Un pomeriggio di dicembre

Era un pomeriggio di questo dicembre.
Non ho potuto evitare di fermarmi ad osservarle, con sincera ammirazione: loro erano là, cariche di pacchi, allegre ed energiche si sono poi incamminate con passo deciso lungo il Corso.
E in quell’istante ho pensato che quel loro gesto era ai miei occhi la metafora di ciò che tutti noi dovremmo fare, per quanto possibile, in tempi difficili: aiutarci l’un l’altro a mettere in salvo le piccole gioie, gli spunti di felicità, aver cura di ciò che sa donarci sorrisi e rasserenare il nostro animo.
Mettere in pila le scatole, insomma.
E conservare quella bellezza per il tempo che verrà, stando attenti a non far cadere nulla.
Con gratitudine, pazienza e semplicità.
Questo ho pensato ed era un pomeriggio di dicembre.

14 pensieri su “Un pomeriggio di dicembre

  1. Io penso sempre a quelle scatole di ricordi, di momenti di vita, di persone che ho appilati dentro al cuore e ai quali attingo in momenti di sconforto quando la vita sembra non volerti restituire cio’ per cui ti sei tanto prodigato … Poi anche quei momenti di sconforto trovano un posto nel riordino e si riparte per tesaurizzare nuova vita r nuove gioie

  2. Da anni conviviamo con scatoloni,classificati per contenuto e spostamenti delle figlie , corredo di varie case prese in affitto ma diversamente attrezzate.A questi si aggiungono gli scatoloni del trasloco”a rate”rocambolescamente condotto tra quarantene e zone di diversi colori. Contengono storie,ricordi,ma sono anche un segno di cambiamento. E precarietà.
    A me fanno riflettere anche su quanto siamo fortunati rispetto a quanto si trovano improvvisamente con tutti i loro averi chiusi un una valigia o un fagotto o in una scatola,relitti di guerre,terremoti o persecuzioni. E questo pensiero mi fa un po’vergognare del mio disagio.
    Gli scatoloni della fotografia,maneggiati da quelle due donne mi sanno invece di dono,sorpresa ed amore

  3. Si condivido Miss, questa bella foto e la meditazione che ne scaturisce, se voglio pensare ai ricordi, oimè, é meglio che io non apra mai gli scatoloni del passato, li ripongo ai piedi del Signore.
    Gravi lutti, dolori insopportabili hanno coronato la mia vita fin da fanciullo, e oggi non è che respiri.
    Tuttavia una notevole dose di pazienza mi ha sempre accompagnato, e con rassegnazione, ordino le pile delle scatole.

  4. Irene
    Una piccola scena semplice puo riscaldare il cuore e illuminare la giornata, vero. Grazie cara Miss Fletcher di condividerla con noi. Un caldo abbraccio per te.

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