Camminando nel passato di Pegli

Tic tac, tic tac, risuona ancora nostalgica la macchina del tempo e ci porta indietro negli anni, sempre nei giorni che non abbiamo veduto ma che ancora ci piace immaginare.
E ci ritroviamo a Pegli, si cammina davanti a quel mare che sempre, in ogni epoca, ha la stessa voce, a volte è una dolce ninna nanna e a volte invece è un ruggito potente e fragoroso che sovrasta i respiri e le parole.
Forse è una calda mattina di primavera e il sole picchia, non saprei dirvi se sia proprio un giorno di festa, un uomo incede con passo deciso tenendo un cappello a larghe falde calcato sulla testa.
È dolce la vita nella bella Pegli, la ridente località dal clima mite è molto apprezzata per piacevoli villeggiature, ancor più fortunati sono coloro che possono godere di tanta bellezza in ogni periodo dell’anno.

E poi ecco terrazzini, persiane chiuse, tende di certe botteghe tirate in fuori e là, a sovrastare il continuo l’andirivieni di passanti, l’immancabile statua dell’eroe Giuseppe Garibaldi.

E in questo particolare scorcio di un’altra stagione è il gruppetto al centro della cartolina ad attirare maggiormente l’attenzione.
Quanta pazienza deve avere questa giovane mamma!
Lei se ne va a passeggio con tutti i suoi bambini, regge un candido ombrellino per ripararsi dai raggi del sole, le sue bimbette indossano i cappellini di paglia e gli abiti chiari, leggeri e svolazzanti.
Che allegria questa bella passeggiata tutti insieme, pare quasi di sentire un gioioso e complice chiacchiericcio infantile mentre la mamma amorosamente cerca di tenere tutti tranquilli.
E poi guardate bene in ragazzino più grande, ad osservarlo con attenzione pare proprio che stia tenendo in una mano una canna da pesca, chissà che emozione lanciare la lenza nel mare di Pegli!

Questo scorcio del quartiere sito nel ponente genovese non è poi così cambiato, tempo fa scattai una foto di questo tratto di strada.
Il sole brillava alto nel cielo e come in altri tempi più lontani ecco quel palazzo con le persiane chiuse, la statua di Garibaldi sulla destra e dall’altra parte il lungomare e la gente sul marciapiede.

Non c’erano, al centro della strada, una mamma con il parasole e tutti i suoi bambini, eppure a me è parso di averli veduti davvero, immaginando di camminare nel passato di Pegli.

14 pensieri su “Camminando nel passato di Pegli

  1. Miss, delizioso il parasole bianco della mamma con prole, molto meno chic sembra il comune parapioggia dell’uomo che sopraggiunge…

  2. Maginfica questa foto d’ epoca.. quel gruppetto centrale di mamma con i suoi bambini e’ a dir poco delizioso…quegli abitini leggeri e vaporosi sono di una eleganza impareggiabile !!!!
    L’ immagine rivela appieno la vita di Peglj che ancor oggi, come dici tu, conserva quegli scorci….ma un po’ come accade ad una nobile decaduta, il tempo ha urbanizzato ulteriormente l’ atmosfera con nuovi elementi e l’ aristocratica eleganza dei palazzi ne risulta un po’ obnubilata …

  3. Irene
    Appena un mese fa abbiamo fatto una passeggiata a Pegli. Era una calda giornata. Anche se
    Pegli moderna sia cambiata penso che ci abbiamo trovato la stessa atmosfera del passato.
    Grazie.

  4. che belli questi viaggi nel tempo, e quanto era bella Pegli!!! A parte alcuni elementi presenti tuttora, l’atmosfera che queste immagini dipingono è davvero unica, camminare in mezzo alla strada, senza traffico, con l’aria pulita e quel silenzio in cui il mare è l’unica voce, dev’essere stato davvero magico!!! 😉 Ottimo post! 😉

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