Il Ristorante di Catterina Pozzolo alla Guardia

E vennero poi certe domeniche che si trascorrevano lassù, sulla vetta del Monte Figogna, là dove lo sguardo si perde a cercare la città e l’orizzonte, là dove si arriva per raccogliersi in preghiera al Santuario di Nostra Signora della Guardia.
Lassù, nella bellezza del cielo sfolgorante e in questa magnifica altezza.

Il piazzale, la grande chiesa, i visitatori che portano alla Madonna i loro pensieri e le loro speranze, la lunga strada per arrivare fin lassù.
Un strada in salita ma percorsa con la fiducia nel cuore e con il desiderio intimo di giungere infine alla tanto desiderata meta.

In certe giornate del tempo passato, lassù sul Monte Figogna, ad attendere i pellegrini c’era anche lei: il suo nome era Catterina Pozzolo.
E immagino che non si dispiacerebbe di sapere che qui oggi si parla di lei e del suo ristorante, anzi oso persino sbilanciarmi e vi dirò che secondo me quella che vi mostro ritratta nella sua cucina è proprio lei, la signora Catterina!
Oh, Catterina sarà stata una cuoca sopraffina, specializzata in manicaretti e ricette tradizionali, in quei pentoloni capienti forse ribolliva un ricco minestrone di verdure fresche o magari un gustoso ragù per condire i ravioli.
Dopo la camminata fin lassù tutti al ristorante di Catterina che con i suoi piatti di certo sarà stata in grado di soddisfare anche i palati più esigenti.

E poi il ristorante era un splendida posizione, confortevole e ombreggiata, con i tavoli all’aperto per la bella stagione e anche con tre confortevoli sale da pranzo e persino un bel terrazzo.
E chi non vorrebbe pranzare in un posto accogliente come questo?

Ed ecco poi l’intera brigata di cucina, ognuno intento nel proprio lavoro.
E poi pile di piatti, bicchieri di vetro, mestoli appesi, posate luccicanti, casseruole, padelle, pentoloni e coperchi.
E un profumo di cose buone e casalinghe che pervade le sale, che delizia!

Tutte le immagini che avete veduto sono tratta da un’unica cartolina, è un cartoncino completamente dedicato a questa attività e certo sarà capitato tra le mani di molti pellegrini e avrà suscitato il desiderio di entrare nel bel locale così dettagliatamente presentato.
E con la nostra fantasia e con un mirabile viaggio nel tempo alla fine ci siamo stati anche noi: sul Monte Figogna al magnifico ristorante di Catterina Pozzolo.
E a tutti voi un saluto dal Santuario di Nostra Signora della Guardia.

16 pensieri su “Il Ristorante di Catterina Pozzolo alla Guardia

  1. Miss, le cucine dei ristoranti di una volta saranno state meno igienizzate di quelle attuali, dove l’acciaio inox impera, ma certo è che rasentavano la poesia…

  2. Questo ristrante promette vere prelibatezze della tradizionale genovese … Certamente non appena tutto sara’ passato e i momenti conviviali e le belle gite torneranno a rienpire le nostre giornate… La signora Caterina attualizzata avra’ dinuovo molte prenotazioni … .e la Madonna della Guardia avra’ tanti pellegrini in visita …

  3. Non sarebbe male concedersi una bella gita fuori porta con piacevolezze gastronomiche assortite incluse. Chissa quando potremo ricominciare a programmare queste uscite… Un bacione cara, per ora ci accontentiamo di piccole boccate di ossigeno dal passato

  4. anche al giorno d’oggi lassù ci sono ottime trattorie dove si mangia benissimo, belli i tuoi ricordi, ci fanno rivivere epoche storiche dove tutto era genuino, anche i rapporti fra le persone a mio avviso erano più “umani” Oggi spesso c’è solitudine anche fra la gente, basta guardare i rapporti con i vicini di casa, un tempo ci si scambiava pure la roba da mangiare, al giorno d’oggi si saluta solo per educazione e gli altri non sempre ti rispondono…
    Buona giornata…

  5. Inta primma fotografia se vedde ben o “strazetto do diao”, che da-a stradda principâ o va sciù drito a-a capeletta de l’Apariçion: o l’é a “diretìscima” pe arivâ ciù fito a-o santoâio. O se ciamma coscì perché quande s’ariva lì s’é za stanchi pe-a salita e quello tochetin o dà a bòtta finale a-e ganbe e a-o sciòu!

    Nella prima fotografia si vede bene il “sentiero del diavolo”, che dalla strada principale va su dritto alla capelletta dell’Apparizione: è la “direttissima” per arrivare prima al santuario. Si chiama così perché quando si arriva lì si è già stanchi per la salita e quel pezzettino dà la botta finale alle gambe e al fiato!

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