Ai bagni

E nel tempo di giugno si va ai bagni, l’acqua è ancora fresca e la spuma frizzante del mare fa tremare le caviglie.
Le senti le voci allegre dei bambini?
Corrono incontro all’onda tra le risate e si sfidano a chi si tuffa per primo, ognuno vuole essere il più temerario, così sarà anche molti anni dopo: la spiaggia è il luogo della libertà e delle spensieratezze.
Tra questi bagnanti, in questo altro tempo, c’è anche lei e questa è una fragile memoria di carta di questa signorina amata, così viene definita sul retro della fotografia.
Impacciata e non tanto disinvolta nel farsi ritrarre su questi sassi nel tempo d’estate, chissà quale spiaggia fu scenario delle sue timidezze.
Allora, in quei suoi anni, erano molto in voga le lunghe e ampie spiagge del ponente genovese, era una bella consuetudine andare a fare i bagni proprio sotto la Lanterna, in questa estate che verrà desidero dedicare spazio a certi stabilimenti balneari del nostro passato e quei giorni distanti.
Così ho deciso di iniziare da lei e forse qualcuno di voi potrebbe osservare che questa immagine è tutta rovinata e ha anche diverse macchie, certo non è la fotografia più bella della mia collezione.
L’ho scelta perché è il ricordo di lei: la signorina amata, ai bagni.
E ha una cuffietta in testa per ripararsi dal sole e con una mano sembra trattenere un lembo del suo pesante costume per coprirsi il ginocchio.
E ha gli occhi grandi, i lineamenti regolari, sembra così dolcemente imbronciata.
Nel tempo di un’altra giovinezza e di una diversa estate.

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21 pensieri su “Ai bagni

  1. Bisogna riconoscere che le foto sulle rocce non sono mai troppo disinvolte 😉 la scomodità ci mette del suo e certamente questa signorina non doveva essere avvezza a farsi ritrarre… foto sciupata dal tempo ma molto bella con quest’oblò rotondo in cui si affacciano anche gli altri bagnanti. Buona giornata 😘

    • Mi fa tenerezza questa ragazza così impacciata, le foto messe male poi sono proprio ancora più fragili, il fatto che si siano salvate le rende per me più speciali.
      Un bacione cara, grazie.

  2. Miss, in linea di massima gli scogli non cambiano, invece ogni epoca ha il proprio costume da bagno… per esempio, con uno di quelli “interdentali” che vanno oggi, la “signorina amata”, difficilmente sarebbe riuscita a coprirsi il ginocchio…

  3. Sono pensierosa, cara Miss Fletcher. Dopo aver visionato questa bella foto d’epoca, ho la sensazione che l’unico costume che potrei permettermi, adesso, sia proprio quello! Magarei eviterei la cuffietta. Ma non ne sono troppo certa.
    Un grande abbraccio Susanna

      • Sono d’ accordo sulle fisionomie del tempo…. In quel tempo non erano certo delle ragazze “scostumate”…

      • ..per la nonna quel costume sarebbe stato troppo corto(nuotava con una palandrana nera che altro che burkini!)ma anche la signorina mi sembra piuttosto imbarazzata

  4. Chissà poi se “Amata” era il suo vero nome ovvero la traduzione di un sentimento. Magari entrambi e che a qualcuno guardandola il cuore battesse forte. La magia delle vecchie fotografie. Ciao Miss!

  5. Anch’io vorrei appropriarmi questa giovane donna discreta! Potrebbe essere mia mamma, nata in 1902.
    Ed io adesso bisnonna …….. ma non ho mai dovuto indossare un costume del genere. : )

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