaghi

25 pensieri su “La danza

    • E’ vero…. la nostra Genova ha molti quartieri e ciascuno ha i suoi panni stesi… a secondo della tipologia della zona, si dispongono diversamente …ma tutti i bucati stanno appesi nel vuoto, taluni piu’ celati, altri attraversato le strade di Genova appesi ad un filo….come funamboli…

  1. Sembra di esser li… ad assaporare queste sue visioni e le sue doti di coinvolgimento ci lasciano ogni volta felicemente stupiti.

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