Le feste genovesi del 1842 per le nozze reali: balli a Corte, solennità religiose e feste in mare

Continua il mio racconto dei festeggiamenti tenuti a Genova nel 1842 per le nozze del principe ereditario Vittorio Emanuele con Maria Adelaide d’Austria, come scrissi nella prima parte le notizie sono tratte da un mio libro dal titolo Le feste genovesi del Giugno MDCCCXLII edito nel 1842 dalla Stamperia Casamara di Genova.
Ed entriamo anche noi, in punta di piedi, a Palazzo Reale.

“La sera del 21 gli Appartamenti Reali risuonavano di dolcissima armonia ed un numero elettissimo di Dame e Cavalieri vi si radunavano per speciale invito.”

La festa da ballo ebbe inizio alle otto e mezza di sera e si protrasse fino alle tre di notte, tra danze e balli i blasonati genovesi poterono allietarsi in presenza della famiglia reale, fu per tutti un evento da ricordare.

Galleria degli Specchi
Palazzo Reale di Genova

Come già era accaduto la sera del 20 giugno anche il 23 la città fu di nuovo sfarzosamente illuminata e in questa circostanza vi fu un cittadino che diede il suo contributo a rendere ancora più radiosa la Superba: si trattava del Signor Giuseppe Rocca, un negoziante che aveva un palazzo di villeggiatura sulla collina di San Rocco sopra Principe, tutta la sua proprietà luccicò di fiammelle e di chiare luminarie in uno spettacolo di bellezza incomparabile.
E venne infine il 24 Giugno, giorno della solennità di San Giovanni Battista e la cattedrale di Genova fu riccamente decorata, alle pareti e alle colonne furono sistemati damaschi rossi, frange d’oro e festoni di seta, le fiammelle dei ceri ardevano nei lampadari di cristallo.
I reali entrarono in Duomo alle ore 11 seguiti da un lungo corteo e si accomodarono nel padiglione ornato di velluti e ori.

Dopo la funzione religiosa, la famiglia reale si apprestò quindi a venerare le reliquie di San Giovanni Battista nella cappella a lui dedicata e come da tradizione nel pomeriggio lo stipo con le ceneri del santo venne portato in processione per le vie della città vecchia.

Si giunse poi al Domenica 26 Giugno e in quel giorno con gran concorso di popolo si tenne la grandiosa festa in mare.
La gente si assiepò in ogni luogo possibile, sui ponti della Mercanzia e degli Spinola e sulle mura prospicienti sul porto, alcuni più fortunati furono invitati nelle logge del Giardino dei Doria e da qui si godeva di una vista magnifica.

La folla raggiunse anche le alture, da San Teodoro al Castellaccio, fino a San Benigno ognuno cercò il luogo migliore per assistere a questo spettacolo straordinario.
Quando piano il sole iniziò a tramontare un colpo di cannone diede il via alla regata.
A due miglia dal porto erano fermi sei battelli: erano bianchi con una riga rossa sul fianco, ognuno era condotto da sei marinai abbigliati con candidi pantaloni chiusi in vita da una cintura rossa.
Al segno convenuto i remi presero a fendere l’acqua, il battello più veloce si aggiudicò così in premo una bandiera.
Con solennità si annunciò l’arrivo dei reali che giunsero al Ponte Reale finemente adornato con vasi di aranci e ghirlande di fiori.

Le altezze reali si accomodarono così sul Bucintoro, un naviglio che a poppa aveva forma di conchiglia e a prora aveva invece le sembianze di magnifico cigno, sopra vi era un padiglione con sorvolanti farfalle.
Il naviglio prese il largo e presto raggiunse l’Isola Galleggiante che si trovava in mezzo al porto, su di essa eraa stato allestito un tempio con 14 colonne e capitelli corinzi, con molte decorazioni sfarzose e ai lati due statue della fama ad altezza naturale.
C’erano anche le statue della Speranza, del Commercio, dell’Astronomia e della Liguria, con varie iscrizioni in onore dei reali.
Il tempio era tutto illuminato e circondato da un idilliaco giardino all’inglese impreziosito da agrumi tipici della Liguria, da due fontane zampillava fresca acqua dolce.

I Reali salirono quindi nel tempio e ad un tratto si vide la Lanterna ricoperta di luci e mentre tutti ammiravano il Faro della Superba così radioso la città intera prese a risplendere, luccicavano le mura, le torri e i palazzi, brillavano i moli e tutti i grandiosi edifici della città, dall’Albergo dei Poveri fino alla grande Cupola della Basilica di Carignano.
Il cielo si illuminò con i colori dei fuochi d’artificio, sotto gli occhi ammirati di tutti alti si levarono venti palloni aereostatici.
E ancora luci d’oro, azzurre e rosse percorsero il cielo in uno spettacolo magnifico e straordinario per la gioia del re e del popolo tutto.
Il sovrano a una certa ora si ritirò a Palazzo Reale e per raggiungerlo ancora percorse strade riccamente illuminate, mentre sull’Isola galleggiante ancora si ballava e si suonavano motivi militari, si festeggiò a lungo a bordo dei molti navigli che si trovavano nelle acque del porto.

Nei giorni a seguire si tennero poi altre celebrazioni, in onore delle Auguste Nozze furono composti carmi e componimenti che vennero presentati a Palazzo Tursi, si tenne anche un saggio di scherma nel quale diedero mostra del loro talento quattro giovinetti.
Vi fu anche un benefattore che volle rimanere anonimo e che organizzò il 29 giugno nel giardino dei Principi Doria una festa di beneficenza i cui proventi andarono agli Asili d’Infanzia.
E tra il fiori e le piante odorose giunsero i molti invitati, alla festa intervennero danzatori che si esibirono in danze moresche e un abile giocoliere, la serata fu poi allietata ancora dallo spettacolo dei palloni aereostatici e dai fuochi artificiali, anche questa fu una serata di danze e grandiosi divertimenti.
Così si svolsero quelle giornate di festa e prima di lasciare Genova Carlo Alberto e la Regina ricevettero nella sera del 30 Giugno nelle sale di Palazzo Reale un numero di fortunati prescelti.
Accadde in un altro tempo e tutto ciò che è descritto è persino difficile da immaginare, certo rimase negli occhi e nei ricordi di coloro che parteciparono ai festeggiamenti per le nozze di Vittorio Emanuele e Maria Adelaide d’Austria.

Carlo Alberto di Savoia – dettaglio
Palazzo Reale di Genova

12 pensieri su “Le feste genovesi del 1842 per le nozze reali: balli a Corte, solennità religiose e feste in mare

  1. Che dire? Una sequenza di eventi memorabili che sembrano prender vita col tuo racconto… quasi fossimo lì anche noi a veder splendere quegli specchi, i remi veloci sull’acqua e le luci della lanterna. Vien proprio voglia di saltare sulla macchina del tempo! Un bacione cara!

  2. Palazzi che ogni volta visito con rinnovato stupore, volgendo lo sguardo a quelle opere meravigliose che hanno visto la storia scorrere sotto la loro presenza.
    Interessantissimo il contributo storico che hai aggiunto a questo post, bravissima! 😉

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