Giocando nel passato nei caruggi di Genova

Sono tracce del lontano passato e noi non possiamo conoscere i nomi di coloro che le scolpirono sulle pietre antiche di Genova ma quei segni sono ancora ben visibili in certi luoghi del nostro quotidiano e vederli regala un senso di sorprendente stupore.
I disegni che vi mostrerò li ho trovati per caso andando a zonzo per caruggi e guardandomi intorno, l’unico del quale già conoscevo l’esistenza è quello che si trova su un gradino della cattedrale, tutti gli altri invece li ho veduti senza neppure cercarli.
Accadde un giorno, molto tempo fa, mentre mi stavo recando nella bella e raccolta chiesetta dedicata ai Santi Cosma e Damiano.

Su uno degli scalini della chiesa spicca un disegno a tutti noi molto famigliare, alcuni attribuiscono a questa forma significati legati al mondo dei Templari, io mi limiterò a cogliere il senso ludico di questo disegno: a Genova viene detto tela, in altre città è noto con altri nomi e non è poi così difficile immaginare i bambini di un altro tempo seduti sui gradini di una bella chiesa intenti a dilettarsi con questo gioco.

Spostiamoci quindi in San Lorenzo, maestosa cattedrale della Superba.

Osservate bene i suoi gradini bianchi e neri, anch’essi riservano sorprese.

Il medesimo disegno è stato così tracciato sulla pietra antica.

Avvicinatevi poi al fiero leone posto a guardia della Cattedrale.

Alle sue spalle ecco ancora il solito quadrato.

Passiamo poi nella piccola e raccolta piazzetta di San Giovanni Vecchio attigua a San Lorenzo.

E ancora su uno di quei gradini laggiù ecco una traccia del nostro passato.

Girovagando nella città vecchia capita di trovare tracce del tempo lontano che suscitano la nostra meraviglia, ho poi scoperto che ne esistono davvero moltissime in giro per Genova ma come vi dicevo ho voluto mostrarvi soltanto i disegni che ho trovato da sola e per caso.
Se doveste trovarvi dalle parti di Via Prè fate bene attenzione, proprio in questo punto dove è presente questa balaustra.

Là, in quel tratto più vicino alla Chiesa di San Sisto, ecco ancora un segno tracciato in tempi lontani.
E sembra di immaginare mani bambine, risate e occhi luccicanti per la bellezza di un semplice gioco nei caruggi della nostra Genova.

17 pensieri su “Giocando nel passato nei caruggi di Genova

  1. Si scoprire incisioni ci avvicina al senso di universalità dell’ uomo… Come se ci fosse ancora un filo conduttore che ci consente di comunicare con un mondo antico… Quest’ anno in un’ escursione ci imbattemmo accidentalmente in incisioni rupestri che poi scoprimmo essere conosciute dagli esperti… Ma l’ emozione di essere a tu per tu con un segno da interpretare amplio’ la nostra percezione delle cose….

  2. Resto sempre stupita da quanto tu riesca a cogliere dettagli che ai più sfuggirebbero… Immagino che queste foto, singolarmente, saranno rimaste in attesa chissà quanti mesi prima che tu facessi questo post. C’è tanto lavoro dietro a tutto questo! Un bacione ammirato

    • Sono dettagli meravigliosi, per me.
      E sì, a volte passa tanto tempo tra l’immaginazione di un racconto e il post sul blog, è questo il caso, tu ormai mi conosci bene.
      Un bacio grande Viv, grazie di cuore!

  3. Irene
    I disegni fatti a mano dagli abitanti di Genova sono riccordi commoventi del passato. Alla prossima visita ho l’intenzione di cercarli. Ti ringrazio, carissima Miss Fletcher.

  4. ‘Na vòtta i figeu zugâvan pe-a stradda e a téia o l’ea in zeugo che tutti conoscéivan. Brava ti che ti gh’æ fæto caxo!

    Una volta i bambini giocavano in strada e la tela era un gioco che tutti conoscevano. Brava tu che ci hai fatto caso!

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