La Signorina Amelia

La Signorina Amelia camminava tra la folla.
Che baraonda in quella Piazza di Ponticello, una parte di Genova così popolaresca e vivace, vibrante di vita e di persone sciamanti tra le molte frequentatissime botteghe.
La Signorina Amelia giunse quindi a destinazione: là in quella piazza c’era anche lo studio del fotografo Arizio che l’avrebbe ritratta in tutta la sua aggraziata giovinezza.
Ora, la Signorina Amelia mi perdonerà se mi permetto di divagare e di fare qualche fantasiosa supposizione su di lei, mi sorge spontaneo ad osservare la sua immagine che ci restituisce il ritratto di una giovane donna bella e fiera.
La Signorina Amelia, io suppongo, si diletta con il punto intaglio e forse anche con il pianoforte, legge poesie e ama essere sempre alla moda ma con giudizio: la Signorina Amelia è una persona a modo, molto giudiziosa e previdente.
Così eccola, ve la presento, ritta tra gli arredi dello studio del bravo fotografo.

La Signorina Amelia indossa gli stivaletti con il tacco a rocchetto, i lacci e la punta tonda.
Sono calzature di buona qualità e con tutta evidenza lucidissime.

E poi, con la consueta cura, la Signorina Amelia ha scelto di indossare un paio di guanti scuri e di portare con sé questa vezzosa borsina riconoscibile tra mille!
Lei la tiene al braccio, con quella sua grazia garbata e tiene poi una mano posata su quel tavolinetto chiaro: è un gesto quasi impaziente o forse di semplice equilibrio e tutto è perfetto così, anche la collana dalle perle scure al collo della Signorina Amelia.

Alle soglie dell’età adulta, non più fanciulla e con un radioso futuro davanti, questa è semplicemente lei.
La osservo e la immagino dotata di un grande spirito d’indipendenza, intelligenza brillante e una naturale dolcezza: cara Signorina Amelia, sono certa che lei avesse tutti queste virtù e anche molte altre!
Così fiera, con il suo cappello elegante e gli orecchini a pendente, con quel medaglione che luccica sul suo petto.
La fotografia fu data in dono a una cugina come ricordo di quel tempo della vita.
Era un giorno del 1916 e questo è il sorriso della Signorina Amelia.

10 pensieri su “La Signorina Amelia

  1. Se nel portamento fosse più slanciata,e considerato il nome AMELIA le affiderei l’aria dal Trovatore (G.VERDI)
    “D’AMOR SULLE ALI ROSEE” nel personaggio di Amelia per l’appunto.
    Grazie Dear Miss mi fai ripassare le amate opere liriche.

  2. Ah… quegli stivaletti!!! Mi piacerebbero un sacco e poi se potessi aggiungere cappello e borsina sarei proprio a posto, che dici? Questo look ha un suo bel perchè! Complimenti ad Amelia e a te per la tua bella collezione. Buona giornata!

  3. Mi sembra di vedere la scena signorina che si reca dal fotografo nella bellissima descrizione che hai fatto.
    Bellissima, e la borsetta poi!

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