Sestri Ponente: a diporto sul mare

E si va, veleggiando su mare, davanti a Sestri Ponente.
Questa zona di Genova con gli anni e con l’industrializzazione subirà diversi mutamenti, ecco invece la costa e il suo placido mare al principio del secolo scorso, per la precisione questa cartolina è stata spedita nel 1917.
E allora sfogliamo ancora una volta la Guida Treves, il mio volume risale al 1911 e sulle sue pagine già si nominano i cantieri navali di Sestri Ponente, sono poi elogiate le ville che per bellezza non hanno nulla da invidiare a quelle di Nizza e poi così si legge:

“La riviera che è tutta un paradiso, profumata dai fiori, contornata dai monti, colline e paesetti, bagnata da corsi d’acqua, rigogliosa per dolce clima e per effervescente vegetazione, diviene però sempre più ridente, man mano che si prosegue la via, senza contrasto fra le più meravigliose di Europa.”

In questo bucolico scenario la vela si muove gonfiata dal vento e sullo sfondo si scorge una vecchia gloria: è il Castello Raggio, un tempo vanto della vicina Cornigliano e purtroppo demolito al principio degli anni ’50.

E tuttavia, in questo tempo lontano, ancora nulla si conosce dei giorni che verranno e del progresso che cambierà la fisionomia di questi luoghi.
Una fanciulla si ripara dal sole con un ombrellino bianco, il remo sospinto con vigore solca l’acqua salmastra, certi esperti uomini di mare governano le barche e altri ancora stanno a bordo di piccoli gozzi.
Ed è un tempo diverso, ha un ritmo lento che ancora risuona, anche se in realtà è così distante.
A Sestri Ponente, a diporto sul mare.

12 pensieri su “Sestri Ponente: a diporto sul mare

  1. Miss, il buon Eraclito se la sentiva: ” non ci si immerge mai due volte nello stesso fiume”, ma anche nello stesso mare, spiagge comprese…

  2. Dal punto di vista naturalistico abbiamo rovinato molto tutte le nostre coste… il progresso porta cose buone e cose meno buone. Una cartolina graziosa e lieta malgradi gli anni… bacioni cara!

  3. Un grande rammarico ed un profondo senso tristezza nel vedere l’armonia che emana questa vecchia foto, con sullo sfondo l’andato perduto Castello Raggio.
    Questo in contraddizione a ciò che è stata l’industrializzazione, il progresso…….ma ne è valsa veramente la pena ?
    E’ solo una triste considerazione visto gli ultimi risvolti di come sta andando a finire questo nostro povero mondo.

    • Eh già Carlo, il Castello Raggio è proprio una perdita, il ponente in generale è stato stravolto. Mia nonna andava al mare ai bagni Roma a Sampierdarena e in campagna agli Erzelli, questa cosa mi stupisce sempre quando ci penso.

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