Il cavallino di legno di Achille Testa

Fotografare, fermare il tempo e tramandare un ricordo: oggi è un gesto consueto e ormai alla portata di chiunque, in altre epoche farsi ritrarre era una questione per molti versi complessa e riservata per lo più a talentuosi fotografi professionisti.
Si seguivano precisi canoni, si reiteravano pose ed espressioni, ho appreso alcune particolarità proprio su alcuni testi dedicati all’argomento, le fotografie del passato erano costruite davvero con mirabile cura.
E i maestri della fotografia avevano nei loro studi veri e propri scenari e tutto l’occorrente per ritrarre i vari soggetti: divanetti, tavolini e sedie, libri e ventagli, tende e sfondi dipinti.
Questi accessori poi spesso passavano da un fotografo all’altro, un’analisi approfondita ed entusiasmante dell’argomento si può trovare nel volume Vivere d’Immagini curato da Elisabetta Papone e Sergio Rebora, su quelle pagine la Dottoressa Papone espone con maestria questa tematica.
I bambini erano certo soggetti difficili da ritrarre: i bambini non stanno mai fermi e presumo che anche i composti piccini del passato avranno pur sempre avuto le loro turbolenze!
Tic, tac, tic, tac, mettiamo indietro le lancette dell’orologio e andiamo in Salita Pollaiuoli, nel vivace caruggio ha il suo studio il bravo fotografo Achille Testa.
E guardate che meraviglia ha in serbo per i suoi piccoli clienti: un cavallino di legno con tanto di criniera e una bella carrozzina dietro.
Nello studio di Achille Testa arriva anche questa piccola peste: malgrado l’abito dalla fisionomia io penso che si tratti di un maschietto, del resto io ho una foto del fratello di mia nonna con addosso un vestito molto simile.
La manina stringe le briglia, un sorriso illumina il suo viso, chissà che voglia di giocare con quel bellissimo cavallino!

Sapete, quando mi è capitata tra le mani questa fotografia ho avuto subito l’impressione di trovarmi davanti qualcosa che avevo già veduto.
Un’immagine, un gesto ugualmente ingenuo e carico di meraviglia, la gioia di un’altra infanzia.
Il cavallino di legno di Achille Testa sarà di certo stato molto ambito dai bimbi che passavano in quello studio, posò accanto al cavallino anche questa bimbetta con i suoi boccoli e i suoi pochi anni.
Ha l’abitino candido con i pizzi leggeri e raffinati, un fiocchetto tra i capelli e una posa esitante e timida, nella carrozzina è posata una piccola bambola.
In un giorno di un altro tempo, in un tempo da ricordare quando anche lei venne fotografata vicino al cavallino di legno di Achille Testa.

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12 pensieri su “Il cavallino di legno di Achille Testa

  1. Chissà che voglia di portarselo a casa quel cavallino… quasi un peccato non poterci giocare per davvero! Speriamo che sia stato anche protagonista di qualche entusiasmante avventura, chissà magari ci giocavano i figli del fotografo… splendide queste che foto gemelle! Bacioni cara!

    • Eh davvero, l’ho pensato anch’io, chissà quanti bimbetti hanno sognato ad occhi aperti davanti a quel cavallino.
      Le due foto sono splendidi ritrovamenti, sono sempre contenta quando il caso mi mette tra le mani il filo di una storia.
      Grazie cara, un bacione.

  2. Miss che favolose immagini da un passato non cosi lontano nel tempo quanto nello stile di vita … anni luce separano quella maniera di ritrarre la realta’, curando ogni dettaglio…. per fissarne un momento preziosissimo…. essere contenuti e composti erano modalita’ del comportamento… chi avrebbe mai potuto pensare di pervenire all’ ostentazione moderna …

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