Era mattina

Era mattina.
Era uno di quei giorni in cui vado ovunque e in realtà in nessun posto, quello è il mio passatempo preferito da sempre.
Giro senza meta, da sola, da qualche parte prima o poi si arriva.
Ed era gennaio ed era pieno inverno, anche se stranamente quest’anno in realtà il freddo non è mai arrivato.
Camminavo in Galleria Mazzini e sbirciavo qua e là, anche nelle vetrine di quei negozi dove non entro mai, lo faccio sempre, sarà perché sono una persona curiosa.
Galleria Mazzini poi in genere la prendo dall’alto e scendo fino al Carlo Felice, quando poi ci sono i mercatini dell’antiquariato o le bancarelle dei libri finisce sempre che faccio su e giù diverse volte.
E c’era un bagliore di ocra, un sequenza di linee e curve e al di là di esse la luccicante eleganza dei negozi di Via Roma.
E c’era una bicicletta legata a un palo e mi è sembrato bello vederla proprio lì.
Poi ricordo di aver pensato che in fondo la vita è fatta proprio di questo: colori, sensazioni e luminosi contrasti.
Era mattina, in Galleria Mazzini.

21 pensieri su “Era mattina

  1. Fortuna che tu fai tante e tante foto da poter alimentare il blog anche in periodo di quarantena! Gente ce n’era poca anche quella mattina ma scommetto che il vuoto aveva tutto un altro sapore. Bacioni cara!

  2. Miss, ho in mente una Galleria Mazzini a festa e piena zeppa di gente… nel Natale ’65 – Epifania ’66, ospitava una lunga fila di bancarelle piene di libri e mi ero comprato “Nova Polemica”, un volumetto edito da Zanichelli del poeta romagnolo Lorenzo Stecchetti, pseudonimo di Olindo Guerrini, amico del Carducci… Nel prologo conclude: “oh, lettor maligno, dove sei? ti dimenticavo, poverino! vieni qui e guardami. Ho il polpastrello del pollice sulla punta del naso e agito le dita distese. Così ti saluto”…

    • Che acquisto, caro Sergio! Andar per libri in Galleria Mazzini è una delle gioie della vita, io comprai là, anni fa, l’elenco telefonico del 1923, c’erano ancora le lire. Spero che ci capiterà di tornarci insieme, caro Sergio. Grazie, un abbraccio.

  3. Dearest miss Fletcher, sei veramente una pittrice di grandissima talente!!
    Che meraviglia questa foto! Mi da le lacrime agli occhi. Sai perché? Lo spiego, e anche ai tuoi amici sul blog.
    Eravamo a Genova, Irene ed io, dal 20/2 al 3/3, come sapete. Già l’ultima settimana del nostro soggiorno i musei e certi parchi erano chiusi e mascherine e gel disinfettanti introvabili, come adesso anche in Olanda. Abbiamo cancellato le tre giornate pianificate a Torino e siamo rimaste a Genova a percorrere in lungo e in largo tutta la città. In autobus, in ascensore, in funiculare, in treno, in metro e a piedi.
    Il biglietto giornaliero ci ha costantamente accompagnato. La linea 36 è la nostra linea preferita, ma la 18 ci ha portata dall’altra parte della città, la 64 e la F2 ci hanno portate fino alle nuvole.
    Linea 1 a Voltri, il treno regionale a Pegli per vedere le camelie in fiore, ma in vano perché anche il Parco Villa Durrazzo Pallavicini era chiuso. Ma che gioia infinita conoscere ancora meglio la Superba.
    E adesso in quarantena parziale anche noi, vedendo come voi siete stati colpiti dal virus, temendo la stessa situazione qui in Olanda, la bellissima foto ci emoziona dal più profondo del nostro cuore.
    Grazie carissima per gli incontri indimenticabili e le passegiate fatte insieme per scoprire Genova e il tuo blog che ci da ogni giorno l’idea di essere con voi.
    Speriamo di rivederti in buona salute insieme con la mamma e l’amica!
    E …..GENOVA ti vogliamo tanto bene!!
    Els e Irene

    • Carissima Els, a leggere le tue parole mi commuovo, cara amica sempre allegra e gioiosa, abbiamo passato delle splendide ore insieme e sono per me un ricordo prezioso e lo sono anche per mamma e Anna Rosa.
      Io spero che staremo tutti bene e che riconquisteremo la nostra normalità al più presto.
      Ti abbraccio forte cara Els, grazie di cuore!

  4. Era mattina…… questo passato remoto è la cosa più struggente, viviamo tutti questi momenti con era, facevamo, sognavamo…. tutto è fermo in questo limbo dove sperare forse è il verbo che coniughiamo più al presente, speriamo che sia di buon auspicio …..e ricontrarci in Galleria Mazzini per un abbraccio. Teniamo duro !!!

  5. .. Anche per me Galleria Mazzini e’ associata alle bancarelle di libri del periodo natalizio… Per anni passavo la mia pausa dal lavoro in su’ e in giu’ alla caccia di qualche lettura non gia’ pianificata o caldeggiata dalle recensioni librarie… ricodo poi il periodo in cui mio cognato giovane ragazzo e con il cuore e gli occhi ancora puri di una generosa fiducia nella vita, si guadagnava qualche soldino per una piccola libreria cittadina che esponeva anche li’ alla fiera del libro di Galleria Mazzini… le cose cambiano e noi con loro, talune si corrompono con i fatti della vita…. ma i sentimenti autentici risuonano ancor oggi nel ricordo…

  6. Irene
    Ho nulla da aggiungere . Els ha detto tutto anche da mia parte. Ma permettimi qualche parola. Mi vengono in mente tanti riccordi meravigliosi del nostro soggiorno a Genova grazie a te e Nenette e Anna Rosa. Grazie anche per questa bella passeggiata di matina. Prendetevi cura di voi.

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