Ammirando l’airone cenerino

Ogni estate, quasi a sorpresa, ecco che si fa vedere.
Un battito d’ali, la sua figura sottile ed elegante che si staglia nel cielo di Fontanigorda: eccolo, è ancora lui, l’airone cenerino!
È un tipo solitario, gira sempre da solo, non l’ho mai visto in compagnia.
In questo caldo agosto, a differenza degli altri anni, sono riuscita a scattargli qualche foto, il bel tipetto mi è passato proprio davanti ed è andato ad accoccolarsi tra il fitto degli alberi.

E ad osservarlo con attenzione alla fin fine mi è sorto pure un dubbio.
Oh, sta a vedere che questo qui che transita in Val Trebbia è lo stesso bel tomo che vidi lo scorso inverno al Porticciolo di Nervi?
Ricordo perfettamente quella giornata, tutto attorno paperini e paperotti starnazzavano gioiosamente e lui passeggiava, sussiegoso e leggero come una ballerina di danza classica.

C’è da dire che la somiglianza tra i due soggetti è schiacciante: due gocce d’acqua!
Del resto non ci sarebbe nulla di male, pure l’airone cenerino avrà diritto di andare in vacanza e qui, nel prato vicino a casa, è sempre benvenuto.

Comunque, stavo quasi per avvicinarmi giusto per chiedere se appunto anche lui si ricordava di quel nostro incontro in quel di Nervi quando tac, ecco che di nuovo l’airone mi ha colta di sorpresa, è la sua specialità!
Ha aperto le ali e si è alzato in volo e non l’ho più visto, adesso aspetto che torni da queste parti, almeno che mi sappia dire se il prossimo inverno intende passare al Porticciolo di Nervi.

18 pensieri su “Ammirando l’airone cenerino

  1. al riparo subito dopo la curva del fiume su di un sasso si sente solo il rumore del fiume i cenerini sono li.Miss io li vedo sempre insieme a due a due,che in canto giù nella discesa in attesa ore e ore.E’ tutto un altro mondo.grazie Miss per fortuna con te ci possiamo trasportare sulle ali del cenerino

  2. Io ho il piacere di osservare la signorilità nel portamento sia da fermo che nel volo di questo uccello nell’esemplare che staziona quotidianamente specialmente al mattino nel torrente Bisagno nel tratto che va dal Ponte Gerolamo Serra lungo l’inizio di Corso Galliera.
    Qualche anno fa ne avevo osservato un nutrito gruppo che aveva nidificato sugli alberi antistanti la discesa che portava alla palazzina dove una volta venivano fatte le visite medico collegiali all’interno del ex ospedale psichiatrico di Quarto. Ma mi sa che ultimamente ne sia precluso l’accesso con delle reti metalliche.
    Buona giornata Miss.

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